Un dentista errante per le strade dell’Albania (13/08/02)
Esperienza ricca!
Arrivo in Albania passando da Kastoria e da Kristallopigi, la
frontiera. Il primo impatto è evidente, l’Albania è un paese povero e
rassomiglia sotto molti punti di vista alla mia tanto amata India.
Sono accolto alla dogana dal Dott. Sinan, direttore sanitario
della regione del Devoll, che mi accompagna direttamente al paese dove rimarrò
per i prossimi 10 giorni.
Il paese è Bilisht, un angolo dell’Albania come tanti
altri ancora estremamente rurale.
Le sorelle (Suore Francescane del Vangelo) che mi
accoglieranno sono estremamente gentili e disponibili, qui la loro missione è
diffondere il vangelo e forse un po' di fede e di spirito alle persone.
Faccio conoscenza di una piccola congregazione di giovani, in
parte cattolici in parte mussulmani che si prestano ad aiutare e ad accogliere
le opere di volontariato qui nel paese.
Un grosso quantitativo di materiale odontoiatrico è già
presente dalle sorelle, compreso un forno a secco e qualche mobiletto. C’è
inoltre un generatore che si riesce a rimettere in funzione grazie ad una
batteria. Mi sarà di grande aiuto. Ma capisco anche che c’è molto da fare,
indipendentemente dal campo medico odontoiatrico. Abbiamo tutto!.
Possiamo partire il giorno stesso per Miras, un paesino
nell'entroterra a circa mezz’ora di macchina da Bilisht. Qui a Miras manca spesso l’energia elettrica, così come l’acqua
corrente e ancora tutto funziona grazie ai cavalli, gli asinelli e le mucche.
Faccio conoscenza del sindaco di Miras, quindi visito l’ambulatorio.
Assieme ai ragazzi cominciamo a scaricare il materiale.
L’ambulatorio è un'oasi di tecnologia in mezzo alla
campagna. Purtroppo l’acqua e la corrente sono dati con il contagocce, e
questo non facilita certo le cose. Piano piano riusciamo a far funzionare un forno, un
miscelatore di amalgama e..... la lampada polimerizzatrice.
Il giorno seguente ci mettiamo subito al lavoro: comincio a
fare le prime estrazioni. Conosco Maylinda un ragazza di Miras che ha aiutato
altri dentisti sia come interprete che come assistente alla poltrona.
Il 03 agosto è venuto l’idraulico a realizzare lo scarico,
quindi ora possiamo usare anche la sputacchiera, fino ad ora usavamo un
bacinella.
Miras è invasa da qualche giorno da sciami di cavallette che
rendono il paesaggio ancora più caratteristico, da due giorni a Bilisht ci sono
delle scosse di terremoto, ma a parte questo va tutto bene!
Il lavoro continua con un'alternanza di mancanza di acqua e
di energia elettrica, che arriva solo dalle 13.00 alle 16.00. Cerco quindi di effettuare la chirurgia la mattina e la
conservativa il pomeriggio per sfruttare al massimo la corrente. Il generatore e
il compressore insieme fanno un rumore sopportabile per periodi non molto
lunghi. Le persone però non sembrano assolutamente colpite dalla
situazione dello studio, sono piuttosto incuriosite dal mio modo di lavorare e
soprattutto dall’utilizzazione dell’anestesia, penso che non la conoscano.
Infatti la maggior parte delle estrazioni è stata eseguita senza. Ho conosciuto
persone che hanno subito diverse estrazioni seriate senza anestesia, conferendo
loro una forza che psicologicamente li rendeva immuni da qualsiasi malattia o
dolore.
Sono però abbastanza colpito dalla gentilezza delle persone
che mi portano continuamente da mangiare e da bere. Assaggio quindi le specialità locali come il Burek, un
piadina millefoglie ripiena di pomodori e cipolle. Le cipolle di Miras sono
molto famose in tutta l’Albania e si sente!.
Flora è l’infermiera di tutto l’ambulatorio. Mi prepara
il caffè (quello turco però) tutti i giorni!
Il dott. Berti è il medico generico del paese e lavora
vicino all’ambulatorio odontoiatrico. Durante questo periodo nel mio lavoro c’è
un ritorno ad un’odontoiatria di base, cerco quanto più possibile di fare
delle otturazioni, ma molto frequentemente mi ritrovo con degli stati talmente
avanzati di degrado che spesso l’estrazione è raccomandata per alleviare il
dolore e perché comunque sai che le persone non si cureranno, aggravando di
più la situazione.
Diversi sono stati, infatti, i pazienti che vengono per farsi
togliere tutti i denti e poi mettersi un protesi totale. I dentisti di Bilisht
non utilizzano una gran tecnologia e spesso ciò va a discapito dei pazienti. II
lavoro che c’è da fare è talmente grande che ti senti piccolo e a volte
inutile.
Le sorelle a questa mia espressione hanno risposto con una
frase di madre Teresa: “Sono le piccole gocce che fanno l’oceano.” Mai
come durante questa esperienza ho capito il vero significato di queste parole.
L’Albania si è rivelato un paese anche più ospitale di
quello che pensavo, in ogni modo le persone cercavano di fare un piccolo gesto
per ringraziare.
Mi rendo perfettamente conto, però, che è un paese
giovanissimo e che da un punto di vista politico il crollo del comunismo è
avvenuto solo nel 1992.
Gli Albanesi hanno ottenuto l’indipendenza nel 1912, ma
sono subito affondati nel fascismo italiano, quindi nel nazismo della seconda
guerra mondiale e per finire, negli ultimi 50 anni, nel comunismo più sfrenato,
che ha logorato profondamente nell’animo questo popolo, rendendolo stanco,
passivo e incapace di reagire. L’unica soluzione è voler scappare; non hanno
dignità, il rispetto dell’essere umano, e non si sentono presi in
considerazione dallo Stato. Uno Stato fantasma.
“Se tieni legato un cane troppo tempo, quando lo lasci
diventa pazzo.”
Ci sono tre milioni di abitanti e 66 partiti. Il partito
socialista che attualmente è al potere, sviluppa clientelismo e la
sottomissione all’ideologia. Anche i giovani se vogliono lavorare e se
vogliono lavorare vicino casa o permettersi gli studi devono chinarsi all’ideologia,
magari avere la stessa tessera del partito.
Tutto ciò non può che fomentare criminalità e banditismo.
Forse non tutti sanno che durante il comunismo c’erano dei
campi di concentramento, anche in Albania.
Le persone hanno ancora tanta paura, e ciò impedisce di
prendere decisioni o di sviluppare qualsiasi capacità di iniziativa. Gli aiuti umanitari spesso e volentieri sono dirottati nelle
mani degli stessi potenti. La religione, inoltre, non è sufficientemente forte
(sono per lo più mussulmani) per dare spiritualità o una fede in cui credere,
e questo porta i giovani alla disperazione e all’alcol.
Le frontiere sono rigorosamente chiuse per gli albanesi. E'
ovvio, se le aprono l’Albania si svuota.
Capisci perfettamente come qualsiasi condizione in un paese
straniero è migliore all’umiliazione imposta da questo Stato, il proprio. Mi viene da pensare che manca chiaramente un leader che dia
dignità a questo popolo. Le sorelle da questo punto di vista sono meravigliose, la
spiritualità della religione cristiana conferisce loro una forza inaudita che
gli permette di vivere in missione lì dentro.
Sempre pronte e disponibili ad aiutare e a dare, oramai da
sei anni hanno cominciato a fare degli adepti.
Suor Giuseppina, Suor Silvia, Suor Margherita (e la sua
cucina), Suor Salvatrice.
Donne fantastiche. Le donne più emancipate sono proprio le
suore.
Che coraggio! La tanto magica parola amore assume un senso.
Amore è dare?
Sono proprio contento di questa missione ho imparato tante
cose.
Merupashu (arrivederci).
Fabrizio Rapisarda, Volontario ASMO