Il
ricordo di una carità silenziosa e paterna vissuta
da Mons. Cosmo Francesco Ruppi Il Pastore della Chiesa locale è chiamato nel suo servizio
pastorale anche a presiedere la carità e promuovere servizi e progetti
che prendano in considerazione gli ultimi della terra. La
promozione della carità non è solo realizzazione di progetti a beneficio
di coloro che hanno maggiormente bisogno, sia in una dimensione
missionaria, che locale, ma anche attenzione ai valori dell’uomo, alla
difesa dei diritti, alla tutela delle fasce deboli, alle necessità di
coloro che invocano maggiore attenzione e giustizia. Il
Vescovo diventa un punto di riferimento, assume un ruolo di mediazione,
entra nelle vicende umane dove la sofferenza schiaccia ed umilia, si pone
accanto alle inquietudini dell’uomo, per seminare speranza. Pensare
al Vescovo solo come al Pastore delle liturgie e della evangelizzazione
sarebbe riduttivo, soprattutto nel caso dell’Arcivescovo Cosmo
Francesco Ruppi, che ha saputo sempre mettere insieme la carità, la
liturgia e l’evangelizzazione. E’
giusto affermare che il suo episcopato è la sintesi di queste tre azioni
pastorali. L’ultima
liturgia presieduta dall’Arcivescovo Ruppi nel carcere di Lecce, e
trasmessa in diretta televisiva nazionale, ha dato l’idea di un Pastore
capace comunicare il Vangelo e compiere gesti di carità nello “spezzar
del pane Eucaristico”. Sarebbe
troppo riduttivo elencare le grandi opere di carità del Pastore di Lecce,
perché sono tante, a tutti note e per le quali ha sofferto non poco. Però
è anche giusto svelare gli angoli della carità di Ruppi, il suo modo
imprevedibile di fare carità, i suoi gesti inaspettati, la libertà di
vivere la carità a suo modo, fuori dalle regole, ma soprattutto lontano
dai consensi, in quanto uomo che attende paziente il consenso del buon
Dio. Nel
1993, recatosi in visita alle opere delle Suore Discepole del Sacro
Cuore in Madagascar, nell’isola di Nossi Be tranquillamente
si intratteneva con i “lebbrosi” del posto ed ignaro delle
indicazioni stringeva a tutti le mani e concedeva abbracci ai bambini,
tipico suo gesto al termine delle liturgie parrocchiali. Celebrava la
liturgia della carità con i lebbrosi malgasci, sereno e lontano da ogni
precauzione. Ugual
gesto compiva dinanzi al Mc Donald di Kiev, ma non seduto ai
tavolini a mangiare il classico pasto americano, ma ai bordi della strada,
per stringere il naso a dei simpatici bambini di strada, sporchi e
annebbiati dal fumo della colla, e con gran stupore dei passanti, che
vedevano questo signore ben vestito dedicare il suo tempo a piccoli
terribili dell’Ucraina. E
perché non ricordare le donazioni in denaro ai sacerdoti a cui era
stata rubata l’auto e avevano problemi economici in famiglia. Anche
questa è carità, ma è soprattutto attenzione. Come anche la visita
ai sacerdoti anziani ed ammalati il giorno successivo al Natale ed
alla Pasqua. L’assistenza negli ospedali ai sacerdoti che subivano operazioni
chirurgiche, presente anche
nelle sale operatorie, stringendo fra le mani la corona del Rosario, unico
strumento per convincere Dio ad prendersi cura dei suoi sacerdoti
ammalati. Eppure,
ed è bene che tutti lo sappiano, mons. Ruppi non ha un portamonete e se
lo incontrate per la strada non può offrirvi un caffè perché non ha
soldi in tasca, non conosce e non ha mai posseduto una Carta di credito,
non ha il computer, fa poco uso del telefono cellulare, la domenica mangia
ciò che la suora gli lascia il sabato da riscaldare, e tanto altro. Da
questo stile di vita si possono comprendere le sue straordinarie ed
imprevedibili opere di carità, perché lui è riuscito a servire migliaia
di immigrati, senza dimenticarsi del prete in ospedale o dei detenuti da
visitare. E’
stata, e lo sarà, una carità vissuta e diffusa, attenta all’uomo e
capace anche di mettere in crisi i potenti, diciamo pure gli spettatori
della storia. L’Arcivescovo
di Lecce, nel pieno rispetto della sua umiltà, è stato un protagonista
della carità, perché le sue scelte di carità sono state il frutto della
sua povertà! … e solo carità e povertà lo hanno condotto in carcere a visitare
il suo prete detenuto… sedendo insieme dinanzi all’altare per dire
solo grazie al Signore anche di questo dono… ______________________ Coloro
che volessero porgere gli auguri a S.E.Mons.Cosmo Francesco Ruppi,
possono inviare un fax al n° 0832.305818 o inviare una e.mail
all’indirizzo vescovo.lecce@libero.it. L’organizzazione tedesca
“Renovabis” in visita alle opere della Fondazione Regina Pacis Moldova Il 24 giugno
scorso il responsabile di Renovabis, organismo della Conferenza Episcopale
Tedesca, ha visitato le opere della Fondazione Regina Pacis in Moldova,
verificando soprattutto i progetti che la stessa Fondazione porta avanti,
grazie ai contributi erogati dalla stessa organizzazione tedesca. Sono state
visitate in modo particolare le due strutture per l’accoglienza e
l’assistenza dei bambini di strada, ove sono anche presenti le Suore
Salesiane dei Sacri Cuori, oltre alla sede dell’Osservatorio Sociale. Nell’incontro
è stato soprattutto approfondita la problematica degli interventi
socio-educativi a beneficio dei bambini in condizione di disagio sociale,
evidenziando l’operato della Fondazione, la quale ha come obiettivo
primario quello del recupero del “concetto di famiglia” e del suo
valore primario per la ricomposizione della società moldava, ormai
disgregata dalle innumerevoli e note problematiche. Nell’anno
2004, grazie all’intervento di Renovabis, la Fondazione Regina Pacis
aveva pubblicato, in ben cinque lingue, un testo dal contenuto
socio-pastorale, che aveva preso in considerazione le problematiche della
società moldava. Nei prossimi
mesi dell’anno 2005 la Fondazione pubblicherà un testo di riflessione
sulla condizione dei bambini di strada e sulle metodologie di intervento a
loro beneficio, cercando soprattutto il superamento del concetto di
istituto a vantaggio di quello della casa-famiglia. Nel 2006 la
Fondazione Regina Pacis sarà impegnata nell’approfondimento delle
tematiche sulla famiglia, infatti è già in atto uno studio
sull’attuale legislazione moldava in merito alla famiglia. Il
responsabile di Renovabis ha preso atto dei percorsi socio-pastorali che
persegue la Fondazione, sempre in sintonia con la locale Chiesa cattolica,
assicurando il sostegno e soprattutto l’attenzione a tali interventi,
che esaltano non poco l’impegno dei cattolici. E’ doveroso
anche ricordare cha Renovabis è un punto di riferimento per la Chiesa
moldava, perché sostiene numerosi progetti sociali e caritativi, oltre a
sponsorizzare interventi di vario genere che consolidano sempre più la
presenza dei cattolici, che in Moldavia rappresentano una minoranza. In occasione
della visita, Don Cesare Lodeserto ha potuto anche mostrare al
responsabile di Renovabis i lavori di ristrutturazione ed ampliamento
effettuati presso la casa-famiglia per bambini di strada di via Avram
Iancu in Chsinau, questa volta grazie alla generosità dell’Associazione
Santa Chiara di Verona. Renovabis ha
proposto alla Fondazione l’impegno in alcuni settori particolari del
territorio Moldavo, infatti nei prossimi giorni verranno avviate delle
analisi di fattibilità di intervento in merito a progetti sul fenomeno
delle “malattie sessualmente trasmesse”,
che sono la conseguenza drammatica del traffico delle donne e del
turismo sessuale. Gli amici dell’Associazione Eugenio
Rossetto di Cava de’ Tirreni a San Foca per
impiantare un tornio per la lavorazione del legno Sono arrivati in quattro, sabato 25 giugno, ed hanno installato
nel laboratorio del Centro accoglienza Regina Pacis un tornio per la lavorazione artigianale del legno. Senza perdere tempo hanno avviato un breve corso di formazione per
il corretto uso dello strumento meccanico, infatti erano presenti per
apprendere il funzionamento Andrei, Paolo, Alan e Jhonny. Il tornio, attrezzato per la lavorazione del legno, verrà
utilizzato per la realizzazione di manufatti artigianali, che saranno
esposti nei mercatini parrocchiali già programmati a termine
dell’estate. Un altro tornio è già funzionante da qualche mese anche a
Chisinau, in Moldavia, dove i “bambini di strada” stanno realizzando
oggetti in legno, anche di valore, che stanno tanto appassionando tutti
coloro che ne vengono in possesso. Il gruppo dell’Associazione era guidato dall’Avvocato Ferdinando Gastaldo d’Ursi, presidente della stessa
Associazione, ed ormai di casa nella struttura leccese. E’ bene ricordare che l’Associazione ha dotato la Fondazione
Regina Pacis di numerosi utensili per la manutenzione meccanica, la
lavorazione del ferro, basti pensare al tornio per la lavorazione del
ferro, collocato a San Foca all’inizio dell’attuale anno. Nell’anno 2002 l’Associazione aveva anche accolto nella sua
sede di Casa de’ Tirreni due giovani immigrati, ospiti di San Foca, per
un periodo di formazione meccanica. Il legame tra la
Fondazione Regina Pacis e l’Ass.ne Eugenio Rossetto è ben consolidato
ed ha avuto dei momenti interessanti di scambio di idee, riflessione su
progetti di valore che la stessa Associazione ha realizzato nel territorio
della Provincia di Salerno. E’ stato chiesto all’Associazione di riflettere su una
possibile futura collaborazione per la Moldavia, dove sarà certamente
possibile, anche se le difficoltà saranno diverse, impiantare un
laboratorio per la lavorazione del legno e del ferro.
·
Italia
- Torino.
Il Gruppo
Missionario Oratorio Belvedere di Torino continua ad essere
presente in Moldavia, sia a beneficio della Casa della Provvidenza, sede
di sr.Michelina, sia a beneficio della Casa di accoglienza per i bambini
sulla strada della Fondazione Regina Pacis, dove si trovano le Suore
Salesiane dei Sacri Cuori. I giovani del Gruppo Missionario nei giorni
scorsi hanno inviato pacchi con viveri e vestiario alle due strutture.
Meritano un grande grazie, nella speranza di vederli presto di nuovo in
Moldavia. Visitate il loro sito: www.oratoriobelvedere.it. ·
Moldavia
- Comrat.
Il Consiglio
d’Europa ha organizzato il prossimo 15 giugno, in
collaborazione con l’Associazione
Comrat Contact, un Convegno sul traffico degli esseri umani. Il
Convegno sarà nella cittadina di Comrat, nella regione della Gagausia, a
sud della Moldavia. La Fondazione Regina Pacis è stata invitata a fare un
intervento in materia di sfruttamento della donna per scopi sessuali,
unitamente ai più grossi organismi internazionali che operano in
Moldavia, come OSCE ed UNICEF. La relazione sarà tenuto dal responsabile
della Fondazione in Moldavia, che è il dr.Ilie
Zabica. ·
Italia
- Messina.
Sempre più impegnate le Suore
del Divin Zelo per il campo di lavoro che si terrà in Moldavia
il prossimo luglio, denominato “Moldavia
1”. Il prossimo 18-19 giugno ci sarà l’ulteriore incontro
di formazione. Sul sito della Scuola di Messina è documentato tutto ciò
che riguarda il campo di lavoro: www.scuolaspiritosanto.it,
sotto la voce progetti-solidarietà. ·
Italia
- Matera.
Encomiabile la tenacia di Nicola Di Biase, che coordina l’organismo
Euroest Basilicata, in collaborazione con la Fondazione Regina pacis. A
parte i malanni fisici, si possono ormai iniziare ad intravedere i frutti
del suo lavoro e della volontà di accelerare in Moldavia i processi di
sviluppo locale.
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