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Notiziario n.28 – 13 febbraio 2005

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Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene concessa tale opportunità?

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Continua la compagna di sensibilizzazione

Presentata una interrogazione

ai Ministri dell’Interno, lavoro e politiche sociali

 

 

Il Sen. Giorgio Rosario Costa (FI)

ha rivolto una “Interrogazione con richiesta di risposta scritta”

ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali

 

Premesso:

- che la legge sull'immigrazione non contempla per le badanti ingressi "fuori quota";

- che tale limitazione risulta incomprensibile se solo si considera l'importanza di tale lavoro;

- che, a titolo di esempio, appare assurdo che la legislazione vigente consenta l'ingresso in Italia delle intrattenitrici dei night club per due anni, senza sottostare alle quote programmate;

- che l'elevato bisogno di badanti nelle famiglie italiane e la tendenza ad aggirare le ristrettezze legislative determinano il ricorso al lavoro in nero e al fenomeno di immigrazioni irregolari,

 

l’interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno modificare con urgenza l'art. 27 della "legge Bossi-Fini", affinché sia consentito l'ingresso in Italia delle badanti al di fuori delle quote, così come già previsto per altre attività lavorative.

 

 

Hanno dato l’adesione all’invito della Fondazione Regina Pacis

 

On.le Antonio Rotundo

Promotore proposta di Legge per la modifica del testo esistente

 

Sen. Rosario Giorgio Costa (Forza Italia)

Relatore di interpellanza ai Ministri dell’Interno, lavoro e politiche sociali

 

On.le Livia Turco (DS)

On.le Adriana Poli Bortone (Europarl.)

On.le Gregorio Dell’Anna (FI)

On.le Gianni Pittella (Europarlamentare)

On.le Lorenzo Ria (Margherita)

Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arciv. Lecce

On.le Bruno Tabacci (UDC)

Dr.Giuseppe De Filippis (UDC) Cons. Prov.le

On.le Giacinto Urso Difensore Civico Lecce

Dr.Loredana Capone, V.Pres. Prov.Lecce

Avv. Francesca Conte – Lecce

Dr.Salvatore Capone, Ass.Provincia Lecce

Prof. Luigi Melica, Docente Universitario

Dr.Marti Ass. Pol. sociali Comune  Lecce

Don Mauro Carlino – Lecce

Il Quotidiano di Lecce

Sr.Cristina Camia –FMA/Nizza Monferrato

L’Eco di Bergamo

Gruppo Vides – Nizza Monferrato

Radio Vaticana – Città del Vaticano

Dr. Claudio Camarca, regista e scrittore

L’Ora del Salento – Lecce

Dr. Marco Rocco – Cremona

Associazione INTEGRA – Lecce

Dr. Francesco Specchiarelli – Frosinone

Caritas Diocesana di Lecce

Enaip Veneto – Padova

Associazione ASMO/Italia

Flaei/Cisl – Bologna

Progetto Arpia - Lecce

Fondazione SS.Medici – Bitonto

Dr. Marco Tullio Giordana, regista – Roma

Avv. Christian Quarta – Lecce

Angela Fantoni – Cuneo

Marco Bruno – Bologna

Istituto Est Europa – Reggio Emilia

Romano Santamaria – Lecce

Don Gerardo Ippolito - Lecce

On.le Ugo Lisi (AN)

 

 

 

 

Dal 2006 chiuderanno gli istituti per minori

Bisognerà creare reti di famiglie per preparare i genitori ed incentivare la formula dell’affido

 

2.633

83.534

Sono i bambini che vivono nei 2002 istituti per minori italiana. Queste strutture entro il 2006 dovranno chiudere, se non riusciranno a convertirsi per tempo in case-famiglia o comunità più ridotte

Sono le domande presentate dal 2001 ad oggi. 8.364 le adozioni pronunciate. 8.749 sono i bambini stranieri adottati da 7419 coppie italiane. Dal 2003 al 2004 le adozioni sono aumentate del 23%.

17

24

La fascia di età prevalente è quella compresa tra uno e quattro anni (48%), mentre i minori di un anno sono il 7%. Il paese da cui provengono più bambini è l’Ucraina (22%), seguito da Russia (11,8%), Colombia (9,1%) e Bulgaria (8,6%)

Sono i mesi che non può superare l’affido di un bambino ad una famiglia italiana. La proroga a tale periodo può essere concessa solo dal Tribunale per i minori nel caso in cui la sospensione potrebbe recare danni al minore.

 

L’argomento è oggi molto importante, dato che, dopo il 2006, gli istituti per minori dovranno chiudere o riconvertirsi, puntando l’attenzione su nuove esperienze di accoglienza dei bambini in difficoltà, tra cui le “reti di famiglia”.

Si parla anche di “affido”, forma della cura dell’infanzia che ha alla base una istituzione fondante quale la famiglia. Avere un figlio adottivo significa creare nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto mentale per l’accoglienza del bambino e della sua storia. Non basta desiderare di avere un figlio: è necessario costruire un percorso personale e di coppia per essere pronti all’accoglienza.

La motivazione che spinge a diventare famiglia affidataria non è una semplice disponibilità alla solidarietà nei confronti di un bambino, ma deve richiedere un percorso di collaborazione e sostegno da parte dei Servizi sociali, della scuola, delle associazioni, delle altre famiglie. Ecco perché si parla di reti di famiglia.

L’affido è un intervento temporaneo di sostegno ai un minore in difficoltà, regolamentato dalla Legge 149/2001, che prevede che un minore possa essere affidato ad una famiglia che gli consenta il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno. L’affido viene deciso dal servizio sociale, previo consenso del genitore. Caratteristiche dell’affido sono la temporaneità ed il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine.

 

Cerchiamo lavoro per

 

* …un giovane rumeno, anni 24, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza ottima della lingua italiana, diplomato, esperienza lavorativa nel settore socio-assistenziale e ristorazione. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

* …un uomo malgascio, anni 45, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza ottima della lingua italiana, russa, francese ed inglese, laureato in agraria con elevata esperienza nel settore agricolo. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

* …una coppia di coniugi moldavi, ambedue muniti di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana. Disponibili a svolgere attività lavorativa in settori differenti.

 

* …un uomo turco, anni 50, munito di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana. Disponibilità a svolgere ogni tipo di attività lavorativa, fissando domicilio in ogni parte d’Italia.

 

* …una donna moldava, anni 51, munita di regolare “permesso di soggiorno per lavoro”, conoscenza buona della lingua italiana. Disponibilità a svolgere l’attività lavorativa di “badante”, fissando domicilio in ogni parte d’Italia

 

 

Per informazioni o comunicazioni

chiamare la Fondazione Regina Pacis

al numero 0832.881094

 

 

 

 

Ci hanno scritto

 

 

Simpatico pensiero di un amico!

Regina Pacis è stato il luogo dove ho fatto il mio primo intervento di volontariato. Qui ho trovato gli amici: don Cesare, i suoi collaboratori. L'occasione di cominciare a conoscere il problema dei migranti, e di come lo Stato lo affronta. Di come si possono accogliere, conoscere l'uomo e le sue tristi storie; di come io posso accogliere il migrante nell'ambulatorio odontoiatrico di Regina Pacis e nel mio.

Ho scoperto la grande gioia che mi dà una stretta di mano, uno sguardo, un abbraccio o un bacio che ricevo dopo una mia prestazione gratuita, insignificante paragonata a quello che ricevo in pagamento.

Ho conosciuto il Salento, terra generosa di leccornie e i suoi  abitanti ospitali, e poi la pizzica...

Per tutto questo e per tutto quello che riceverò in futuro da Lei e dai ragazzi che sono lì, le sono grato don Cesare e mi onoro di avere un’amicizia trovata sotto l'albero di Natale.

La ricambio con tanto affetto, tanta stima e tanta riconoscenza.

A presto.

Marco Rocco (Medico dentista di ASMO Word)

 

 

 

Carissimi amici,

quando sono giunta presso il vostro Centro ormai ero nella disperazione… Tutto buio, niente in mano, pronta per andare a casa, il fallimento totale.

Eppure voi siete stati la mia luce, perché con il vostro affetto mi avete permesso di ritrovare la speranza ed andare avanti.

Provenivo da una espulsione ed oggi ho un permesso di soggiorno, un lavoro, una famiglia italiana nella quale poter vivere ed andare avanti.

Quando penso a tutto questo piango, ma lo faccio per la gioia di aver conosciuto persone stupende, buone, sorridenti, capaci di voler bene, anche senza conoscersi. Questo avete fatto voi: Padre Cesare, Natascia, Paolo, Armando, Husein. Non so se ci rivedremo più, ma vi porterò sempre nel cuore, pregherò Dio per voi, per il Centro Regina Pacis, che è la grande madre per noi povere donne dell’est d’Europa.

 

Irina (lettera tradotta dalla lingua russa)

 

Notizie interessanti

 

 

* E’ stato pubblicato il regolamento d'attuazione della Legge bossi-Fini sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2005. Il testo entrerà in vigore il 15 febbraio 2005 e sarà estremamente importante per le attività di assistenza degli immigrati.

 

* Sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (n.16 del 28.01.2005), sono state pubblicate le linee guida degli “Interventi a favore delle persone immigrate”. Il testo offre un’analisi sugli immigrati presenti in Puglia, indica le offerte di servizi per l’integrazione degli immigrati e delinea la programmazione delle politiche in favore degli immigrati.

 

* Lecce, 15 febbraio: la Fondazione Regina Pacis incontrerà un gruppo di industriali della Provincia di Lecce per discutere sulle migliori forme di “delocalizzazione” aziendale. La condizione di crisi, che coinvolge tutta l’imprenditoria italiana, sta sollecitando l’individuazione di territori esteri in cui andare a collocarsi per la realizzazione di progetti di investimenti. E’ chiaro che la proposta della Fondazione Regina Pacis riguarderà in modo specifico il coinvolgimento del territorio della Moldavia, dove la Fondazione è presente, coordina un’Agenzia di sviluppo locale e collabora con progetti di valore come quelli messi in atto dall’organismo Eurest Basilicata. Obiettivo della Fondazione è quello di creare sviluppo locale al fine di abbattere la povertà.

 

* Treviso, 17 febbraio: Don Cesare Lodeserto ritornerà ad incontrare la comunità parrocchiale di Salvana, alla periferia di Treviso. Ormai la comunità ha avviato una serie di iniziative a benefici degli immigrati moldavi presenti sul territorio, ultima è stata quella dello scorso 9 gennaio.

 

* Lecce, 20 febbraio: Don Cesare Lodeserto incontrerà le religiose della Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, intervenendo sul tematica del volontariato. Si tratta soprattutto di coloro che sono impegnate all’interno del GISMA, organismo di giovani della stessa Congregazione. L’incontro si terrà a Lecce, presso la Casa di via Giammatteo.

 

 

 

Iniziative della Fondazione Regina Pacis

www.reginapacis.org

 

 

Per la tutela della dignità di donne e bambini

 

Tratta. Minaccia. Violenza, reclutamento, trasporto, trasferimento, costrizione fisica, psicologica, economica,

inganno, controllo, sfruttamento sessuale di persone

(Protocollo ONU contro la tratta, Palermo 2000)

 

 

Contro il turismo sessuale per il turismo solidale

 

Il rispetto della dignità dell’uomo ha inizio già da lontano

e soprattutto nei paesi in cui uomini senza scrupoli credono

di poter fare delle donne quello che vogliono.

Andiamo nei paesi poveri!

Entriamo nelle famiglie di chi soffre. Sediamoci alla mensa di chi è povero e scopriremo la ricchezza dell’uomo

 

 

Per interventi, riflessioni e adesioni:

dibattiti@reginapacis.org

 

 

Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.09.2004                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

SOMMA PRECEDENTE

 

       48.359,06

Ordine di Malta - Italia

Parrocchia di Chisinau

150,00

Comunità Salesiani – Borgomanero (No)

Progetto Ali Nuove

500.00

Ditta Biglia  – Incisa Scapeccino (At)

Casa Bambini - Moldavia

500,00

Blasi Carolina – Lecce

Adozione

50,00

Fam. Mazzotta Tassara – Cavallino (Le)

Adozione

150,00

Ditta Spagnoli – Albereto (Parma)

Casa Bambini - Moldavia

600,00

N.N. - Lecce

Casa Bambini - Moldavia

30,00

Fam. Tommasi – Castri

Adozione

50,00

Fam. Benzi - Mantova

Adozione

75,00

Osman Abubakar – Ghana

Casa Bambini - Moldavia

20,00

Ramielson Lucien – Madagascar

Casa Bambini - Moldavia

40,00

Fam. Del Pia – S.Pietro di Feletto (Tv)

Adozione

120,00

Fam. Armati – Sesto S.Giovanni

Donazione

150,00

N.N. - Lecce

Donazione

1.105,00

Comunione e Liberazione

Casa Bambini - Moldavia

200,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

€ 52.099,06 

Dal 01.09.2004                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

Lecce – Interfrutta

Viveri

Casa Regina Pacis – S.Foca

S.Marzano (Ta) – Ditta Bruni

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Ditta “Via vai” – Carmiano

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

N.N. - Lecce

Materiale per bambini

Casa Regina Pacis – S.Foca

Associazione Betania – Verona

Viveri

Progetto Marta

Carrefour - Lecce

Viveri

Progetto Marta

Fam. Palombo – Lecce

Viveri

Progetto Marta

Otranto – Parrocchia Immacolata

Vestiario

Progetto Marta

Gruppo Centro Storico – Castrano

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Parrocchia Immacolata – Otranto

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo significativo.

Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

Banca di Roma (3800) Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali, effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986).

 

Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

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