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Notiziario n.30 – 27 febbraio 2005

 

 

Il 22 febbraio è nata “Giuditta”

Casa Regina Pacis ha vissuto con gioia

la nascita della piccola Giuditta,

accanto alla madre Jiuliet, di provenienza nigeriana.

L’accoglienza di questo dono, che tanto ha impegnato

tutti gli operatori della Fondazione Regina Pacis,

è stata per tutti una grande festa.

Nella stessa notte e nei giorni successivi,

ignoti uomini delle tenebre

hanno tentato, ancora una volta,

di intimidire e minacciare il cammino del Regina Pacis.

La risposta all’arroganza degli uomini

è data dalla piccola Giuditta,

dalla sua voglia di vivere,

dal suo sguardo ricco di amore e semplicità.

Grazie Giuditta perché sei con noi.

 

 

 

Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene concessa tale opportunità?

 

Prosegue la compagna di adesione e sensibilizzazione

 

On.le Antonio Rotundo

Promotore proposta di Legge per la modifica del testo esistente

 

Sen. Rosario Giorgio Costa (Forza Italia)

Relatore di interpellanza ai Ministri dell’Interno, lavoro e politiche sociali

 

On.le Livia Turco (DS)

On.le Adriana Poli Bortone (Europarl.)

On.le Gregorio Dell’Anna (FI)

On.le Gianni Pittella (Europarlamentare)

On.le Lorenzo Ria (Margherita)

Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arciv. Lecce

On.le Bruno Tabacci (UDC)

Dr.Giuseppe De Filippis (UDC) Cons. Prov.le

On.le Giacinto Urso Difensore Civico Lecce

Dr.Loredana Capone, V.Pres. Prov.Lecce

Avv. Francesca Conte – Lecce

Dr.Salvatore Capone, Ass.Provincia Lecce

Prof. Luigi Melica, Docente Universitario

Dr.Marti Ass. Pol. sociali Comune  Lecce

Don Mauro Carlino – Lecce

Il Quotidiano di Lecce

Sr.Cristina Camia –FMA/Nizza Monferrato

L’Eco di Bergamo

Gruppo Vides – Nizza Monferrato

Radio Vaticana – Città del Vaticano

Dr. Claudio Camarca, regista e scrittore

L’Ora del Salento – Lecce

Dr. Marco Rocco – Cremona

Associazione INTEGRA – Lecce

Dr. Francesco Specchiarelli – Frosinone

Caritas Diocesana di Lecce

Enaip Veneto – Padova

Associazione ASMO/Italia

Flaei/Cisl – Bologna

Progetto Arpia - Lecce

Fondazione SS.Medici – Bitonto

Dr. Marco Tullio Giordana, regista – Roma

Avv. Christian Quarta – Lecce

Angela Fantoni – Cuneo

Marco Bruno – Bologna

Istituto Est Europa – Reggio Emilia

Romano Santamaria – Lecce

Don Gerardo Ippolito - Lecce

On.le Ugo Lisi (AN)

Dr. Carlo Carlini - Verona

Dr. Artioli Leonzio - Mantova

Dr. Roberto Araceli

Dr. Pasquale Rubino

Dr.sa Anna M. Donnarumma – Prodocs (Rm)

Dr. Giuliano Porcelli

Dr.sa Paola Paiola

Dr. Giorgio Giaretti

O.G.I.M.

Avv. Insanguine – Trani (Ba)

Dr.sa Cristiana Grassucci

Dr. Pino La Corte

Ass. Solidarietà Medico Odont. nel mondo

Dr. Danilo De Candia - Bari

Associazione ASMO/Word - Cuneo

Sr. Gemma – Ist. Don Bosco/Padova

 

 

 

 

 

 

L'articolo

 

L’Albania e la sua svolta!

(pubblicato su Avvenire il 19 febbraio 2005 – Don Cesare Lodeserto)

 

L’ombra della criminalità albanese è ritornata alla ribalta in questi giorni ed ha consegnato all’informazione titoli giornalistici che con estrema determinazione puntano il dito sul già noto fenomeno albanese, da sempre in prima linea nei tristi fenomeni dell’immigrazione irregolare, della tratta di giovani donne e minori, del traffico di sostanze stupefacenti ed armi.

Un problema reale, che ha motivato da sempre, con non pochi risultati, l’impegno delle forze di polizia e della magistratura nel contrasto ad ogni attività criminale proveniente dal paese delle aquile, ben ramificata in Italia, fino ad raggiungere, ed è questo un dato determinante, una elevata, e certamente la prima in cifre, popolazione albanese all’interno degli istituti di pena.

La dedizione al crimine di molti albanesi, ma non del popolo albanese, è la conseguenza di un percorso storico che riporta all’Albania del periodo della dittatura: un popolo senza leggi e senza religione, rinchiuso nella paura e condizionato da un isolamento che non gli ha permesso nessuna crescita sociale e politica. Era un popolo costretto psicologicamente a vivere rinchiuso nei duecentocinquantamila buncher in attesa dell’invasore.

Ma un giorno la paura ha rotto gli argini. I porti di Valona e Durazzo hanno rappresentato l’occasione della fuga. In quei famosi giorni all’inizio degli anni novanta l’informazione usava il termine "invasione", per dare una immagine di ciò che accadeva in Puglia. Eppure gli albanesi fuggivano dall’invasione  messa in atto nei loro confronti dal laicismo e materialismo, che li aveva impoveriti e resi schiavi di forti condizionamenti ideologici.

Era un popolo desideroso di libertà, ma non educato alla libertà. Agli albanesi la dittatura non aveva insegnato il senso della democrazia, per cui la libertà era intesa come un’occasione per far tutto, senza saper distinguere il bene dal male, il diritto dal dovere, il rispetto dell’altro dalla presunzione del potere.

Attenzione, questa è un’Albania che non esiste più, perché l’Europa e l’Italia, in modo particolare, ne hanno sostenuto, e lo dicono i numerosi progetti avviati e conclusi, lo sviluppo.

Il popolo albanese è cresciuto, avviando un processo di autodeterminazione delle proprie scelte che è un valore: non esistono i gommoni albanesi che trasportano irregolari o droga; sono ridotte di molto le vittime della tratta e gli stessi clandestini sul territorio italiano. Ma si è anche qualificata la presenza albanese in Italia, soprattutto nei settori dell’imprenditoria, come l’edilizia, il tessile, il manifatturiero.

 

Questo è il volto nuovo dell’Albania, che nulla ha a che vedere con coloro che mettono in atto azioni criminali, come gli autori dei furti nelle ville lombarde. E’ il volto dell’Albania della legalità, del lavoro, dell’integrazione e dell’impegno per la crescita di un popolo che già troppo ha pagato l’elevato prezzo del giudizio di coloro che spesso hanno puntato il dito sull’albanese criminale.

In questi giorni le prime pagine dell’informazione ci stanno riportando all’albanese criminale, ma non è questa l’Albania attuale, che già da tempo ha deciso di cambiare.

Il cambiamento lo ha avviato lo Stato italiano, il quale non ha solo contrastato in mare l’immigrazione clandestina. Per il cambiamento ha lavorato la Chiesa italiana, dalle Congregazioni religiose al settore degli organismi di volontariato ed impresa sociale. Il processo di cambiamento è il risultato della politica di cooperazione decentrata, voluta dalle Regioni italiane, soprattutto quelle frontaliere, come la Puglia. E’ interessante, oltre che innovativo, il progetto dalla Regione Liguria che ha visto la creazione della prima cooperativa edile albanese: si tratta di progetti che generano integrazione, sviluppo locale, e avviano anche ottimi processi qualificazione della mano d’opera.

Oggi esiste tra Italia ed Albania un rapporto di partenariato, che per un verso sostiene l’Albania nella sua costante e reale evoluzione, dall’altro permette all’Italia di trarre non pochi benefici, soprattutto nell’occupazione nei settori di scarsi interesse lavorativo per gli italiani.

Questi sono fatti che non potranno mai essere smentiti da un gruppo di criminali albanesi, ormai nelle mani della giustizia, o da coloro che credono ancora di poter svolgere azioni illegali in Italia, perché il processo della legalità non è solo quello posto in essere dalla Giustizia, ma anche quello avviato dall’integrazione degli albanesi in Italia, sempre più qualificata e proiettata verso un futuro di intensa e fattiva collaborazione.

 

 

 

Un ricordo…

 

I “bambini di strada” in Moldavia ricordano in questi giorni la madre di Rosanna Metrangolo, un’amica della Fondazione Regina Pacis, venuta a mancare all’affetto dei suoi cari nei giorni scorsi, dopo un periodo di intensa, ma serena sofferenza.

La morte non divide, ma unisce, intensifica i rapporti, rende diversi i legami affettivi e dona, anche ad una presenza materna, una dimensione ed un ruolo diverso.

Come dice l’Arcivescovo di Lecce, “le mamme non muoiono mai”.

Rosanna, i bambini in Moldavia ti augurano di vivere con questa speranza!

 

 

Richieste di aiuto dalla Moldavia...

 

 

Boldurescu Vasile (22.12.1951)

mun. Chisinau, str.la Studentilor nr. 11/3 ap.53.

Partito per l’Italia il 26 marzo 2002, ha lavorato, irregolarmente, presso una ditta di costruzioni a Torino da giugno fino alla fine del settembre 2002. Nel mese di settembre, mentre lavorava, ha subito una lesione alla colonna vertebrale. Da quel momento non ha più lavorato regolarmente. Ha cercato di effettuale la regolarizzazione, nonostante il danno fisico, ma il datore di lavoro ha rifiutato di assumerlo, riconoscendogli, e oltre allo stipendio, una somma di 70 euro per la lesione alla colonna vertebrale. Nel corso della permanenza a Torino è stato accolto dalla CARITAS,  dalla Casa Accoglienza “Cottolengo” , dal Centro di accoglienza “SERMING”. Ha subito l’intervento chirurgico presso l’ospedale San Giovanni Battista di Torino (MOLINETTE). L’intervento chirurgico non e’ andato bene, per cui è stato preso in cura dal Dottor Rolf Busch dell’ospedale Studio Medico Candiolo (Studio Medico Savigliano) che ha stabilito di fare un secondo intervento. Boldurescu Vasile, preso dallo sconforto, ha deciso di fare rientro in Moldavia, nella speranza di poter tornare in Italia in futuro per effettuare l’intervento.  Ora lui è in casa, non può lavorare, riesce appena a camminare, è sempre stanco. Non sa cosa fare. Chiede di essere aiutato per tornare in Italia ed essere operato. In Chisinau non riescono a far nulla.

 

Cliofas Ana Constantin (21.04.1964)

a s. Galesti, reg. Straseni, str. Ion Ianculet n.20, app. 4

Lavora presso la tipografia dell'Accademia degli Studi Economici di Moldova, in qualità di sarta. Riceve uno stipendio di 60 euro al mese. Ha due figli: Cliofas Aliona Anatomie (10.06.1985), studente al primo anno dell'Accademia di Arte Plastiche, invalide di II gruppo e Cliofas Eugen Anatomie (07.03.1998), il prossimo autunno andrà per la prima volta a scuola. La signora Cliofas Ana, si è rivolta alla Fondazione Regina Pacis per chiedere aiuto. La figlia, una brava ragazza, da piccola ha subito un incidente stradale che l'ha resa invalida. Frequenta il primo anno, ha dei buoni risultati. Il problema di questa famiglia è la povertà: la madre riesce a guadagnare solo per pagare le bollette dei servizi comunali e quello che rimane lo spendono per mangiare. Abitano in una stanza di circa 9 metri quadri e manca tutto.

 

 

Cerchiamo lavoro per

 

* …un giovane rumeno, anni 24, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza ottima della lingua italiana, diplomato, esperienza lavorativa nel settore socio-assistenziale e ristorazione. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

* …un uomo malgascio, anni 45, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza ottima della lingua italiana, russa, francese ed inglese, laureato in agraria con elevata esperienza nel settore agricolo. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

* …una coppia di coniugi moldavi, ambedue muniti di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana. Disponibili a svolgere attività lavorativa in settori differenti.

 

* …un uomo turco, anni 50, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

 

 

Per informazioni chiamare la Fondazione Regina Pacis al numero 0832.881094

Cerchiamo strumentazione ginecologica

STIAMO ALLESTENDO PRESSO LA SEDE DELLA FONDAZIONE REGINA PACIS IN SAN FOCA UNO “STUDIO GINECOLOGICO”, CHE DOVRA’ ESSERE ATTIVO DAL 1° APRILE PROSSIMO.

SI CERCA L’OCCORRENTE MEDICO PER EFFETTUARE LE VISITE GINECOLOGICHE, DAL LETTO SPECIALE A QUANTO ALTRO POSSA ESSERE INDISPENSABILE PER TALE SERVIZIO.

CHI NE AVESSE LA DISPONIBILITA’ POTRA’ CONTATTARCI.

 

 

Notizie interessanti

 

·        www.reginapacis.org, è il sito della Fondazione Regina Pacis, al quale potete iscrivervi e seguire in tempo reale tutte le attività che vengono svolte in Italia ed all’estero.

 

·        L’Amministrazione Provinciale di Lecce, facendo proprio l’appello della Fondazione Regina Pacis, ha deciso di organizzare, sempre a Lecce, un Convegno sulle “badanti” e la loro condizione in Italia.

 

·        Il quotidiano spagnolo “El mundo” di Madrid ha dedicato, nei giorni scorsi, un lungo servizio giornalistico sull’attività di contrasto al fenomeno della tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis.

 

·        Quanti sono interessati a ricevere la relazione di Don Cesare Lodeserto, in occasione del Convegno dal tema “La prostituzione come fenomeno sociale alle luce della Legge 228/2003”, che si terrà lunedì 28 febbraio a Caserta, possono farne richiesta all’indirizzo di posta elettronica clodeserto@reginapacis.org.

 

·        E’ sempre attivo presso il CENTRO POLIFUNZIONALE per l’immigrazione Regina Pacis di San Foca lo studio medico per l’assistenza odontoiatrica per immigrati. Quanti hanno l’esigenza di farsi visitare possono prendere contatto, anche telefonicamente, e richiedere la visita che verrà programmata in coincidenza con la presenza dei medici volontari che vengono da tutte le parti d’Italia per svolgere tale servizio (0832.881094).

 

·        Il PROGETTO MARTA è sempre attivo nella città di Lecce, chi volesse indicare situazioni di povertà alle quali destinare aiuti e sostegni può chiamare il n° 0832.881094, oppure la ricezione mobile 338.8888383.

 

·        La Fondazione Regina Pacis partecipa alla realizzazione del “Progetto Icaro” per l’educazione stradale ai bambini all’interno della scuola, che sarà presentato a Lecce nel mese di marzo.

 

Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.09.2004                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

SOMMA PRECEDENTE

 

       51.859,89

Ass.ne S.Chiara - Verona

Casa bambine - Moldavia

11.760,00

Ass.ne S.Chiara - Verona

Casa bambine - Moldavia

11.760,00

Amministrazione Comunale – Campi S.

Adozione

496,00

Fam. Vezzoni -

Adozione

40,00

Fam. Camellini – Sassuolo

Adozione

150,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

€ 76.065,89 

Dal 01.09.2004                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

Catania – Maricetta Lombardo

Vestiario

Casa accoglienza – Moldavia

Lecce – Aligros

Viveri

Casa Regina Pacis - Lecce

Lecce – Carrefour

Viveri

Casa Regina Pacis - Lecce

Lecce – MaeModa

Vestiario

Casa Regina Pacis - Lecce

Matino – Banca Popolare Pugliese

Materiale igienico sanitario per inf,

Casa Regina Pacis - Lecce

Reggio Emilia – Ist. Est Europa

Materiale sanitario per costruzioni

Scuola pubblica - Chisinau

N.N. – Lecce

Arredo per la casa

Casa Regina Pacis - Lecce

 

 

 

 

 

 


S o l i d a r i e t à

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Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

ABI 03002    CAB 16000   CIN  W

Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

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Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

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