Il 22 febbraio è nata “Giuditta” Casa Regina Pacis ha vissuto con gioia la nascita della piccola Giuditta, accanto alla madre Jiuliet, di provenienza
nigeriana. L’accoglienza di questo dono, che tanto ha
impegnato tutti gli operatori della Fondazione Regina
Pacis, è stata per tutti una grande festa. Nella stessa notte e nei giorni successivi, ignoti uomini delle tenebre hanno tentato, ancora una volta, di intimidire e minacciare il cammino del
Regina Pacis. La risposta all’arroganza degli uomini è data dalla piccola Giuditta, dalla sua voglia di vivere, dal suo sguardo ricco di amore e semplicità. Grazie Giuditta perché sei con noi. Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia
per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene
concessa tale opportunità? Prosegue
la compagna di adesione e sensibilizzazione
L’Albania
e la sua svolta! (pubblicato
su Avvenire il 19 febbraio 2005 – Don Cesare Lodeserto) L’ombra della
criminalità albanese è ritornata alla ribalta in questi giorni ed ha
consegnato all’informazione titoli giornalistici che con estrema
determinazione puntano il dito sul già noto fenomeno albanese, da sempre
in prima linea nei tristi fenomeni dell’immigrazione irregolare, della
tratta di giovani donne e minori, del traffico di sostanze stupefacenti ed
armi. Un problema reale, che
ha motivato da sempre, con non pochi risultati, l’impegno delle forze di
polizia e della magistratura nel contrasto ad ogni attività criminale
proveniente dal paese delle aquile, ben ramificata in Italia, fino ad
raggiungere, ed è questo un dato determinante, una elevata, e certamente
la prima in cifre, popolazione albanese all’interno degli istituti di
pena. La dedizione al crimine
di molti albanesi, ma non del popolo
albanese, è la conseguenza di un percorso storico che riporta
all’Albania del periodo della dittatura: un popolo senza leggi e senza
religione, rinchiuso nella paura e condizionato da un isolamento che non
gli ha permesso nessuna crescita sociale e politica. Era un popolo
costretto psicologicamente a vivere rinchiuso nei duecentocinquantamila
buncher in attesa dell’invasore. Ma un giorno la paura ha
rotto gli argini. I porti di Valona e Durazzo hanno rappresentato
l’occasione della fuga. In quei famosi giorni all’inizio degli anni
novanta l’informazione usava il termine "invasione", per dare
una immagine di ciò che accadeva in Puglia. Eppure gli albanesi fuggivano
dall’invasione messa in
atto nei loro confronti dal laicismo e materialismo, che li aveva
impoveriti e resi schiavi di forti condizionamenti ideologici. Era un popolo desideroso
di libertà, ma non educato alla libertà. Agli albanesi la dittatura non
aveva insegnato il senso della democrazia, per cui la libertà era intesa
come un’occasione per far tutto, senza saper distinguere il bene dal
male, il diritto dal dovere, il rispetto dell’altro dalla presunzione
del potere. Attenzione, questa
è un’Albania che non esiste più, perché l’Europa e l’Italia,
in modo particolare, ne hanno sostenuto, e lo dicono i numerosi progetti
avviati e conclusi, lo sviluppo. Il popolo albanese è
cresciuto, avviando un processo di autodeterminazione delle proprie scelte
che è un valore: non esistono i gommoni albanesi che trasportano
irregolari o droga; sono ridotte di molto le vittime della tratta e gli
stessi clandestini sul territorio italiano. Ma si è anche qualificata la
presenza albanese in Italia, soprattutto nei settori dell’imprenditoria,
come l’edilizia, il tessile, il manifatturiero. Questo è il volto nuovo
dell’Albania, che nulla ha a che vedere con coloro che mettono in atto
azioni criminali, come gli autori dei furti nelle ville lombarde. E’ il
volto dell’Albania della legalità, del lavoro, dell’integrazione e
dell’impegno per la crescita di un popolo che già troppo ha pagato
l’elevato prezzo del giudizio di coloro che spesso hanno puntato il dito
sull’albanese criminale. In questi giorni le
prime pagine dell’informazione ci stanno riportando all’albanese
criminale, ma non è questa
l’Albania attuale, che già da tempo ha deciso di cambiare. Il cambiamento lo ha
avviato lo Stato italiano, il quale non ha solo contrastato in mare
l’immigrazione clandestina. Per il cambiamento ha lavorato la Chiesa
italiana, dalle Congregazioni religiose al settore degli organismi di
volontariato ed impresa sociale. Il processo di cambiamento è il
risultato della politica di cooperazione decentrata, voluta dalle Regioni
italiane, soprattutto quelle frontaliere, come la Puglia. E’
interessante, oltre che innovativo, il progetto dalla Regione
Liguria che ha visto la creazione della prima cooperativa edile
albanese: si tratta di progetti che generano integrazione, sviluppo
locale, e avviano anche ottimi processi qualificazione della mano
d’opera. Oggi esiste tra Italia
ed Albania un rapporto di partenariato, che per un verso sostiene
l’Albania nella sua costante e reale evoluzione, dall’altro permette
all’Italia di trarre non pochi benefici, soprattutto nell’occupazione
nei settori di scarsi interesse lavorativo per gli italiani. Questi sono fatti che
non potranno mai essere smentiti da un gruppo di criminali albanesi, ormai
nelle mani della giustizia, o da coloro che credono ancora di poter
svolgere azioni illegali in Italia, perché il processo della legalità
non è solo quello posto in essere dalla Giustizia, ma anche quello
avviato dall’integrazione degli albanesi in Italia, sempre più
qualificata e proiettata verso un futuro di intensa e fattiva
collaborazione. Un ricordo… I
“bambini di strada” in Moldavia ricordano in questi giorni la madre di
Rosanna Metrangolo, un’amica
della Fondazione Regina Pacis, venuta a mancare all’affetto dei suoi
cari nei giorni scorsi, dopo un periodo di intensa, ma serena sofferenza. La
morte non divide, ma unisce, intensifica i rapporti, rende diversi i
legami affettivi e dona, anche ad una presenza materna, una dimensione ed
un ruolo diverso. Come
dice l’Arcivescovo di Lecce, “le mamme non muoiono mai”. Rosanna,
i bambini in Moldavia ti augurano di vivere con questa speranza!
Boldurescu
Vasile (22.12.1951) mun.
Chisinau, str.la Studentilor nr. 11/3 ap.53. Partito per l’Italia il 26 marzo 2002, ha lavorato,
irregolarmente, presso una ditta di costruzioni a Torino da giugno fino
alla fine del settembre 2002. Nel mese di settembre, mentre lavorava, ha
subito una lesione alla colonna vertebrale. Da quel momento non ha più
lavorato regolarmente. Ha cercato di effettuale la regolarizzazione,
nonostante il danno fisico, ma il datore di lavoro ha rifiutato di
assumerlo, riconoscendogli, e oltre allo stipendio, una somma di 70 euro
per la lesione alla colonna vertebrale. Nel corso della permanenza a
Torino è stato accolto dalla CARITAS, dalla
Casa Accoglienza “Cottolengo” , dal Centro di accoglienza “SERMING”.
Ha subito l’intervento chirurgico presso l’ospedale San Giovanni
Battista di Torino (MOLINETTE). L’intervento chirurgico non e’ andato
bene, per cui è stato preso in cura dal Dottor Rolf Busch dell’ospedale
Studio Medico Candiolo (Studio Medico Savigliano) che ha stabilito di fare
un secondo intervento. Boldurescu Vasile, preso dallo sconforto, ha deciso
di fare rientro in Moldavia, nella speranza di poter tornare in Italia in
futuro per effettuare l’intervento. Ora lui è in casa, non può lavorare, riesce appena a
camminare, è sempre stanco. Non sa cosa fare. Chiede di essere aiutato
per tornare in Italia ed essere operato. In Chisinau non riescono a far
nulla. Cliofas Ana Constantin
(21.04.1964) a s. Galesti, reg.
Straseni, str. Ion Ianculet n.20, app. 4 Lavora presso la tipografia dell'Accademia degli Studi Economici di
Moldova, in qualità di sarta. Riceve uno stipendio di 60 euro al mese. Ha
due figli: Cliofas Aliona Anatomie (10.06.1985), studente al primo anno
dell'Accademia di Arte Plastiche, invalide di II gruppo e Cliofas Eugen
Anatomie (07.03.1998), il prossimo autunno andrà per la prima volta a
scuola. La signora Cliofas Ana, si è rivolta alla Fondazione Regina Pacis
per chiedere aiuto. La figlia, una brava ragazza, da piccola ha subito un
incidente stradale che l'ha resa invalida. Frequenta il primo anno, ha dei
buoni risultati. Il problema di questa famiglia è la povertà: la madre
riesce a guadagnare solo per pagare le bollette dei servizi
comunali e quello che rimane lo spendono per mangiare. Abitano in una
stanza di circa 9 metri quadri e manca tutto. Cerchiamo
lavoro
per… * …un
giovane rumeno,
anni 24, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”,
conoscenza ottima della lingua italiana, diplomato, esperienza lavorativa
nel settore socio-assistenziale e ristorazione. Disponibilità
a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni
parte d’Italia. *
…un uomo malgascio,
anni 45, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”,
conoscenza ottima della lingua italiana, russa, francese ed inglese,
laureato in agraria con elevata esperienza nel settore agricolo.
Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando
domicilio in ogni parte d’Italia. * …una
coppia di coniugi moldavi, ambedue muniti di regolare “permesso
di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana.
Disponibili a svolgere attività lavorativa in settori differenti. *
…un uomo turco,
anni 50, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”,
conoscenza buona della lingua italiana. Disponibilità a svolgere ogni
tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia. Per
informazioni chiamare la Fondazione Regina Pacis al numero 0832.881094 Cerchiamo strumentazione ginecologica STIAMO ALLESTENDO PRESSO LA SEDE
DELLA FONDAZIONE REGINA PACIS IN SAN FOCA UNO “STUDIO GINECOLOGICO”,
CHE DOVRA’ ESSERE ATTIVO DAL 1° APRILE PROSSIMO. SI CERCA L’OCCORRENTE MEDICO
PER EFFETTUARE LE VISITE GINECOLOGICHE, DAL LETTO SPECIALE A QUANTO ALTRO
POSSA ESSERE INDISPENSABILE PER TALE SERVIZIO. CHI NE AVESSE LA DISPONIBILITA’
POTRA’ CONTATTARCI.
·
www.reginapacis.org, è il sito della Fondazione Regina
Pacis, al quale potete iscrivervi e seguire in tempo reale tutte le
attività che vengono svolte in Italia ed all’estero. ·
L’Amministrazione Provinciale di Lecce, facendo proprio l’appello della
Fondazione Regina Pacis, ha deciso di organizzare, sempre a Lecce, un
Convegno sulle “badanti” e la loro condizione in Italia. ·
Il
quotidiano spagnolo “El
mundo” di Madrid ha dedicato, nei giorni
scorsi, un lungo servizio giornalistico sull’attività di contrasto al
fenomeno della tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis. ·
Quanti
sono interessati a ricevere la relazione di Don Cesare Lodeserto, in occasione
del Convegno dal tema “La
prostituzione come fenomeno sociale alle luce della Legge 228/2003”, che si terrà lunedì 28 febbraio a
Caserta, possono farne richiesta all’indirizzo di posta elettronica clodeserto@reginapacis.org. ·
E’
sempre attivo presso il CENTRO POLIFUNZIONALE per l’immigrazione Regina
Pacis di San Foca lo studio
medico per l’assistenza odontoiatrica per immigrati.
Quanti hanno l’esigenza di farsi visitare possono prendere contatto,
anche telefonicamente, e richiedere la visita che verrà programmata in
coincidenza con la presenza dei medici volontari che vengono da tutte le
parti d’Italia per svolgere tale servizio (0832.881094). ·
Il
PROGETTO MARTA
è sempre attivo nella città di Lecce, chi volesse indicare situazioni di
povertà alle quali destinare aiuti e sostegni può chiamare il n°
0832.881094, oppure la ricezione mobile 338.8888383. ·
La
Fondazione Regina Pacis partecipa alla realizzazione del “Progetto
Icaro”
per l’educazione stradale ai bambini all’interno della scuola, che sarà
presentato a Lecce nel mese di marzo. |
![]()
Dal
01.09.2004
(Donazioni
in denaro)
|
BENEFATTORE |
DESTINAZIONE |
SOMMA |
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€
51.859,89 |
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Ass.ne
S.Chiara - Verona |
Casa
bambine - Moldavia |
11.760,00 |
|
Ass.ne
S.Chiara - Verona |
Casa
bambine - Moldavia |
11.760,00 |
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Amministrazione
Comunale – Campi S. |
Adozione |
496,00 |
|
Fam.
Vezzoni - |
Adozione |
40,00 |
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Fam.
Camellini – Sassuolo |
Adozione |
150,00 |
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TOTALE |
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€
76.065,89 |
Dal
01.09.2004
(Donazioni in viveri ed altro)
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BENEFATTORE |
CONTENUTO |
DESTINAZIONE |
|
Catania – Maricetta Lombardo |
Vestiario |
Casa accoglienza – Moldavia |
|
Lecce – Aligros |
Viveri |
Casa Regina Pacis - Lecce |
|
Lecce – Carrefour |
Viveri |
Casa Regina Pacis - Lecce |
|
Lecce – MaeModa |
Vestiario |
Casa Regina Pacis - Lecce |
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Matino – Banca Popolare Pugliese |
Materiale igienico sanitario per inf, |
Casa Regina Pacis - Lecce |
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Reggio Emilia – Ist. Est Europa |
Materiale sanitario per costruzioni |
Scuola pubblica - Chisinau |
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N.N. – Lecce |
Arredo per la casa |
Casa Regina Pacis - Lecce |
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S o l i d a r i e t à
Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone
La
Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che
hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e
delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità
di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo
significativo.
|
Per
sostenerci |
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Conto
corrente bancario Intestato a Fondazione Regina Pacis ABI 03002
CAB 16000 CIN W Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1 |
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Conto
corrente postale Intestato
a Fondazione Regina Pacis - Lecce Conto
n. 12525754 |
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effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta
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(art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986). Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece
deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del
reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986). La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga
eseguito tramite banca o ufficio postale. |
Grazie per
il sostegno
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