.........giugno 2002

Ciao Francesco,
sono tornata soltanto da qualche giorno da San Foca ed ho ancora con me immagini e sensazioni fortissime.
E' stato tutto un misto di emozioni, momenti di difficoltà ( la turbina che ci ha "lasciato a piedi" l'ultimo giorno), allegria, timori, riflessioni..............ma rifarei anche subito questa esperienza.
Mi sono incontrata con Fabio alla stazione di Lecce (ore 14.00)...........non c'era nessuno ad attenderci. C'era stato un malinteso...............Fabio scorge un sacerdote ( che era venuto in stazione a prendere un missionario maldiviano, che guarda caso aveva fatto il viaggio con me da Roma) per cui chiediamo a lui informazioni sul campo Regina Pacis.
Ci offre un passaggio...........e da lì inizia l'AVVENTURA..........

Il cappellano, alla guida di un'utilitaria, sfreccia tra le strade di Lecce, non rispetta gli stop, contemporaneamente ci descrive  le bellezze paesaggistiche e artistiche leccesi.......il mare...............
Arriviamo al Centro in pochissimo tempo.... e salvi (soprattutto)!!!
 L'impatto è  abbastanza forte; una struttura molto grande........ carabinieri in ogni angolo... e moltissime persone lungo il corridoio che percorriamo per avere informazioni su cosa fare e come muoverci.
Ci danno le  lenzuola e ci portano in un convento dove ci accoglie una suora che ci sistema nelle stanze........
Alle 16.00 viene a prenderci Paolo (un ragazzo albanese disponibilissimo, che lavora al centro, e che per tutti i giorni che siamo stati lì ci ha accompagnato..... ovunque, anche se ogni tanto dimentica di venire a prenderci)....... è un ragazzo dolcissimo, venuto in Italia alla ricerca di un fratello disperso .
INIZIAMO........................................ l'ambulatorio odontoiatrico è  adiacente allo studio medico in servizio 24 h su 24; davanti c'è un cortile dove marocchini, egiziani, senegalesi trascorrono gran parte del tempo..... è un'immagine che rimarrà impressa nella mia memoria.
Lo studio è fornito di tutto ( c'è anche la diga!!!).... ce ne accorgeremo nel corso dei giorni..... 
Inizialmente è tutto sparso nei vari cassetti ( anche se sugli stessi ci sono delle etichette che indicano il tipo di materiale contenuto).... e noi all'inizio non facciamo altro che contattare e "disturbare" il gentilissimo Romeo Metrangolo, che telefonicamente ci sostiene, sprona e ci indica dove trovare le varie cose e come contattare il tecnico !!!!!!!!

 

C'è tutto......... l'unico problema è il micromotore ( per farlo funzionare occorre tenere premuto il manipolo all'attacco) e la turbina ( che l'ultimo giorno ci ha "mollato"...ho con me una mia turbina ma, avendo l'attacco a tre vie, non è possibile utilizzarla!); c'è l'autoclave ( che il primo giorno ha dato problemi ma che, grazie all'aiuto di Danilo De Candia, Responsabile ASMO per la Sede di S. Foca, è ripartita tranquillamente), siamo riusciti anche a far partire gli ultrasuoni ( il cavitron), anche se la potenza è minima e c'è una perdita d'acqua); c'è una sterilizzatrice a secco ( che non funziona).
Chiediamo al medico di turno come è organizzato in genere il servizio odontoiatrico, cioè se sono stati presi appuntamenti o no ...ma ci viene detto " non preoccupatevi, appena si spargerà la voce, arriveranno i pazienti!"..................
E così è stato..................dopo pochissimo, sentiamo bussare alla porta e.........................LA FILA...................
Con alcuni è molto facile comunicare, molti parlano l'italiano..... molti altri invece si fanno capire a gesti.... o portano con sé un "interprete".............. Appena uscito uno di loro c'e' già l'altro che vuole entrare............
I carabinieri, gentilissimi, "controllano" che si rispetti l'ordine della fila... e presiedono "la sala d'attesa", uno spazio aperto dove "si prende aria".
Il primo giorno terminiamo alle 21.00 e siamo costretti a rimandare varie persone, non avendo più strumentario a disposizione e dovendo ancora imbustare ed autoclavare il tutto.
 Con Fabio ci alterniamo alla poltrona, chi di noi non è alla poltrona ( se non serve aspirare) nel frattempo riorganizza i cassetti, controlla il materiale presente, scrive il materiale mancante, prepara il materiale per il paziente in poltrona, imbusta gli strumenti, riporta il nome del paziente sul registro, va nell'ambulatorio medico vicino se serve la terapia antibiotica !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!..........

 

Con ognuno, lingua permettendo, cerchiamo di stabilire un contatto umano. C'è chi è molto schivo ma poi, a terapia conclusa, "parla " con lo sguardo; chi parla solo arabo; chi invece  ha proprio bisogno di comunicare con qualcuno che non sia del centro............... come un ragazzo del Marocco, Said ( non so se nome reale o inventato, come quello di molti lì), entrato nello studio come "interprete" di un altro ragazzo, che ci racconta del Marocco, delle sue sorelle, e che sabato, prima di uscire ( avendo terminato il suo mese nel centro), si è fatto accompagnare in studio per salutarci............ ( e quel sorriso e quel "grazie" sono due delle cose che conserverò da questa esperienza).
................I mezzi non sono certo quelli che abbiamo nel nostro studio................ma riuscire a fare due ricostruzioni in composito ad un ragazzo marocchino che non dice una parola in italiano, e vederlo sorridere mentre guarda, con i suoi occhi verdissimi, allo specchio i due incisivi superiori non più distrutti, è una grande ricompensa................ così come i tanti inchini dei pazienti marocchini........... contenti per aver dato loro un po' di sollievo dal dolore....................
Abbiamo eseguito per lo più estrazioni, pulpectomie.............abbiamo anche fatto delle ablazioni con le curettes, a mano, ( siamo riusciti a far funzionare l'ablatore dopo che è venuto Danilo e dietro i suggerimenti telefonici di Romeo)............. C'è anche un radiografico...........ma i liquidi dello sviluppo  mancano.
L'ultimo giorno, conosciamo finalmente Don Cesare; nel campo il suo nome è pronunciato  con rispetto e gratitudine che comprendiamo bene vedendolo e venendo a sapere cosa è riuscito a fare e fa per i profughi!
E' bello sentirsi utili..........e ancor di più sentirsi dire ( come da Said ) :"esistono ancora delle persone buone!" !!!
Basta veramente poco per alleviare il già duro soggiorno a tante persone in un posto straniero!
 
un abbraccio
Cristiana Grassucci, Volontaria ASMO

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