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Vittoria Mortillaro e Valeria Rezzola sono due Studentesse in Odontoiatria che hanno voluto partire in Missione con altri Volontari in Albania.

Quello che segue è il resoconto della loro esperienza.

 

Faleminderit Arameras

Tanti i Volontari già stati ad Arameras, tanti i loro resoconti, tanti avevano già parlato di questo mondo fermo nel tempo a pochi km dalle nostre coste, tanti avevano avevano già raccontato della splendida accoglienza delle 3 suore di Arameras, della loro vulcanica energia, dei profondi occhioni di Benita, del favoloso (ma ai miei occhi sempre  triste orfanotrofio) mondo di Betania, angolo di paradiso in quella terra infernale...
Dove ci sono bimbi con la bronchite, mal vestiti e coi sandalini bucati, dove i neonati nascono e non vengono registrati all'anagrafe, negandogli così il diritto di "esistere" e istruirsi, dove le donne per studiare devono andare contro il volere della famiglia, dove la popolazione vive in condizioni igieniche pessime, senza istruzione all'igiene personale del corpo né tanto meno della bocca (lì è comune vedere bimbi con i sesti appena erotti e gia destinati all'estrazione!)
E dove basta percorrere 20-30 km per ritrovarsi in una città, TIRANA, che lotta per emergere dalla povertà che la circonda, per affermarsi al livello delle moderne capitali europee, facendo tutto ciò in un ambiente troppo corrotto e quasi insensibile alla povertà e al degrado che la circonda.
Beh, solo vedendo coi propri occhi tutto ciò ci si rende conto della fortuna che abbiamo avuto a nascere in un paese come il nostro.
E pensare che stiamo giornate intere a lamentarci del traffico, della fila alla posta, dell'emicrania, dei rincari, della pioggia incessante o della tremenda afa, del lavoro, e ci prendiamo pure il lusso di ammalarci della malattia del capitalismo, la depressione, tutti depressi ed esauriti, che facciamo tutto con ritmi frenetici, allontanandoci dai veri valori, distruggendoci piano piano, giorno dopo giorno...
Quando invece dovremmo staccare la spina un attimo e riflettere su quanto siamo fortunati... e non meritiamo tutta questa fortuna se poi è col nostro egoismo e menefreghismo che ringraziamo, cosa abbiamo fatto noi in più di loro per meritare tutto ciò, cosa ha fatto il mio fratellino per nascere in una casa calda e accogliente, che invece non hanno fatto i bimbi di Betania o peggio ancora quelli di Arameras... Non hanno deciso loro di nascere lì, in quei luoghi dove gli vengono vietati i sorrisi, l'infanzia. Non hanno scelto loro di nascere infelici...

E non nascondiamoci dietro la comoda frase "ma è solo una goccia in un oceano... " ... ricordiamoci che tutti noi abbiamo un dovere nei confronti di quelle popolazioni: generare tante piccole gocce, che poi si uniscano e diano vita a un'ondata in grado di invadere il mondo......Utopie? uno sfogo malinconico? tipico di chi ritorna da missioni umanitarie in terre lontane! Pochi giorni e poi passerà...
Può darsi, ma oggi penso che questa esperienza mi abbia dato una nuova chiave di lettura, per guardare il mondo da un altro punto di vista... il loro.... prendere tutto questo entusiasmo e trasformarlo in opere attive, e non è indispensabile andare lontano, basterebbe apprezzare ciò che ci circonda!!

E se poi a tutto ciò potessimo aggiungere una settimana l'anno in Missione, una io, una tu, una lei... Tante settimane che possono fare 365 giorni di Volontariato, Solidarietà, aiuti e amore. Non dovrebbe essere cosi pesante, se aggiungiamo che il tutto è contornato dalla deliziosa cucina di Sr. Graziana, gli scherzi di Sr. Thiptara e la dolcezza di Sr. Supaphon!!!! Non è poi così terribile l'idea no?

Grazie all'Asmo, per avermi dato l'occasione di mettermi in gioco, per aver creduto in noi.

Grazie ai miei compagni d'avventura: Giorgio e Cristiana, Gabriella, Enrico, Valeria ...

La famiglia Ugoccioni, che mi ha fatto subito sentire a casa, senza farmi pesare il fatto di esser arrivata lì da sola (dato che la compagna che mi sono scelta ha la testa sulle spalle ma non il passaporto in borsa!! e così ha dovuto rimandare la partenza). In più mi hanno dato tanti consigli sulla mia carriera e mi hanno trasmesso le loro esperienze!!
La mia "micetta" Gabriella, che all'inizio mi stava facendo impazzire, con la confusione di nomi che non riusciva a imparare, ma che subito si è rivelata un'insostituibile compagna d'avventura, sempre allegra, con tantissima esperienza alle spalle in termini di missioni umanitarie, che mi ha insegnato mille cose.

Il mio "papocchietto" Enrico, con il quale è nato subito un bel rapporto, quasi fossimo amici da una vita, che mi prendeva in giro per il mio accento palermitano e perchè "non sapevo giocare" a ping-pong!!
E con il quale a Mammuras abbiamo condiviso forti tensioni...belle tensioni. Alle quali non siamo abituati quotidianamente. Adesso ho un amico in più.

La mia amica e splendida compagna di viaggio Valeria, che si è fatta attendere un po', ma che alla fine mi ha regalato un'immensità di emozioni, forti sensazioni, commozione, sorrisi, pianti, disperazione di fronte a casi clinici che non sapevamo apparentemente risolvere, nuove esperienze da aggiungere all'elenco di cose già fatte insieme e che hanno dato un nuovo impulso alla nostra amicizia.

Grazie ai 3 fantastici angeli di Arameras, Graziana, Thiptara, Supaphon, alla grandezza del loro operato, alla loro forza di volontà, all'entusiasmo e all'energia che trasmettono, alla loro fede e ai loro splendici e unici sorrisi che d'ora in poi illumineranno le mie giornate. Grazie per avermi lasciato un messaggio fondamentale: sorridere, sorridere, sorridere di fronte ad ogni situazione, anche quelle  più critiche.
Grazie a tutti i ragazzi che ho conosciuto, Elona, Lindita, Elisabetta, Ardian il "pulisciotto!!"... che mi hanno permesso di confrontarmi con una cultura diversa dalla mia, che mi hanno insegnato danze e canzoni albanesi, e che ora occupano un posto speciale dentro me.
E soprattutto grazie a tutti quei bimbi, ai loro sorrisi, alle emozioni che mi hanno donato; agli adulti, ai loro "faleminderit" (nella loro lingua vuol dire grazie).... Per 10 giorni li ho sentiti mille volte dire: "faleminderit dottora", e non capivano invece che ero io a ringraziarli, non capivano che erano loro ad avermi dato qualcosa..

Tutti, tutti insieme hanno lasciato un segno indelebile dentro me, ho sempre dinanzi agli occhi i loro volti, le loro storie... hanno dato un nuovo senso alle mie giornate, reso diverso il mio risveglio e il mio ultimo pensiero la notte prima di dormire.
Mi sento una persona nuova, mi basta socchiudere gli occhi un attimo, per avervi tutti in mente e riprovare forti emozioni. Adesso nel mio cuore c'è un nuovo angolino, e questo angolino si chiama ARAMERAS.

Per tutto ciò e per tanto, troppo altro ancora: "Faleminderit Arameras"

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