Bubq 17/24 Aprile 2005

La stesura della relazione è sempre stata per me, paradossalmente, la parte più difficile delle missioni: ciò perchè credo sia impossibile trasferire in parole la profondità delle emozioni, delle sensazioni, delleEsposisto1Alb.2005.JPG (49187 byte) esperienze che mi colgono, mi colpiscono, che vivo!

E’ tutto iniziato nel migliore dei modi a Fiumicino, dove ho avuto il piacere di fare la conoscenza con Giulio Tinarelli, mio saggio, stimato e sarcastico compagno di “squadra” in Albania. Mi ha fatto sentire subito a mio agio nelle 3 ore di attesa per il ritardo del volo Fiumicino-MadreTeresa (aeroporto di Tirana).

Dopo un breve viaggio ha finalmente inizio la nostra avventura atterrando in suolo albanese, dove veniamo Esposisto2Alb.2005.JPG (41783 byte)accolti dal disponibilissimo “Ganì”, nostro fedele autista per l’intera settimana, sempre pronto a fermarsi al bar per offrirci il caffè.

Veniamo quindi accompagnati a “BETANIA”. Io stavolta ho deciso di partire senza chiedere notizie specifiche della missione, perché per esperienze precedentemente vissute ho imparato a non fantasticare troppo, spesso si resta delusi per un motivo o per un altro.

La nostra logistica è offerta dalla casa-famiglia”Betania”: una piccola oasi d’Italia in terra straniera. Qui l’associazione “Betania” appunto, da circa 8 anni è riuscita a tirar su una decina di splendide casette colorate per accogliere e crescere tutti quei bambini la cui infanzia non si potrebbe definire con altro aggettivo fuorché “inumana”. Esposisto3Alb.2005.JPG (51940 byte)

Il duro lavoro di una quindicina di Volontari capitanati e spronati dall’instancabile Antonia riesce a dare quotidianamente a più di 80 bambini, da infanti a diciottenni, ciò che serve per sentirsi “normali” nonostante le infernali disavventure passate,ma che segneranno per sempre le loro vite.

Non parlo di cibo o vestiti ma di educazione, formazione, affetto: insomma valori e sentimenti che ogni bambino abitante di questo mondo dovrebbe avere il diritto di ricevere.

Esposisto4Alb.2005.JPG (75454 byte)Per poter anche noi contribuire fornendo il nostro aiuto abbiamo la nostra unità operativa, il riunito, ormai diventato studio con 2 poltrone, grazie al prezioso lavoro di Antonio Ponzio e Fabio Pietrobon, nel borgo di “ARAMERAS” del vicino paese di Fush Kruje, a 20 minuti di macchina da Betania.

Ad Arameras la struttura consta di 2 stanze approntate ad ambulatori medici, un asilo, una sorta di farmacia, una scuola di taglio e cucito, la chiesa, la canonica, gli alloggi delle 3 suore camilliane che portano avanti il tutto: Suor Graziana, Suor Tipthara, Suor Supopang.

Anche qui si respira la stessa aria di Betania, l’obbiettivo è comune: alleviare le sofferenze e dare una speranza di un futuro migliore.

In questo contesto si è inserito il nostro lavoro: da un lato si è cercato di stabilizzare le condizioni del cavo orale di tutti i bambini della casa famiglia, compito svolto quasi interamente grazie all’opera dei precedenti Volontari che son riusciti a portare a termine una corretta profilassi e un’ottima organizzazione oltre ad un infaticabile lavoro specifico.

Dall’altro si è cercato di ridurre la sofferenza di quei pazienti locali che si presentavano all’ambulatorio di Arameras per farsi curare dai “dentisti italiani”. Questo secondo aspetto è particolarmente oneroso perché le condizioni igieniche, non solo dei più anziani, ma ugualmente dei giovanissimi rispecchiano in tutto e per tutto l’immensa povertà di mezzi, strutture e danaro in cui vivono.Esposisto5Alb.2005.JPG (53510 byte)

Con l’inaugurazione del secondo riunito avvenuta sabato 23 aprile, i mezzi in situ della nostra associazione consentiranno ai Volontari di svolgere il proprio compito nel miglior modo possibile: con un’adeguata continuità si può sperare di dare una certezza per queste persone che ne hanno davvero tanto bisogno e da tanto tempo.

Nella settimana trascorsa le ore, i giorni, le notti sono volate, immersi in una verdissima campagna, in paesaggi talora da primo novecento, avendo messo da parte la quotidianità e non essendoci spazio per l’ipocrisia che spesso soffocano le nostre grandi potenzialità di emozionarci. L’affetto delle persone appena conosciute è stato istantaneo, sincero e ricambiato, la fatica non è mai riuscita ad oscurare i nostri volti sereni ed il sogno di lavorare non per essere remunerati ma perché ci piace si è facilmente avverato.

Esposisto6Alb.2005.JPG (88066 byte)Quando domenica 24 aprile è iniziata la processione dei saluti sono stato colpito da un’immensa tristezza ma, superata l’emotività del momento mi son reso conto di quanto il mio bagaglio fosse più pesante: stracolmo di ricchezze tramandatemi dagli immensi occhi dei bimbi albanesi, dal calore di tutti i Volontari, dall’amore del gruppo di Arameras.

Anche quest’esperienza mi ha lasciato il solito dubbio in testa: “Perché pur mettendoci tutto me stesso ho sempre l’impressione di tornare dalle missioni di Volontariato avendo ricevuto più di quello che ho dato? Perché parto per dare dell’aiuto e ho la sensazione di essere stato aiutato? Sono altruista o egoista?”.

Mi piace pensare che il poco lavoro che ho fatto sia comunque una goccia in un oceano prosciugato, ma che come e meglio di me fanno tanti altri Volontari per raggiungere il risultato comune di riempire questo grande mare.

Grazie Francesco per avermene dato la possibilità.

Arrivederci Bubq, ci rivedremo presto!

Catania, maggio 2005

Alfredo Esposito

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