Ciao Francesco,
sono tornata soltanto da qualche giorno da San
Foca ed ho ancora con me immagini e sensazioni fortissime.
E' stato tutto un misto di emozioni,
momenti di difficoltà ( la turbina che ci ha "lasciato a piedi"
l'ultimo giorno), allegria, timori, riflessioni..............ma rifarei
anche subito questa esperienza.
Mi sono incontrata con Fabio alla
stazione di Lecce (ore 14.00)...........non c'era nessuno ad attenderci.
C'era stato un malinteso...............Fabio scorge un sacerdote ( che era
venuto in stazione a prendere un missionario maldiviano, che guarda caso
aveva fatto il viaggio con me da Roma) per cui chiediamo a lui informazioni
sul campo Regina Pacis.
Ci offre un passaggio...........e da lì inizia
l'AVVENTURA..........
Il cappellano, alla guida di un'utilitaria,
sfreccia tra le strade di Lecce, non rispetta gli stop, contemporaneamente
ci descrive le bellezze paesaggistiche e artistiche leccesi.......il
mare...............
Arriviamo al Centro in pochissimo tempo....
e salvi (soprattutto)!!!
L'impatto è abbastanza forte; una
struttura molto grande........ carabinieri in ogni angolo... e moltissime
persone lungo il corridoio che percorriamo per avere informazioni su cosa
fare e come muoverci.
Ci danno le lenzuola e ci portano in un
convento dove ci accoglie una suora che ci sistema nelle stanze........
Alle 16.00 viene a prenderci Paolo (un
ragazzo albanese disponibilissimo, che lavora al centro, e che per tutti i
giorni che siamo stati lì ci ha accompagnato..... ovunque, anche se ogni
tanto dimentica di venire a prenderci)....... è un ragazzo dolcissimo,
venuto in Italia alla ricerca di un fratello disperso .
INIZIAMO........................................ l'ambulatorio
odontoiatrico è adiacente allo studio medico in servizio 24 h su 24;
davanti c'è un cortile dove marocchini, egiziani, senegalesi trascorrono
gran parte del tempo..... è un'immagine che rimarrà impressa
nella mia memoria.
Lo studio è fornito di tutto ( c'è anche la
diga!!!).... ce ne accorgeremo nel corso dei giorni.....
Inizialmente è tutto sparso nei vari cassetti (
anche se sugli stessi ci sono delle etichette che indicano il tipo di
materiale contenuto).... e noi all'inizio non facciamo altro che contattare
e "disturbare" il gentilissimo Romeo Metrangolo,
che telefonicamente ci sostiene, sprona e ci indica dove trovare le varie
cose e come contattare il tecnico !!!!!!!!
C'è tutto......... l'unico problema è il
micromotore ( per farlo funzionare occorre tenere premuto il manipolo
all'attacco) e la turbina ( che l'ultimo giorno ci ha
"mollato"...ho con me una mia turbina ma, avendo l'attacco a tre
vie, non è possibile utilizzarla!); c'è l'autoclave ( che il primo giorno
ha dato problemi ma che, grazie all'aiuto di Danilo De Candia,
Responsabile ASMO per la Sede di S. Foca, è ripartita tranquillamente),
siamo riusciti anche a far partire gli ultrasuoni ( il cavitron), anche se
la potenza è minima e c'è una perdita d'acqua); c'è una sterilizzatrice a
secco ( che non funziona).
Chiediamo al medico di turno come è
organizzato in genere il servizio odontoiatrico, cioè se sono stati presi
appuntamenti o no ...ma ci viene detto " non preoccupatevi, appena
si spargerà la voce, arriveranno i pazienti!"..................
E così è stato..................dopo
pochissimo, sentiamo bussare alla porta e.........................LA
FILA...................
Con alcuni è molto facile comunicare, molti
parlano l'italiano..... molti altri invece si fanno capire a gesti.... o
portano con sé un "interprete".............. Appena uscito uno di
loro c'e' già l'altro che vuole entrare............
I carabinieri, gentilissimi,
"controllano" che si rispetti l'ordine della fila... e presiedono
"la sala d'attesa", uno spazio aperto dove "si prende
aria".
Il primo giorno terminiamo alle 21.00 e siamo
costretti a rimandare varie persone, non avendo più strumentario a
disposizione e dovendo ancora imbustare ed autoclavare il tutto.
Con Fabio ci alterniamo alla poltrona, chi
di noi non è alla poltrona ( se non serve aspirare) nel frattempo
riorganizza i cassetti, controlla il materiale presente, scrive il materiale
mancante, prepara il materiale per il paziente in poltrona, imbusta gli
strumenti, riporta il nome del paziente sul registro, va nell'ambulatorio
medico vicino se serve la terapia antibiotica
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!..........
Con ognuno, lingua permettendo, cerchiamo di
stabilire un contatto umano. C'è chi è molto schivo ma poi, a terapia
conclusa, "parla " con lo sguardo; chi parla solo arabo; chi
invece ha proprio bisogno di comunicare con qualcuno che non sia del
centro............... come un ragazzo del Marocco, Said ( non so se nome
reale o inventato, come quello di molti lì), entrato nello studio come
"interprete" di un altro ragazzo, che ci racconta del Marocco,
delle sue sorelle, e che sabato, prima di uscire ( avendo terminato il suo
mese nel centro), si è fatto accompagnare in studio per
salutarci............ ( e quel sorriso e quel "grazie" sono due
delle cose che conserverò da questa esperienza).
................I mezzi non sono certo quelli
che abbiamo nel nostro studio................ma riuscire a fare due
ricostruzioni in composito ad un ragazzo marocchino che non dice una parola
in italiano, e vederlo sorridere mentre guarda, con i suoi occhi verdissimi,
allo specchio i due incisivi superiori non più distrutti, è una grande
ricompensa................ così come i tanti inchini dei pazienti
marocchini........... contenti per aver dato loro un po' di sollievo dal
dolore....................
Abbiamo eseguito per lo più estrazioni,
pulpectomie.............abbiamo anche fatto delle ablazioni con le curettes,
a mano, ( siamo riusciti a far funzionare l'ablatore dopo che è venuto
Danilo e dietro i suggerimenti telefonici di Romeo)............. C'è anche
un radiografico...........ma i liquidi dello sviluppo mancano.
L'ultimo giorno, conosciamo finalmente Don
Cesare; nel campo il suo nome è pronunciato con rispetto e gratitudine
che comprendiamo bene vedendolo e venendo a sapere cosa è riuscito a
fare e fa per i profughi!
E' bello sentirsi utili..........e ancor di
più sentirsi dire ( come da Said ) :"esistono ancora delle
persone buone!" !!!
Basta veramente poco per alleviare il già duro
soggiorno a tante persone in un posto straniero!
un abbraccio
Cristiana Grassucci, Volontaria ASMO