________________________________________________________
«NESSUNO POTRÀ
MAI FERMARE LA FORZA DELLA CARITÀ» Don
Cesare è ancora privato della libertà ma
l’opera di bene da lui iniziata continua Nel pieno rispetto delle istituzioni e delle
disposizioni di legge, la Fondazione Regina Pacis continua a stringersi
attorno al carissimo don Cesare in un abbraccio di incondizionato affetto
e vicinanza. Mentre accoglie fraternamente don Attilio Mesagne,
incaricato dall’Arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi, di
seguirne le attività, la Fondazione Regina Pacis ribadisce con serena e
assoluta determinazione, e con le stesse parole di don Attilio, che
continuerà «il lavoro avviato da don Cesare con la stessa passione,
entusiasmo e slancio, facendo sì che quanto svolto in questi ultimi anni
non vada perduto, annullato». Tutti gli amici della Fondazione e di don Cesare
accompagnano questo doloroso momento di prova con uno slancio ancora
maggiore di carità verso tutti, poveri per primi. Poiché la carità,
sostanza e ragione dell’opera del nostro carissimo don Cesare, è la
nostra luce. «Testimoni
della speranza e della carità nel
nome del Vangelo» Dall’inizio di quest’anno, don Cesare ha
affidato alle pagine del «Reginapacis inform@» diversi pensieri e
riflessioni. Da questi, oggi più che mai, ci lasciamo accompagnare nella
fraternità che tutti ci stringe attorno a lui, a don Attilio, ai nostri
vescovi, e in particolare ai poveri. Riproponiamo qualche passaggio delle
parole di don Cesare, così dense e capaci di accompagnare la nostra
riflessione, preghiera e azione in questi giorni, sofferti ma sempre
illuminati dalla speranza e dalla carità del Signore della vita. Servi
a tempo pieno per un’accoglienza senza confini «Ci sono giorni che non si
possono dimenticare nella propria vita; ci sono eventi che cambiano
l’esistenza e avviano verso percorsi inaspettati, ma di grande valore
umano. Non potrò mai dimenticare la notte del 7 marzo 1997, quando,
volendo usare un’immagine biblica, l’Adriatico ci ha consegnato il
popolo albanese e, da quella notte in poi, tanti immigrati di nazionalità
diverse hanno trovato ristoro nella struttura di accoglienza. Il Centro
Regina Pacis è nato quella notte, nel freddo di un inverno che ci ha resi
testimoni della disperazione, ma nello stesso tempo ci ha imposto il
dovere di essere anche testimoni della speranza e della carità. Tutto ciò
che è accaduto da quel momento in poi, è scritto nei cuori di coloro che
hanno creduto nell’accoglienza, sacrificando la propria vita e
camminando, giorno dopo giorno, notte dopo notte, accanto a donne,
bambini, uomini, famiglie, per essere promotori dell’amore che non ha
confini» (6 marzo 2005). Il
nostro programma: donare l’amore di Dio «Le strade future – ma lo sono già
oggi come lo erano ieri – saranno ancor più quelle della Provvidenza
divina, dell’amore agli altri, della dedizione a chi soffre, della
vicinanza alle donne sfruttate ed abbandonate, ai bambini senza padre,
alle solitudini nascoste negli angoli delle città abbellite di falsità e
fariseismo. “Dio è amore”. Questo è il nostro programma, donare
l’amore di Dio a coloro che sono stati traditi dall’amore degli
uomini, abbracciandoli ed amandoli, servendoli, custodendoli,
accompagnandoli nel loro cammino di ogni giorno e restituendoli alla
società liberi e ricolmi di speranza» (8 gennaio 2005). La prova della sofferenza «La
sofferenza sarà sempre una compagna di viaggio. […] Fin dall’inizio
gli uomini non hanno mancato di farci soffrire, e non poco. Ho sempre
accettato, perché consapevole che Dio permetteva anche questo, per farci
crescere e dare valore al sacrificio di ogni giorno. […] Le attività
della Fondazione Regina Pacis proseguiranno, sia in Italia che nei Paesi
dell’Est. A coloro che vorranno essere nostri compagni di viaggio chiedo
prima di tutto la preghiera, che è forza che unisce e non divide» (8
gennaio 2005). L’inarrestabile forza della carità «Nessuno potrà mai fermare la forza della carità.
Diciamo grazie a tutti, senza rancore, ed anche a coloro che ci fanno
soffrire. Anche questo è un grande aiuto, soprattutto per comprendere la
meravigliosa “scuola di Dio”» (6 marzo 2005). In questi giorni ci sono giunti
molti messaggi per don Cesare. Questo mare di affetto è stato a lui
espresso nei termini consentiti dalla legge; tutti i messaggi che stiamo
ricevendo vengono accuratamente conservati presso la Fondazione, in attesa
che don Cesare possa leggerli uno ad uno, quando le disposizioni di legge
lo renderanno possibile. Tutti coloro che vogliono continuare a testimoniare la propria solidarietà a don Cesare possono inviare una mail a siamouniti@reginapacis.org L’aggiornamento dell’informazione continua sul
nostro sito www.reginapacis.org _________________________________________ Allegato
de L’Ora del Salento Settimanale
Cattolico Iscritto
al n. 517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce |