Viene
riproposto, anche a motivo delle numerose richieste di informazione,
l’invito della Fondazione Regina Pacis a partecipare ai due
periodi di permanenza in Moldavia finalizzati allo svolgimento delle
attività di volontariato a beneficio dei bambini di strada e dei poveri
che sul territorio ogni giorno vengono seguiti, operando accanto a coloro
che stabilmente sono presenti. Il
primo periodo va dal 3
al 13 luglio mentre il secondo periodo va dal 18
al 28 agosto. Si
tratta, in ambedue i casi, di periodi non superiori ai dieci giorni, nel
corso dei quali i “volontari” vivranno accanto a bambini e agli
anziani, portando innanzi le attività della Fondazione, che sono le
seguenti: ·
assistenza
ed animazione ai bambini di strada ·
distribuzione
pasti ai poveri ed anziani lungo le strade della capitale ·
produzione
e distribuzione del pane ed altro ·
presenza
nelle varie povertà del territorio Ogni
gruppo dovrà essere composto da un massimo di otto soggetti, tra cui
anche la presenza di un sacerdote e sarà accolto nelle strutture della
Fondazione, pur dovendosi autogestire in tutte le proprie attività,
conciliandole ovviamente con i servizi da rendere. Sul posto sarà
garantita la migliore assistenza. La
partenza sarà preceduta da una breve preparazione e formazione, che potrà
in parte avvenire anche in forma on-line, ricevendo mediante posta
elettronica le giuste informazioni per la migliore permanenza in Moldavia
e conoscenza delle problematiche sociali, oltre a doversi incontrare per
almeno due volte. E’
chiaro che sono importanti le motivazioni interiori che spingeranno a
vivere tale scelte e comprendere, nello stesso tempo, che non
si tratterà di una “vacanza”, ma di una esperienza
di vita, fondamentale per chi vuol fare un salto di qualità
nella vita cristiana, che ha come obiettivi, oltre alla crescita
personale, anche la conoscenza dei paesi dell’est ed il disagio sociale
che condiziona tanto ed invita noi credenti ad assumere nella carità le
nostre responsabilità. Non
sfugga il fatto che la Fondazione Regina Pacis è presente nei paesi
dell’est dal 1999. Chi
fosse interessato e desiderasse ricevere ulteriori informazioni potrà
contattare la Fondazione agli indirizzi riportati (fax 0832.575026 fondazione@reginapacis.org),
oltre ad attingere utili informazioni sul sito web www.reginapacis.org. E’
importante ricordare che alcuni gruppi hanno vissuto o lo fanno
abitualmente esperienze di volontariato in Moldavia, come i Salesiani
della Provincia del Piemonte, gli Scouts di Treviso, i giovani della
Congregazione dei Rogazionisti, i giovani del Gisma. Quando
si accetta di servire i poveri non bisogna avere incertezze, ma credere
che in una scelta di carità, nonostante le difficoltà ed i sacrifici da
affrontare, è racchiuso un grande percorso di crescita personale, sia dal
punto di vista umano, che dal punto di vista cristiana. Nello
stesso tempo, c’è la certezza di un sempre maggiore bisogno di scelte
che ci permettano di crescere, anche dovendo affrontare qualche sacrificio
personale.
E’
bello pensare che il Progetto Marta, che si prende cura dei più bisognosi
per le strade della città di Lecce, non ha mai avuto un solo giorno di
sosta. Tutti i giorni per la
strada con i poveri. Deve
far riflettere questa continuità quotidiana, appassionata, spesso anche
faticosa, ma pur sempre presente per donare un piccolo e semplice gesto di
speranza. Tutto
si può e deve migliorare, perché la carità deve ogni giorno sapersi
mettere in discussione per cogliere le urgenze e le necessità degli
ultimi, ma di fatto il Progetto Marta opera ed è presente. E’
anche importante la collaborazione tra gli operatori della Fondazione
Regina Pacis ed volontari della Caritas Diocesana, che andrebbero
ricordati uno per uno, ed elogiati per la costanza nel servizio. Come
sopra già detto, il “progetto” potrebbe fare un salto di qualità e
soprattutto mettersi in “rete
di collaborazione” con le altre realtà caritative presenti
sul territorio, come la Caritas presso la Stazione Ferroviaria, il
Consultorio “La Famiglia”, il Salva, il Centro ascolto della Caritas
Diocesana e le sue strutture periferiche, Migrantes, al fine di avere una “presenza
itinerante costante sul territorio”, di cui c’è grande
bisogno. La
Fondazione Regina Pacis fa una proposta alla Caritas Diocesana ed agli
organismi che collaborano, che è quello di creare un secondo mezzo del
Progetto Marta che si muova sul territorio,
per svolgere assistenza sanitaria a domicilio, un Centro ascolto
itinerante che entri nelle famiglie, faccia interventi nei luoghi di
povertà e sfruttamento, con la creazione anche di un numero di “Pronto intervento Progetto Marta”
a cui tutti possono rivolgersi per chiedere aiuto e programmare
l’intervento domiciliare. Le
sofferte vicende della Fondazione Regina Pacis, che sono nelle mani di
Dio, giusto giudice, non hanno assolutamente indebolito la carità o messo
in discussione le scelte che ogni giorno vengono fatte per i poveri e per
coloro che sono da molti dimenticati, soprattutto in una condizione di
povertà dilagante, che sta ancor di più indebolendo i deboli.
·
Il
12 aprile scorso l’On.le Rocco
Bottiglione, Ministro per i Beni culturali, ha voluto incontrare nel
pomeriggio personalmente Don Cesare Lodeserto, soffermandosi con lui
in fraterno dialogo, anche a motivo dell’antica amicizia e
collaborazione nella militanza ecclesiale. ·
Dalla
scorso 8 maggio viene divulgata in forma on-line l’edizione della newsletter della Fondazione Regina Pacis in lingua
russa e moldava. E’ un altro passo avanti nel percorso della
informazione, itinerario da sempre ritenuto di grande importanza, anche
per la divulgazioni di argomenti e riflessioni di grande importanza
sociale, in Italia come in tutti gli altri territorio dove opera
attualmente la Fondazione. Chi volesse essere inserito nell’elenco dei
destinatari di questa newsletter in lingua russa e moldava può farne
richiesta, inviando una specifica richiesta al
seguente indirizzo e.mail: newsletter@reginapacis.org. ·
E’
interessante leggere sul sito web della Fondazione Regina Pacis, al noto
indirizzo www.reginapacis.org, il
racconto della stupenda visita in Moldavia di Graziano, accompagnato
da Sr. Cristina Camia, avvenuta nell’aprile scorso. Si tratta di un
meraviglioso ed emozionante itinerario di carità vissuto dagli amici con
i bambini di strada, i quali si preparano ad una nuova esperienza di
missione tra i poveri. ·
Sono
23 le ragazze che stanno
partecipando al Corso di formazione in atto presso il Centro Regina Pacis. Le ragazze, come sempre, sono molto
interessate e coinvolte, oltre a produrre degli elaborati artigianali di
grande interesse, che nella fase successiva verranno esposti all’interno
del mercatino itinerante, che sarà disponibile presso le parrocchie che
ne faranno richiesta. ·
Si
sta predisponendo un “carico
umanitario” per la Moldavia, si tratterà soprattutto di vestiario,
già pronto all’interno della sede di San Foca. Si ringraziano tutti
coloro che hanno partecipato alla composizione degli scatoloni ed in
particolare la Caritas della
Parrocchia di Montemarciano, della Diocesi di Senigallia, con il
meraviglioso Don Giuseppe, da sempre molto vicino alla Fondazione, che nei
giorni scorsi ha anche fatto visita alla struttura di accoglienza di San
Foca. La Fondazione Regina Pacis aderisce al Manifesto del Comitato Nazionale per la
Legge 40 SCIENZA & VITA ALLEATI PER IL FUTURO DELL’UOMO L’alleanza
tra scienza e vita è molto forte nella coscienza di ogni persona. Da
una parte, infatti, la scienza è avvertita come valore decisivo per
migliorare la vita e rafforzarne la qualità, dall’altra la vita delle
persone e della comunità spinge la scienza a non arrendersi, fino a
produrre benefici concreti a vantaggio non solo di pochi privilegiati ma
di tutti. Tuttavia
è essenziale riconoscere la scala della priorità. Solo il primato della vita garantisce il perseguimento dei diritti
dell’uomo e lo sviluppo scientifico ardimentoso e controllato. La
tecnica è divenuta troppo potente per poter essere lasciata in balia di
se stessa, o per essere affidata esclusivamente agli addetti ai lavori. Trasparenza
e giustizia, uguaglianza e corresponsabilità, valori certamente condivisi
dalla maggior parte delle persone, hanno un senso solo se incominciamo a
metterli a servizio dei più deboli e dei meno garantiti: in primo luogo
il concepito che, non avendo voce propria, ha bisogno della solidarietà
sociale. Questo è il primo passo per la difesa in concreto della vita, da
sviluppare in tutti i suoi aspetti e in tutti i soggetti. Con
questo spirito nasce il Comitato
per impedire il peggioramento della Legge 40 sulla fecondazione assistita,
di cui fanno parte personalità del mondo scientifico, culturale,
professionale, politico e associativo. Il Comitato si propone di
promuovere una campagna capillare di sensibilizzazione sui valori in
gioco, per l’adozione del comportamento
più efficace nella prossima convocazione referendaria. Il
Comitato giudica la Legge 40 sulla fecondazione assistita un risultato
importante, che finalmente ha fissato delle regole per i laboratori che
operano nel campo molto delicato della fecondazione umana. Non si tratta
di una legge perfetta, tuttavia essa pone fine al cosiddetto <<far
west procreativo>>, assicurando ad ogni figlio le garanzie di una
vita umana e la protezione di una vera famiglia. Una legge, dunque, che merita di essere
difesa.
Al contrario, il referendum la vuole stravolgere, prima di darle tempo di
essere applicata, sperimentata e verificata nei risultati. Di per sé il
referendum può essere uno strumento di democrazia, ma in questo caso è
profondamente inadeguato, per la tipologia e la complessità della materia
e per la formulazione volutamente equivoca dei quesiti che propone.
Davanti al rischio di una società che sembra non farsi scrupolo
di manipolare l’uomo, il
Comitato indica la scelta del <<doppio no>>: al contenuto
dei quesiti referendari e all’uso distorto del referendum in materia di
fecondazione. Dunque
non andremo a votare, proprio per esprimere con fermezza questo nostro <<doppio
no>>. Ma anche per ribadire alcuni obiettivi strategici:
riaffermare – contro ogni deriva scientista – che gli esseri umani non
sono cavie; dare ai figli genitori veri e conosciuti, garantendo loro la
certezza di specchiarsi nello sguardo di un padre e di una madre; dare
nuovo slancio ad una società che , a partire dal rispetto dei più
deboli, consolidi i valori fondamentali
del nostro vivere civile, quali solidarietà, giustizia,
uguaglianza, libertà e pace. __________________________________________________________________ Aderisci al Comitato
<<SCIENZA&VITA>>.
L’adesione, che si sta sviluppando sempre più a livello nazionale, non
implica alcun impegno legale o finanziario, ma unicamente l’impegno a
farsi promotore nel proprio ambiente di questa <<Alleanza tra
scienza e vita>>. Per
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