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Notiziario n.39 – 1 maggio 2005

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<< E’  n a t o   R a f f a e l e ! >>

 

Con grande gioia la Fondazione Regina Pacis

annuncia la nascita di un bel bambino,

accolto nelle braccia della madre

di origine nigeriana

e di tutta la Comunità Regina Pacis,

la quale continua ad operare

nel silenzio e nel sacrificio,

accanto a donne abbandonate

e sfruttate dagli uomini,

ma pur sempre nel cuore di Dio Padre

e della carità della Chiesa di Lecce.

Questa nuova nascita è il segno della speranza e il segno che bisogna procedere lungo questo cammino di dedizione e servizio,

anche sotto il peso della Croce.

 

 

 

 

Semi di spiritualità

 

“ Il mondo è salvato da Cristo e non dai crocifissori”

       

Si tratta di una stupenda espressione di Papa Benedetto XVI, pronunziata in occasione dell’inizio del suo Pontificato, domenica 24 aprile, a Roma.

E’ forte il richiamo alla centralità del mistero di Cristo nella vita dell’uomo. A dare maggiore efficacia alla missione salvifica del Figlio di Dio è stato proprio l’evento della morte in Croce e della Sua resurrezione e di tutti questi eventi – dice la Parola di Dio – noi credenti siamo testimoni.

Il sacrificio di Cristo è inimitabile, proprio a motivo dell’altissimo valore redentivo.

Sulle orme di Cristo però ci sono stati e ci sono ancora oggi i martiri della Chiesa, i quali nello spargimento del proprio sangue hanno immedesimato la proprio vita a quella di Cristo ed alla Sua spogliazione, che si è fatta obbedienza fino alla morte ed alla morte in Croce.

Oggi si susseguono anche le imitazioni dei “crocifissori” e cioè di coloro, come avvenne al tempo di Gesù, che ritengono un atto di giustizia l’assumere il ruolo di crocifissore, un tempo nei confronti del Messia, oggi nei confronti della Chiesa e di tanti uomini di buona volontà, anche non credenti.

Come ha detto il Papa, la salvezza viene da Cristo e non dai crocifissori, anche se questi ultimi ambiscono di assumere il ruolo di salvatori e credono di rendere “gloria a Dio”, credono di fare giustizia, credono di poter assumere anche una funzione sociale, nella speranza di un consenso che li renda protagonisti della storia.

E’ Cristo la nostra salvezza ed a Lui dobbiamo volgere lo sguardo per dare sempre maggior valore alla nostra vita di credenti.

La nostra società, oggi più che mai, non ha bisogno di crocifissori, ma ha la necessità di “imitatori del Cristo”, ha bisogno di uomini di fede che si pongano in ascolto dell’annuncio di Cristo crocifisso, che dall’alto del Suo patibolo invita tutti al perdono, alla riconciliazione, all’amore che vince le divisioni.

Ai cristiani che vogliono amare e servire i poveri è chiesto di conoscere la Croce, perché dopo l’esperienza della Croce si può entrare in contatto con la sofferenza dell’uomo ed amare dello stesso amore con cui Gesù ha amato il mondo dall’alto della Sua gloria, intrisa del sangue della redenzione.

Una grande donna bergamasca dell’ottocento, Santa Capitanio di Lovere, diceva:”Chi conosce la croce, conosce tutto”. Si, la vicenda umana dei cristiani che si dedicano alla carità ed al servizio dei poveri è scritta sul divino legno della croce, ma con Cristo, che per primo ha intrapreso la strada della umiliazione e della sofferenza.

Cristo ha vinto il mondo. I crocifissori nessuno li ha conosciuti, nessuno ne parla, ma certamente sono anch’essi nel cuore misericordioso del Padre.

 

 

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I cristiani nel mondo

 

Vivono nella carne, ma non secondo la carne.

Trascorrono la loro vita sulla terra,

ma la loro cittadinanza è quella del cielo.

Obbediscono alle leggi stabilite,

ma, con il loro modo di vivere sono superiori alle leggi.

Amano tutti e da tutti sono perseguitati.

Sono sconosciuti eppure condannati.

Sono mandati a morte, ma con questo ricevono vita.

Sono poveri, ma arricchiscono molti.

Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza.

Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria.

Sono colpiti nella fama

e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia.

Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente

e ricambiano con l’onore.

Pur facendo il bene, sono puniti come malfattori,

e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse a loro la vita.

Così anche i cristiani, esposti ai supplizi,

crescono di numero ogni giorno,

Dio li ha messi in un posto così nobile,

che non è lecito abbandonare.

 

 

<< Testo dei padri della Chiesa: dalla “Lettera a Diogneto” >>

 

 

 

                                                                                                          

 

Preghiamo...

 

O Santa Maria Maddalena,

appena hai conosciuto Cristo Gesù,

Sposo delle nostre anime,

subito, senza indugio hai lasciato l’amore della carne

ed hai abbracciato l’amore spirituale,

l’amore perfetto,

verso Dio e verso il prossimo;

così sei diventata la sposa di Cristo,

e ti sei donata a lui totalmente

e gioiosamente.

Ti preghiamo,

intercedi per noi presso Cristo,

affinché ogni uomo e donna vivano nell’amore

e nella contemplazione di Cristo

e nell’amore verso tutti,

sull’esempio di Cristo Gesù,

nostro Signore Sposo.

Amen.

 

Giovanni Piccirilli, monaco benedettino

 

 

La preghiera è stata scritta da un monaco benedettino dell’Abbazia di Noci (Bari) e vuol essere una implorazione alla Maddalena, la donna del Vangelo che ha lasciato la sua vita di dissoluzione e peccato per ricongiungersi al gruppo delle donne che seguivano Gesù nella Sua vita pubblica, fino ai piedi della Croce.

“Donazione” e “gioia”, come recita la preghiera, sono le virtù dell’amore migliore verso Dio e verso gli uomini. Per la Maddalena le stesse virtù hanno rappresentato gli elementi interiori determinanti per la conversione ed il coraggio di lasciare tutto, per seguire Gesù ed essere con lui incondizionatamente.

Per comprendere la preghiera è interessante rileggere i passi dei Vangeli che raccontano gli incontri tra Gesù e la Maddalena.

 

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Che cos’è il Progetto Ali nuove?

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( quinta ed ultima parte )

 

Crediamo che sia utile ed interessante per molti, riproporre i contenuti educativi dell’attività di recupero delle vittime della tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis e che ha come titolo “ Progetto Ali Nuove ”.

La conoscenza del Progetto aiuterà molti ad avere l’esatta conoscenza delle metodologie di intervento a beneficio delle vittime della tratta e di quanto faticoso e difficile lavoro ci sia nell’approccio con le stesse.

Il percorso di recupero si sviluppa in cinque differenti fasi:

            1. Regina Pacis     3. Exodus            5. Convivium

        2. Domus            4. Sallentum

        Nella precedente edizione è stata presentata la quarta fase del Progetto, denominata “Sallentum”, in questa edizione proponiamo la quinta ed ultima fase denominata “Convivium”.

 

 

    (5) Convivium

Per la raccolta, l’archiviazione e la diffusione delle informazioni, per l’attività di ricerca e per la formazione dei formatori.

 

Il lavoro che già oggi si svolge presso il Centro “Regina Pacis”  e quello che si preannuncia con la piena attivazione del programma Ali nuove ichiedono un articolato progetto di raccolta, archiviazione e diffusione delle informazioni.

Diventa importante organizzare un dettagliato data-base che permetta di monitorare i diversi aspetti del fenomeno e i dinamismi che lo trasformano nel tempo. Allo stesso modo sembra utile disporre di un autonomo sito web e di un apposito centro stampa e diffusione.

Parallelamente è utile aprire all’attività di ricerca le strutture citate dal programma, stabilendo intese con l’Università, riprendendo e rinnovando una convenzione già a suo tempo stipulata tra il Consultorio “La Famiglia” e il Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e Didattiche, stabilendo nuove e più ampie collaborazione scientifiche.

Sono molti i gruppi di lavoro che in Italia e nel mondo studiano i problemi della tratta, nessuno tuttavia ha considerato i percorsi della tratta all’interno dei flussi della immigrazione clandestina.

L’approfondimento dei flussi migratorio dà la possibilità di comprendere in qual misura le organizzazioni criminose si inseriscono nei flussi stessi. Sarebbe auspicabile la costituzione di organismi nazionali ed internazionali in grado di coordinare un lavoro investigativo in collaborazione con le magistrature, evitando, al contempo, il dannoso effetto della parcellizzazione delle imprese.

Vanno inoltre analizzati i problemi relativi alla identità personale e al suo destrutturarsi in ragione dell’esperienza traumatica, i problemi connessi all’abbandono, sia pur provvisorio , dei figli, le questioni di tipo sanitario e sociale e diversi problemi di ordine. Insieme a tutto ciò, è urgente approfondire questioni di psicologia sociale.

Al momento, il progetto prevede la costituzione di una serie di servizi (database, archivio, pubblicazioni…) e intese con specifici centri di ricerca. E’ pure allo studio la costituzione di borse di ricerca da destinare a giovani laureati o a dottori di ricerca, mentre intese sono in corso con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Lecce per l’eventuale coinvolgimento di studenti tirocinanti.

Infine è allo studio l’ipotesi di organizzare in forma internazionale una formazione a distanza, regolata da una Facoltà Universitaria e che metta insieme operatori del fenomeno che intendano organizzare attività di recupero delle vittime, formazione degli operatori, accoglienza e quant’altro possa essere necessario per la realizzazione del progetto.

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SI CONLUDE LA PUBBLICAZIONE DEL “PROGETTO ALI NUOVE”, CHE E’ LA BASE FONDAMENTALE DELL’ATTIVITA’ DI RECUPERO DELLE VITTIME DELLA TRATTA PORTATO AVANTI DALLA FONDAZIONE REGINA PACIS. 

“ALI NUOVE” E’ UN PROGETTO EDUCATIVO, TERMINE CHE DICE CON ESTREMA CHIAREZZA CHE I PERCORSI ATTUATI DALLA FONDAZIONE REGINA PACIS SONO IL FRUTTO DI UNA RIFLESSIONE SCIENTIFICA, PEDAGOGICA E FORMATIVA DI ALTISSIMO VALORE.

ALLA STESURA DEL PROGETTO EDUCATIVO ALI NUOVE HANNO LAVORATO DOCENTI UNIVERSITARI E SACERDOTI, UOMINI DI CULTURA E UOMINI DI FEDE.

IL PROGETTO EDUCATIVO ALI NUOVE  E’ STATO RICONOSCIUTO COME UNO DEI MIGLIORI IN ITALIA DA MAGISTRATI E UOMINI DI GOVERNO, OLTRE AD AVERE L’APPROVAZIONE DEL DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA’ E  MINISTERO DELL’INTERNO.

IL PROGETTO EDUCATIVO ALI NUOVE  VIENE OGGI ATTUATO IN ALTRI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA E DELL’EUROPA DELL’EST.

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Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.04.2005                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

 

0

Casa Regina Pacis

3.000,00

Don P.Rugge – Strudà

Casa Regina Pacis

35,00

I.T.C. – Campi Sal.na

Adozione

330,00

G.Astore – Lecce

Adozione

210,00

C.Blasi – Lecce

Adozione

50,00

Fam. Scarpellon – Martellago

Adozione

100,00

Abbazia Benedettina – Noci

Casa bambini – Moldavia

1.000,00

Fam. Del Pia – Treviso

Adozione

90,00

Fam. Salerno – Cosenza

Adozione

150,00

E.P. – Lecce

Casa Regina Pacis

100,00

N.N.

Casa bambini – Moldavia

100,00

N.N.

Casa bambini – Moldavia

250,00

N.N.

Casa bambini – Moldavia

500,00

Don.S.Fioravante – Canosa di Puglia

Casa Regina Pacis

2.000,00

M.Bulgarelli – Mantova

Adozione

300,00

M.Vezzoni – Mantova

Adozione

40,00

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

8.255,00

Dal 01.04.2005                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

N.N. – Lecce

Viveri

Abbazia benedettina di Noci

Suore Discepole del S.Cuore – Lecce

Viveri

Abbazia benedettina di Noci

Interfrutta

Viveri

Casa Regina Pacis

Parr. Mad. del Carmine – Martina Franca

Vestiario

Casa Regina Pacis

 

 

 


S o l i d a r i e t à

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Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

ABI 03002    CAB 16000   CIN  W

Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

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Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

Settimanale Cattolico

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