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Notiziario n.40 – 8 maggio 2005

 

 

La Fondazione Regina Pacis aderisce al

Manifesto del Comitato Nazionale per la Legge 40

 

SCIENZA & VITA

ALLEATI PER IL FUTURO DELL’UOMO

 

L’alleanza tra scienza e vita è molto forte nella coscienza di ogni persona. Da una parte, infatti, la scienza è avvertita come valore decisivo per migliorare la vita e rafforzarne la qualità, dall’altra la vita delle persone e della comunità spinge la scienza a non arrendersi, fino a produrre benefici concreti a vantaggio non solo di pochi privilegiati ma di tutti.

Tuttavia è essenziale riconoscere la scala della priorità. Solo il primato della vita garantisce il perseguimento dei diritti dell’uomo e lo sviluppo scientifico ardimentoso e controllato. La tecnica è divenuta troppo potente per poter essere lasciata in balia di se stessa, o per essere affidata esclusivamente agli addetti ai lavori.

Trasparenza e giustizia, uguaglianza e corresponsabilità, valori certamente condivisi dalla maggior parte delle persone, hanno un senso solo se incominciamo a metterli a servizio dei più deboli e dei meno garantiti: in primo luogo il concepito che, non avendo voce propria, ha bisogno della solidarietà sociale. Questo è il primo passo per la difesa in concreto della vita, da sviluppare in tutti i suoi aspetti e in tutti i soggetti.

Con questo spirito nasce  il Comitato per impedire il peggioramento della Legge 40 sulla fecondazione assistita, di cui fanno parte personalità del mondo scientifico, culturale, professionale, politico e associativo. Il Comitato si propone di promuovere una campagna capillare di sensibilizzazione sui valori in gioco, per l’adozione del comportamento  più efficace  nella prossima convocazione referendaria.

Il Comitato giudica la Legge 40 sulla fecondazione assistita un risultato importante, che finalmente ha fissato delle regole per i laboratori che operano nel campo molto delicato della fecondazione umana. Non si tratta di una legge perfetta, tuttavia essa pone fine al cosiddetto <<far west procreativo>>, assicurando ad ogni figlio le garanzie di una vita umana e la protezione di una vera famiglia.

Una legge, dunque, che merita di essere difesa. Al contrario, il referendum la vuole stravolgere, prima di darle tempo di essere applicata, sperimentata e verificata nei risultati. Di per sé il referendum può essere uno strumento di democrazia, ma in questo caso è profondamente inadeguato, per la tipologia e la complessità della materia e per la formulazione volutamente equivoca dei quesiti che propone. Davanti al rischio di una società che sembra non farsi scrupolo  di manipolare l’uomo, il Comitato indica la scelta del <<doppio no>>: al contenuto dei quesiti referendari e all’uso distorto del referendum in materia di fecondazione.

Dunque non andremo a votare, proprio per esprimere con fermezza questo nostro <<doppio no>>. Ma anche per ribadire alcuni obiettivi strategici: riaffermare – contro ogni deriva scientista – che gli esseri umani non sono cavie; dare ai figli genitori veri e conosciuti, garantendo loro la certezza di specchiarsi nello sguardo di un padre e di una madre; dare nuovo slancio ad una società che , a partire dal rispetto dei più deboli, consolidi i valori fondamentali  del nostro vivere civile, quali solidarietà, giustizia, uguaglianza, libertà e pace.

Roma, 16 febbraio 2005

 

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Aderisci al Comitato <<SCIENZA&VITA>>. L’adesione, che si sta sviluppando sempre più a livello nazionale, non implica alcun impegno legale o finanziario, ma unicamente l’impegno a farsi promotore nel proprio ambiente di questa <<Alleanza tra scienza e vita>>.

Per adesioni o informazione, contattare: scienzaevita.lecce@tiscali.it

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Organizzare la speranza

Avviati nuovi corsi di formazione

e attività di recupero delle vittime della tratta

 

Senza aver mai interrotto le proprie attività, la Fondazione Regina Pacis continua le proprie attività di accoglienza, protezione, formazione e reinserimento delle vittime della tratta, con una presenza sempre numerosa di ragazze.

Nel mese di aprile scorso, precisamente dal 4 al 20, si è tenuto uno stage formativo che aveva come obiettivo “l’analisi delle devianze giovanili legate al fenomeno migratorio”, con il supporto dei corsisti dell’Istituto Scolastico Statale Superiore “N.Moccia” di Nardò (Le), specializzandi proprio nel recupero della “devianza giovanile”.

La collaborazione con la scuola di Nardò, inizialmente di tipo meramente didattico, si è trasformata in un fattivo e proficuo scambio di esperienze, che ha visto sempre più coinvolte le corsiste e le ragazze, ospiti della struttura e destinatarie del progetto.

Alcune docenti hanno accettato di essere impiegate all’interno di un percorso formativo più ampio, che ha come obiettivo lo svolgimento da parte delle giovani immigrate di una serie di attività di tipo teorico e culturale, oltre che di tipo pratico, volte all’inserimento delle ospiti del Centro nel contesto sociale locale e migliore inserimento lavorativo.

Il 2 maggio è stata avviato un secondo progetto, dal titolo Organizzare la speranza, e si tratta di un corso di formazione di taglio e cucito, che comprende all’interno anche il perfezionamento della lingua italiana e nozioni di igiene della persona e puericultura, nozioni informative in materia di immigrazione.

I prodotti realizzati nel corso delle formazione saranno esposti in un mercatino equo solidale, che si terrà nella città di Lecce, nel mese di giugno.

 Nel settore sanitario ci sarà l’ausilio del Dr.Gioacchino Vergallo, nel settore legale interverrà l’Avv.Maria Rosaria Faggiano e nel settore socio-psicologico l’intervento del Consultorio Cattolico “La famiglia” di Lecce.

Queste attività, che hanno come obiettivo sempre il reinserimento della giovani donne accolte all’interno dei progetti di assistenza e protezione sociale, sono il frutto del costante lavoro della Fondazione, che procede da numerosi anni, e che, nonostante le sofferenze, continuerà con maggiore tenacia e convinzione.

All’interno di questo percorso ci sarà anche il supporto della Direzione Servizio Politiche del Lavoro della Provincia di Lecce, che si occuperà dell’orientamento ed inserimento lavorativo delle giovani, oltre alla collaborazione della Azienda Sanitaria Locale e del Comune di Melendugno, territorio al cui interno ha sede il Centro accoglienza della vittime della tratta.

Nei giorni scorsi il Dipartimento per le Pari Opportunità, presso la Presidenza del Consiglio, ha comunicato ufficialmente l’avvenuto rifinanziamento del “Progetto Ali nuove”, redatto dalla Fondazione, per l’anno successivo, come era già avvenuto per gli anni precedenti.

E’ sempre costante anche l’impegno di rete e collaborazione della Fondazione con le associazioni in Francia e Grecia, oltre a quanto viene svolto nei paesi dell’est.

 

 

- Notizie in breve –

 

·       Significativa è stata la presenza della Fondazione Regina Pacis al Convegno di Dusseldorf, in Germania, organizzato dalle Associazioni tedesche Salwodi e Renovabis, sul fenomeno della tratta e del traffico degli esseri umani. Interessante e molto gradita è stata la relazione del Dr.Zabica Ilie, rappresentante della Fondazione in Moldavia. Provenienti dalla Moldavia, allo stesso Convegno erano anche presenti i rappresentanti della Caritas Moldova e dell’Associazione La Strada.

 

·       La Fondazione in Moldavia ha donato, in occasione della Pasqua Ortodossa, una somma di denaro alla Parrocchia Ortodossa di Varvareuca (Floresti) e permettere l’allaccio del gas. Da sempre la Fondazione ha tenuto in grande considerazione questo piccolo paese a nord della Moldavia, da cui provengono i collaboratori di Don Cesare Lodeserto, per cui tale gesto di generosità non è altro che un riconoscimento al sacrificio di Andrei, Jenia, Ilie, Natalia, Anna, Alek, Vitali ed altri amici moldavi.

 

·       Visita alle strutture della Fondazione a Chisinau dell’Associazione Protezione Civile Seborga Vallebona, nella persona del suo presidente Flavio Gorni, la quale sta organizzando una grossa presenza di volontari per il prossimo mese di settembre.

 

I moldavi detenuti in Italia
rispondono al progetto in loro aiuto

 

Avviato il progetto per l’aiuto ed il sostegno ai detenuti moldavi in Italia, sono giunte due lettere da moldavi, una proveniente dall’istituto di Torino e l’altra dall’istituto di Catanzaro, cercando aiuto e condividendo le loro ansie e preoccupazioni.

Vengono riproposte le loro lettere

 

Dal carcere di Torino

Vi ringrazio per il bene che svolgete nel mio paese, sia per i bambini che per le donne, per la protezione della dignità del prossimo e dei poveri che soffrono, troppo spesso soli ed abbandonati fra persone che non si prendono cura.

Penso da tempo, e mi auguro che Dio lo voglia, che all’uscita dal carcere di tornare nel mio paese e nel tempo aprire un’associazione per dare consulenza giuridica ed aiuto legale nella difesa dei diritti di minori, donne ed anziani. Certo non sarà facile in Moldavia, avendo vissuto per molto tempo sotto il condizionamento del comunismo e solo da quindici anni in cammino verso la democrazia. Ma la persona è dimenticata dalle istituzioni, non conosce i suoi diritti e non li può neanche esercitare, perché ancora influenzata da quella paura e suggestione che viene dal comunismo di una volta.

Io sono un giurista ed ho studiato in Moldavia presso il Collegio di informatica e diritto, ho concluso gli studi nel 2001. Successivamente mi sono iscritto all’Accademia di diritto, sempre in Moldavia, per integrare i miei studi. Nel 2002 ho abbandonato gli studi e sono venuto in Italia per lavorare. Ora sono in carcere, ma non senza speranza.

Da tempo sto lottando che iscrivermi ad un corso di Laurea in giurisprudenza, presso una delle Università italiane, ma fino ad ora ho trovato molti ostacoli nella burocrazia consolare, per il rilascio di una dichiarazione di valore per il titolo di studio conseguito in Moldavia.

Se non avrò questa possibilità, farò rientro in Moldavia per continuare i miei studi e se Dio vuole mettermi al servizio del prossimo.

Chiedo a voi un consiglio sul mio progetto di assistenza legale e vorrei inoltre mantenere un rapporto di corrispondenza, nella speranza di poterci incontrare un giorno ed essere a voi di aiuto. Il Signore Gesù vi assista e vi dia pace!

Nicolae

 

Dal carcere di Catanzaro

Sono Viorel e sono sempre in attesa di essere accolto nella condizione di arresti domiciliari. Ho anche parlato con fra Beppe Prioli, in visita in questo istituto e so che questa lettera giungerà alla Fondazione.

Sono nella condizione di ricevere tutti i benefici e vi prego di potermi accogliere.

Un abbraccio, in nome di nostro Signore.

Viorel

In Moldavia a servizio di poveri e bambini
Una vacanza diversa. Vuoi esserci anche tu?

 

La Fondazione Regina Pacis organizza due periodi di permanenza in Moldavia per svolgere attività di volontariato a beneficio dei bambini di strada e dei poveri che sul territorio ogni giorno vengono presi in cura, operando accanto a coloro che stabilmente sono presenti nei paesi dell’est, sempre all’interno della Fondazione. Il primo periodo va dal 3 al 13 luglio ed il secondo periodo, invece, va dal 18 al 28 agosto.

Si tratta, in ambedue i casi, di periodi non superiori ai dieci giorni, nel corso dei quali i “volontari” vivono accanto a bambini ed anziani, portando innanzi le attività della Fondazione, che sono le seguenti:

·        assistenza ed animazione ai bambini di strada

·        distribuzione pasti ai poveri ed anziani lungo le strade della capitale

·        produzione e distribuzione del pane ed altro

·        presenza nelle varie povertà del territorio

Ogni gruppo deve essere composto da un massimo di otto soggetti, che verranno accolti nelle strutture della Fondazione, pur dovendosi autogestire in tutte le proprie attività, conciliandole ovviamente con i servizi da rendere. Sul posto ci sarà la migliore assistenza.

La partenza verrà preceduta da una breve preparazione e formazione, che può in parte avvenire anche on-line, ricevendo mediante posta elettronica le giuste informazioni per la migliore permanenza in Moldavia e conoscenza delle problematiche sociali.

E’ chiaro che sono importanti le motivazioni interiori che spingono a tale scelta e comprendere, nello stesso tempo, che non si tratta di una “vacanza”, ma di una esperienza di vita, fondamentale per chi vuol fare un salto di qualità nella vita cristiana, che ha come obiettivi, oltre alla crescita personale, anche la conoscenza dei paesi dell’est ed il disagio sociale che condiziona tanto ed invita noi credenti ad assumere nella carità le nostre responsabilità. Non sfugga il fatto che la Fondazione Regina Pacis è presente nei paesi dell’est dal 1999.

Chi fosse interessato e desiderasse ricevere ulteriori informazioni può contattare la Fondazione ai seguenti riferimenti: fax 0832.575026 fondazione@reginapacis.org.

Il cestino dei poveri va riempito

 

DONAZIONI IN DENARO

DaL 01.04.2005

Somma prec.

 

 

8.255,00

Benefattore

Destinazione

Donazione

Fam. Blasi – Lecce

Adozione

50,00

Fam. Martino - Napoli

Adozione

720,00

Fam. Benzi - Mantova

Adozione

75,00

Fam. Gallesi –  Castel Goffredo (Mn)

Casa dei bambini - Chisinau

500,00

Fam. Taurino –  Campi Salentina

Adozione

300,00

Parrocchia San Lazzaro - Lecce

Casa dei bambini - Chisinau

500,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

10.400,00

 

 

 

DONAZIONI VARIE

 

 

Benefattore

Destinazione

Donazione

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Aligros – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Carrefour – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo significativo.

Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

ABI 03002    CAB 16000   CIN  W

Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali, effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986).

 

Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

Settimanale Cattolico

Iscritto al n.517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce