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Notiziario n. 44 – 5 giugno 2005

 

 

I rischi della carità

Da L’Eco di San Gabriele – Giugno 2005 –

Editoriale di S.E.Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce

Non ne parleremmo, se non fossimo stati sollecitati dalla direzione de L’Eco di San Gabriele, e lo facciamo col pudore che ti prende sempre, quando sei costretto a parlare dei problemi di casa tua.

La vicenda di don Cesare Lodeserto è nota. Ne hanno parlato in lungo e in largo: un prete definito da tutti eroe della carità (così Famiglia Cristiana e gran parte della stampa laica e cattolica) è stato sbattuto in carcere di notte a Verona.

Era appena tornato dalla Moldavia, ove si era recato per inaugurare un nuovo forno, regalato da alcuni benefattori, che un fornaio delle parti nostre era andato a mettere in cammino per insegnare come si fa il pane.

Avevano per la prima volta mangiato il pane all’italiana, più amabile e saporito di quello moldavo. Lo avevano mangiato il centinaio di poveri che ogni giorno, in tre punti della città, ricevono i pasti della Fondazione Regina Pacis, e lo avevano mangiato i bambini di strada che, di notte, dormono nei tombini della fognatura e di giorno vengono accolti nelle nostre strutture, dalle Suore Salesiane di Sacri Cuori, dal volontariato che, con la guida del Vescovo cattolico di Chisinau, svolgono una meravigliosa azione di carità.

Pieno di gioia per questo risultato, don Cesare era rientrato in Italia per far ritorno a Lecce, dopo essersi fermato a Verona con un gruppo di benefattori che sostengono generosamente il lavoro del nostro sacerdote.

Alle 22.50 ha chiamato il Vescovo e gli ha detto:”Mi stanno arrestando!”.

Cos’è stato per il vescovo immaginatelo voi, amici lettori.

Quale la reazione della gente, dei vescovi, della moltitudine di poveri, immigrati, diseredati, prostitute che hanno conosciuto don Cesare per quello che ha fatto in questi dieci anni?

E’ storia recente, calda, caldissima, che non annulla la sofferenza di vedere un prete in carcere, con accuse tutte da provare, tutte da verificare.

Don Cesare ha fatto qualche errore? Ha esagerato nelle misure disciplinari verso le donne che ha salvato dalla strada, perché non riandassero nella vita di prima? Ha dato da mangiare a qualche immigrato privo di permesso di soggiorno? Ha fatto qualche errore amministrativo? Non lo so, né voglio saperlo!

Quello che so è che questo prete, prima di essere ordinato agli inizi degli anni ’80, invece di andarsene al mare Adriatico, passava le vacanze al Cottolengo di Torino e si faceva notare come un uomo di sacrificio, obbedienza e carità.

So che dalla sera del 7 marzo 1997, quando arrivarono sulla banchina del porto di Otranto quasi mille albanesi fradici, affamati, con donne e bambini come stracci, di fronte all’impotenza della Prefettura e dello Stato, di notte, su impulso del Vescovo, mise in piedi il primo campo di accoglienza, distribuendo pasti caldi, coperte e medicine a chi stava morendo di fame e di freddo.

So che quando Ciampi divenne presidente della Repubblica, una delle prime visite l’ha fatta al Centro Regina Pacis di San Foca di Lecce e, dopo di lui, è venuto due volte il presidente del Consiglio Prodi, tre volte il presidente D’Alema, tutti i Ministri dell’Interno, uno dopo l’altro, capi di partito, uomini di tutti i colori, vescovi, cardinali, commissari d’Europa.

Da quella triste notte di otto anni fa, don Cesare con i suoi collaboratori ha potuto accogliere oltre sessantunomila profughi ed immigrati; ha salvato dalla strada col famoso articolo 18, oltre 1400 prostitute; è andato in soccorso di Prefetture, Questure, Ministeri, istituzioni pubbliche e private per portare acqua, viveri, vestiario a chi stava nel mare, omaggiato da tutto il mondo.

Un prete così sbattuto in carcere?

Non giudichiamo nessuno! La gente un’idea se l’è fatta e non ha mancato di manifestarla in tutti i modi, in tutte le forme.

E allora?

La carità è un rischio. Sempre! Chi compie la carità non appartiene a sé, appartiene a Dio. E Dio non si ferma mai di fronte al povero, né chiede patenti di legittimità a chi giudica da lontano, per denunzia o delazione, per invidia o spirito persecutorio, per vendetta o semplicemente per paura e insipienza.

Anche per don Cesare si è passati dal premio Nobel, dagli osanna al crucifige. Non è la prima volta, né sarà l’ultima

“Cristo è entrato nel mondo con la croce!” disse Pascal ed anche il cristiano, prete o laico che sia, deve mettere in cantiere la croce, la sofferenza, il dolore.

Ma la resurrezione è certa.

Questo è don Cesare! Non è un eroe, ma un semplice cristiano!

Che Dio ci aiuti!

La verità ci farà liberi!

La verità nella carità, come dice l’apostolo Paolo.

  

Gli amici dal Piemonte

 

Ormai gli amici di Canelli sono in gran movimento e stanno portando avanti un lavoro di intensa e concreta sensibilizzazione a beneficio dei “bambini di strada” in Moldavia, oltre alle attività della Fondazione Regina Pacis.

Per il 12 giugno prossimo è prevista la partenza di un carico per Chisianu. C’è già un magazzino pieno di tanto utile materiale, oltre alla generosità di un benefattore che si fa carico dei costi di spedizione.

E’ in arrivo anche una donazione di stoffa, tanto sperata da Ilie Zabica, che si augura di poter vedere al più presto attiva una scuola di taglio e cucito. Graziano e &, oltre al sostegno al laboratorio di falegnameria e l’acquisto di un pulmino, stanno pensando come organizzare la raccolta di fondi per l’acquisto delle macchine da cucire.

<<Chi li ferma più - commenta l’eccezionale sr.Cristina – sono sempre più desiderosi di ritornare a Chisinau, accompagnati dalla “suorina tanto sportiva”>>.

Franco, il buon tipografo di Nizza Monferrato, sta preparando un altro carico di carta, da inviare a Mantova e poi in Moldavia.

Si sviluppa sempre più l’idea, sempre da parte del gruppo di Nizza Monferrato, di un laboratorio di teatro per le ragazze che sono a San Foca, da realizzare nel futuro mese di agosto. In altri luoghi queste esperienze di comunicazione hanno prodotto degli ottimi risultati e soprattutto hanno permesso a donne, vittime della tratta, di migliorare la propria condizione psico-sociale.

Le idee sono tante ed i buoni amici del Piemonte ormai non hanno più confini e la loro carità, semplice e spontanea, di cui bisogna soprattutto apprezzare la concretezza, è capace di tutto e si proietta verso gli amici che in Moldavia hanno arricchito la loro esperienza di vita, ed il riferimento è ai “bambini di strada”, assistiti dalla Fondazione Regina Pacis.

 

Le famiglie religiose

del Santo Annibale Maria Di Francia

muovono i primi passi in Moldavia

E’ in gran fermento la famiglia dei Padri Rogazionisti e delle Suore del Divin Zelo, ordini religiosi ambedue fondati dal Santo Annibale Maria di Francia, che si apprestano ad organizzare nel mese di luglio un campo di volontariato in Moldavia, presso le strutture della Fondazione Regina Pacis.

Da pochi giorni ha fatto rientro da Chisinau un gruppo di sacerdoti e suore, recatisi nel paese dell’est per meglio comprendere in qual modo impostare il servizio.

Il gruppo dei volontari, che sarà in Moldavia nella seconda metà del mese di luglio, sta percorrendo nello stesso tempo un cammino di preparazione. Fino ad ora sono stati effettuati due incontri di carattere formativo, il primo sul tema <<Chiesa e missione>> ed il secondo <<Carisma (rogate) e missione>>.

Seguiranno altri incontri, che avranno come obiettivo la conoscenza la Moldavia, le problematiche dei bambini di strada e della povertà nei paesi dell’est, le tecniche di animazione da attuare nei campi di lavoro con i bambini.

E’ anche di notevole spessore la partecipazione dei volontari, il cui gruppo dovrebbe aggirarsi intorno alle quindici unità, tra cui alcune suore, chierici e postulanti delle congregazioni di appartenenza, studenti, docenti ed anche laici impegnati e desiderosi di vivere una esperienza nuova di volontariato.

Molto importante è la varietà dei componenti del gruppo, i quali anche se provenendo da esperienze di vita e vocazioni differenti, si ritrovano intorno ad un progetto di carità, che diventa dono per gli altri e crescita per se stessi.

E’ importante ricordare che il campo di lavoro in Moldavia rientra nel più ampio progetto missionario che le due Congregazioni di Padre Annibale Di Francia hanno lanciato nel corso dell’anno 2005 e che vede i loro primi passi nei paesi dell’est d’Europa.

La partenza dei <volontari> sarà preceduta da una liturgia di mandato missionario, certamente nei primi di giorni del mese di luglio, importante per dare anche all’evento una forte e significativa valenza ecclesiale.

Un nuovo carisma di vita religiosa muove i primi passi nei paesi dell’est, anche grazie alla Fondazione Regina Pacis, che con le sue scelte vuole sempre affermare percorsi nuovi e più significativi di presenza della Chiesa Cattolica nei paesi dell’est.

  

Notizie in breve

 

 

·             Italia- Lecce. Il 6 giugno prossimo ricorrerà il compleanno di S.E.Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce. La Fondazione Regina Pacis, generata dal suo amore per i poveri ed affidata con grande affetto a Don Cesare Lodeserto, rivolge al suo pastore gli auguri più sinceri e soprattutto ricolmi di gratitudine, per la costante presenza e vicinanza alle opere stesse della Fondazione.

 

·            Moldavia - Chisinau. Preoccupazione per l’ondata dei fumi nucleari provenienti da Cernobil e fuoriusciti improvvisamente, ed anche inaspettatamente, dalla centrale nucleare, che hanno coinvolto la Moldavia, in linea d’aria molto vicina alla nota località dell’Ucraina. Ci sono state situazioni difficili dal punto di vista sanitario, lamentate anche dagli stessi collaboratori della Fondazione che operano a Chisinau, capitale della Moldavia.

 

·            Moldavia - Soroca. Nei giorni scorsi si è svolto a Soroca, cittadina a nord della Moldavia, lungo il confine con l’Ucraina, l’ultimo incontro con gli allievi e gli insegnanti di tutte le scuole del nord, dove Ilie Zabica ha presentato la problematica del “traffico delle donne” finalizzato alla sfruttamento sessuale. L’incontro rientra nel progetto di collaborazione tra la Fondazione Regina Pacis e l’Associazione moldava Pro Adolescenza. Nella stessa occasione è stata distribuita ai presenti la pubblicazione della Fondazione sul traffico e presentata anche la campagna di informazione contro il traffico, facendo dono ai presenti della borsa in tela, prodotta sempre dalla Fondazione, sulla quale e riprodotto lo slogan:”Rispettate la dignità delle donne”.

 

·             Italia – San Foca. Terminato il 31 maggio scorso il Corso di formazione presso la Casa di accoglienza Regina Pacis di San Foca. Hanno partecipato al corso ben 23 ragazze, tra le numerose attualmente accolte. Il corso, modulato in modo tale da fornire una formazione ampia nei contenuti, ha permesso di acquisire buone tecniche di formazione al taglio e cucito, migliorare la conoscenza della lingua italiana, acquisire conoscenza migliori sulla cura della persona e dei propri figli.

 

 

La Fondazione Regina Pacis aderisce al

Manifesto del Comitato Nazionale per la Legge 40

 

SCIENZA & VITA

ALLEATI PER IL FUTURO DELL’UOMO

 

L’alleanza tra scienza e vita è molto forte nella coscienza di ogni persona. Da una parte, infatti, la scienza è avvertita come valore decisivo per migliorare la vita e rafforzarne la qualità, dall’altra la vita delle persone e della comunità spinge la scienza a non arrendersi, fino a produrre benefici concreti a vantaggio non solo di pochi privilegiati ma di tutti.

Tuttavia è essenziale riconoscere la scala della priorità. Solo il primato della vita garantisce il perseguimento dei diritti dell’uomo e lo sviluppo scientifico ardimentoso e controllato. La tecnica è divenuta troppo potente per poter essere lasciata in balia di se stessa, o per essere affidata esclusivamente agli addetti ai lavori.

Trasparenza e giustizia, uguaglianza e corresponsabilità, valori certamente condivisi dalla maggior parte delle persone, hanno un senso solo se incominciamo a metterli a servizio dei più deboli e dei meno garantiti: in primo luogo il concepito che, non avendo voce propria, ha bisogno della solidarietà sociale. Questo è il primo passo per la difesa in concreto della vita, da sviluppare in tutti i suoi aspetti e in tutti i soggetti.

Con questo spirito nasce  il Comitato per impedire il peggioramento della Legge 40 sulla fecondazione assistita, di cui fanno parte personalità del mondo scientifico, culturale, professionale, politico e associativo. Il Comitato si propone di promuovere una campagna capillare di sensibilizzazione sui valori in gioco, per l’adozione del comportamento  più efficace  nella prossima convocazione referendaria.

Il Comitato giudica la Legge 40 sulla fecondazione assistita un risultato importante, che finalmente ha fissato delle regole per i laboratori che operano nel campo molto delicato della fecondazione umana. Non si tratta di una legge perfetta, tuttavia essa pone fine al cosiddetto <<far west procreativo>>, assicurando ad ogni figlio le garanzie di una vita umana e la protezione di una vera famiglia.

Una legge, dunque, che merita di essere difesa. Al contrario, il referendum la vuole stravolgere, prima di darle tempo di essere applicata, sperimentata e verificata nei risultati. Di per sé il referendum può essere uno strumento di democrazia, ma in questo caso è profondamente inadeguato, per la tipologia e la complessità della materia e per la formulazione volutamente equivoca dei quesiti che propone. Davanti al rischio di una società che sembra non farsi scrupolo  di manipolare l’uomo, il Comitato indica la scelta del <<doppio no>>: al contenuto dei quesiti referendari e all’uso distorto del referendum in materia di fecondazione.

Dunque non andremo a votare, proprio per esprimere con fermezza questo nostro <<doppio no>>. Ma anche per ribadire alcuni obiettivi strategici: riaffermare – contro ogni deriva scientista – che gli esseri umani non sono cavie; dare ai figli genitori veri e conosciuti, garantendo loro la certezza di specchiarsi nello sguardo di un padre e di una madre; dare nuovo slancio ad una società che , a partire dal rispetto dei più deboli, consolidi i valori fondamentali  del nostro vivere civile, quali solidarietà, giustizia, uguaglianza, libertà e pace.

__________________________________________________________________

Aderisci al Comitato <<SCIENZA&VITA>>. L’adesione, che si sta sviluppando sempre più a livello nazionale, non implica alcun impegno legale o finanziario, ma unicamente l’impegno a farsi promotore nel proprio ambiente di questa <<Alleanza tra scienza e vita>>.

Per adesioni o informazione, contattare: scienzaevita.lecce@tiscali.it

Il cestino dei poveri va riempito

 

DONAZIONI IN DENARO

DaL 01.04.2005

Somma prec.

 

 

11.210,00

Benefattore

Destinazione

Donazione

Fam. Lavorini – Mantova

Adozione

150,00

N.N. – Lecce

Casa Regina Pacis

10,00

N.N. – Lecce

Casa Regina Pacis

10,00

Fam. Capellini

Adozione

150,00

Fam. Blasi – Lecce

Adozione

50,00

Fam. De Carli – Sondrio

Adozione

100,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

11.580,00

 

 

 

DONAZIONI VARIE

 

 

Benefattore

Destinazione

Donazione

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Aligros – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Carrefour – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Parrocchia di Montemarciano (An)

Casa Regina Pacis

Vestiario

Parr. S.Antonio – Cariano

Casa Regina Pacis

Viveri

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Caritas Diocesana – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

N.N. Squinzano

Casa Regina Pacis

Vario

Scuola Elem. C.Battisti – Cavallino

Casa Regina Pacis

Vario

Parrocchia di Lizzanello (Le)

Casa Regina Pacis

Mater. bambini

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Caritas Arcidiocesi di Lecce

Casa Regina Pacis

Mater. bambini

 

 

 

S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo significativo.

Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
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ABI 03002    CAB 16000   CIN  W

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Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

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Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

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