10 GIORNI DI VOLONTARIATO A MENKULAS (ALBANIA)

Sono trascorsi due mesi dal giorno della nostra partenza per la Missione in Albania. Quella che sto per raccontarvi è l’esperienza di Volontariato mia, di mia moglie Antonella e della nostra Assistente Pina. E’ grande il timore di non riuscire a trasmettere tutta l’emozione di un’esperienza che si è dimostrata unica ed irripetibile.
Io e mia moglie, entrambi liberi professionisti odontoiatri, ci siamo avvicinati per caso al Volontariato Odontoiatrico; guardando la trasmissione UNO MATTINA, una mattina di novembre 2003, era ospite Francesco Specchiarelli; il suo entusiasmo e la sua sincerità ci hanno affascinato spingendoci a chiedere informazioni.
Prontamente siamo stati tempestati di posta elettronica e tradizionale, con tutte le informazioni possibili dateci da Francesco, che non ci ha più “mollato” fino al giorno del nostro “SI” per l’adesione alla missione di Menkulas, in Albania.
Così nei due mesi che hanno preceduto la partenza, frequentissimi sono stati i contatti telefonici e postali sia con Francesco che con Giuliano Porcelli, Responsabile della Sede, perché oltre all’entusiasmo del Volontariato Odontoiatrico che in me e mia moglie maturava sempre più giorno dopo giorno, era grande il desiderio di operare bene ed al massimo delle nostre possibilità nei dieci giorni di lavoro che mi attendevano nell’ambulatorio del povero villaggio albanese di Menkulas.
Per questo motivo abbiamo coinvolto anche una delle nostre assistenti, la signorina Pina, che anche lei ha aderito entusiasta alla missione, comprendendo che con la sua collaborazione di Assistente alla poltrona, avrebbe potenziato enormemente le nostre possibilità operative di Odontoiatri.
Prepariamo per tempo tutto quello che occorre per il viaggio e per il nostro lavoro ed inviamo, 15 giorni prima della partenza, tutti i fax al direttore sanitario della Provincia Albanese di Bilisht, dott. Sinan, necessari allo sdoganamento del materiale di consumo e dell’autoclave sterilizzatrice da installare nell’ambulatorio di Menkulas.
Finalmente arriva il giorno dell’imbarco a Bari; con tanta emozione e commozione salutiamo i nostri 3 bambini che per la prima volta si distaccano da noi per 10 giorni, ma anche loro hanno capito che Babbo e Mamma li lasciano per poter aiutare dei loro simili più sfortunati.
Così, dopo una tranquilla traversata notturna a bordo dell’elegante ed enorme nave Superfast, sbarchiamo ad Igumenitza alle 5 del mattino, con il nostro Grand Voyager stracarico di materiale di consumo e bagagli personali, e dopo 6 ore di viaggio sulle tortuose strade greche, arriviamo alla frontiera Greco - Albanese di Kapstiz, dove ad attenderci c’è sorella Silvia, la responsabile delle Sorelle Francescane del Vangelo di Bilisht, che con il suo intervento deciso e risoluto rende possibile lo sdoganamento di tutto il materiale che portiamo con noi.
Dopo pochi chilometri arriviamo a Bilisht, dove le sorelle ci accolgono con cordialità nella loro casa, facendoci riposare e rifocillare.
L’impatto con la povertà ed il degrado di questa regione dell’Albania è stato durissimo, e siamo sicuri che senza l’aiuto ed il sostegno delle sorelle, dopo poche ore avremmo ripreso la strada per l’Italia; Francesco Specchiarelli intanto, dall’Italia, ha accompagnato con decine di telefonate la nostra permanenza, dandoci un validissimo ed insostituibile aiuto.
Nel pomeriggio sorella Silvia ci ha accompagnato all’ambulatorio di Menkulas, e subito ci siamo resi conto che sarebbe stato molto difficile poter cominciare a lavorare, poiché tutto era in uno stato di abbandono, e la mancanza di acqua alla intera struttura ambulatoriale rendeva impossibile il nostro insediamento nello studio odontoiatrico.
Capisco subito che se si vuole fare bene Volontariato odontoiatrico a Menkulas l’acqua è indispensabile nell’ambulatorio, e per averla devo lottare ed impegnarmi in prima persona.
Così mentre Antonella e Pina cercano di ridare un po’ di dignità all’ambulatorio, con l’aiuto di bambini del villaggio che portano acqua con i secchi prelevandola da un pozzo attiguo l’ambulatorio, io, con l’aiuto di Righels, ragazzo albanese prezioso interprete, accompagnatore ed elettricista - idraulico, mi adopero a convincere il sindaco di Miras e dei villaggi limitrofi, il dott. Berti, a rifornire di acqua l’ambulatorio con una condotta nuova e diretta.
Dopo 4 giorni di lotta e centinaia di chilometri percorsi tra Menkulas, Miras e Korce per l’acquisto dei materiale e delle tubature, è arrivata l’acqua all’ambulatorio, grazie alla nuova condotta costruita di oltre 600 metri che rifornisce finalmente l’ambulatorio di acqua 24 ore su 24.
Arrivata l’acqua sembra tutto risolto e invece….. l’energia elettrica viene staccata continuamente a causa di un guasto alla centrale di Korce, ed il generatore in dotazione all’ambulatorio non è in grado di far partire il compressore. Tutto ciò limita enormemente il nostro lavoro “odontoiatrico”, riducendolo a qualche visita e minime cure conservative a qualche bimbo, nonostante enorme sia la richiesta da parte della gente dei poveri villaggi.
Nonostante abbiamo potuto fare poco di “dentistico”, credo che però tutti e tre, io, mia moglie Antonella e la nostra Assistente Pina, abbiamo sempre dato il massimo di quello che potevamo, lasciando ai Colleghi che hanno continuato il lavoro a Menkulas, un ambulatorio operativo ed ordinato bisognoso solo di un nuovo aspiratore chirurgico.
In noi resterà per sempre il ricordo meraviglioso del sorriso delle Suore, che ci hanno fatto capire quale è stato il vero senso del nostro lavoro in Albania, arricchendolo con una esperienza di fede e di fraternità indimenticabili; la gioia dei tantissimi bambini di Menkulas, poveri ma sempre allegri e grati per aver ricevuto una semplice visita o qualche tenera carezza; l’impressione di un popolo che vive in una terra povera e degradata ma che ha tanta volontà di rinascere e progredire dopo decenni di miserie e dittatura; di giovani pieni di buona volontà, che nonostante tutto amano la loro terra, le loro tradizioni.
Infine ringraziamo di cuore chi ci ha dato la possibilità di fare questa esperienza unica, sperando che in futuro possa regalarcene tante altre, arricchendo così la nostra vita professionale, piena di mille problemi, ma tanto bisognosa di umanità ed altruismo.

              Gianfranco Antonella e Pina

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