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<< E’
n a t o R a f f
a e l e !
>> Con
grande gioia la Fondazione Regina Pacis annuncia
la nascita di un bel bambino, accolto
nelle braccia della madre di
origine nigeriana e
di tutta la Comunità Regina Pacis, la
quale continua ad operare nel
silenzio e nel sacrificio, accanto
a donne abbandonate e
sfruttate dagli uomini, ma
pur sempre nel cuore di Dio Padre e
della carità della Chiesa di Lecce. Questa
nuova nascita è il segno della speranza e il segno che bisogna procedere
lungo questo cammino di dedizione e servizio, anche
sotto il peso della Croce.
“
Il mondo è salvato da Cristo e non dai crocifissori”
Si
tratta di una stupenda espressione di Papa Benedetto XVI, pronunziata in
occasione dell’inizio del suo Pontificato, domenica 24 aprile, a Roma. E’
forte il richiamo alla centralità del mistero di Cristo nella vita
dell’uomo. A dare maggiore efficacia alla missione salvifica del Figlio
di Dio è stato proprio l’evento della morte in Croce e della Sua
resurrezione e di tutti questi eventi – dice la Parola di Dio – noi
credenti siamo testimoni. Il
sacrificio di Cristo è inimitabile, proprio a motivo dell’altissimo
valore redentivo. Sulle
orme di Cristo però ci sono stati e ci sono ancora oggi i martiri della
Chiesa, i quali nello spargimento del proprio sangue hanno immedesimato la
proprio vita a quella di Cristo ed alla Sua spogliazione, che si è fatta
obbedienza fino alla morte ed alla morte in Croce. Oggi
si susseguono anche le imitazioni dei “crocifissori” e cioè di
coloro, come avvenne al tempo di Gesù, che ritengono un atto di giustizia
l’assumere il ruolo di crocifissore, un tempo nei confronti del Messia,
oggi nei confronti della Chiesa e di tanti uomini di buona volontà, anche
non credenti. Come
ha detto il Papa, la salvezza viene da Cristo e non dai crocifissori,
anche se questi ultimi ambiscono di assumere il ruolo di salvatori e
credono di rendere “gloria a Dio”, credono di fare giustizia, credono
di poter assumere anche una funzione sociale, nella speranza di un
consenso che li renda protagonisti della storia. E’
Cristo la nostra salvezza ed a Lui dobbiamo volgere lo sguardo per dare
sempre maggior valore alla nostra vita di credenti. La
nostra società, oggi più che mai, non ha bisogno di crocifissori, ma ha
la necessità di “imitatori del
Cristo”, ha bisogno di uomini di fede che si pongano in ascolto
dell’annuncio di Cristo crocifisso, che dall’alto del Suo patibolo
invita tutti al perdono, alla riconciliazione, all’amore che vince le
divisioni. Ai
cristiani che vogliono amare e servire i poveri è chiesto di conoscere la
Croce, perché dopo l’esperienza della Croce si può entrare in contatto
con la sofferenza dell’uomo ed amare dello stesso amore con cui Gesù ha
amato il mondo dall’alto della Sua gloria, intrisa del sangue della
redenzione. Una
grande donna bergamasca dell’ottocento, Santa Capitanio di Lovere,
diceva:”Chi conosce la croce,
conosce tutto”. Si, la vicenda umana dei cristiani che si dedicano
alla carità ed al servizio dei poveri è scritta sul divino legno della
croce, ma con Cristo, che per primo ha intrapreso la strada della
umiliazione e della sofferenza. Cristo
ha vinto il mondo. I crocifissori nessuno li ha conosciuti, nessuno ne
parla, ma certamente sono anch’essi nel cuore misericordioso del Padre. ______________________________________________________________________________________________________________________________ I
cristiani nel mondo Vivono
nella carne, ma non secondo la carne. Trascorrono
la loro vita sulla terra, ma
la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono
alle leggi stabilite, ma,
con il loro modo di vivere sono superiori alle leggi. Amano
tutti e da tutti sono perseguitati. Sono
sconosciuti eppure condannati. Sono
mandati a morte, ma con questo ricevono vita. Sono
poveri, ma arricchiscono molti. Mancano
di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono
disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono
colpiti nella fama e
intanto si rende testimonianza alla loro giustizia. Sono
ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e
ricambiano con l’onore. Pur
facendo il bene, sono puniti come malfattori, e
quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse a loro la vita. Così
anche i cristiani, esposti ai supplizi, crescono
di numero ogni giorno, Dio
li ha messi in un posto così nobile, che
non è lecito abbandonare. << Testo dei padri della Chiesa: dalla
“Lettera a Diogneto” >>
O Santa Maria Maddalena, appena hai conosciuto Cristo Gesù, Sposo delle nostre anime, subito, senza indugio hai lasciato
l’amore della carne ed hai abbracciato l’amore
spirituale, l’amore perfetto, verso Dio e verso il prossimo; così sei diventata la sposa di
Cristo, e ti sei donata a lui totalmente e gioiosamente. Ti preghiamo, intercedi per noi presso Cristo, affinché ogni uomo e donna vivano
nell’amore e nella contemplazione di Cristo e nell’amore verso tutti, sull’esempio di Cristo Gesù, nostro Signore Sposo. Amen. Giovanni
Piccirilli, monaco benedettino La
preghiera è stata scritta da un monaco benedettino dell’Abbazia di
Noci (Bari) e vuol essere una implorazione alla Maddalena, la donna del
Vangelo che ha lasciato la sua vita di dissoluzione e peccato per
ricongiungersi al gruppo delle donne che seguivano Gesù nella Sua vita
pubblica, fino ai piedi della Croce. “Donazione”
e “gioia”, come recita la preghiera, sono le virtù dell’amore
migliore verso Dio e verso gli uomini. Per la Maddalena le stesse virtù
hanno rappresentato gli elementi interiori determinanti per la
conversione ed il coraggio di lasciare tutto, per seguire Gesù ed
essere con lui incondizionatamente. Per
comprendere la preghiera è interessante rileggere i passi dei Vangeli
che raccontano gli incontri tra Gesù e la Maddalena. ______________________________________________ Che
cos’è il Progetto Ali nuove? ______________________________________________ (
quinta ed ultima parte ) Crediamo che sia utile ed interessante per molti, riproporre i
contenuti educativi dell’attività di recupero delle vittime della
tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis e che ha come titolo “ Progetto Ali Nuove ”. La conoscenza del Progetto aiuterà molti ad avere l’esatta
conoscenza delle metodologie di intervento a beneficio delle vittime della
tratta e di quanto faticoso e difficile lavoro ci sia nell’approccio con
le stesse. Il percorso di recupero si sviluppa in cinque differenti fasi:
1. Regina Pacis
3. Exodus
5. Convivium
2. Domus 4.
Sallentum
Nella
precedente edizione è stata presentata la quarta fase del Progetto,
denominata “Sallentum”, in
questa edizione proponiamo la quinta ed ultima fase denominata “Convivium”.
(5) Convivium Per la raccolta, l’archiviazione e la diffusione delle
informazioni, per l’attività di ricerca e per la formazione dei
formatori. Il
lavoro che già oggi si svolge presso il Centro “Regina Pacis”
e quello che si preannuncia con la piena attivazione del programma
Ali nuove ichiedono un articolato progetto di raccolta, archiviazione e
diffusione delle informazioni. Diventa
importante organizzare un dettagliato data-base che permetta di monitorare
i diversi aspetti del fenomeno e i dinamismi che lo trasformano nel tempo.
Allo stesso modo sembra utile disporre di un autonomo sito web e di un
apposito centro stampa e diffusione. Parallelamente
è utile aprire all’attività di ricerca le strutture citate dal
programma, stabilendo intese con l’Università, riprendendo e rinnovando
una convenzione già a suo tempo stipulata tra il Consultorio “La
Famiglia” e il Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Psicologiche e
Didattiche, stabilendo nuove e più ampie collaborazione scientifiche. Sono
molti i gruppi di lavoro che in Italia e nel mondo studiano i problemi
della tratta, nessuno tuttavia ha considerato i percorsi della tratta
all’interno dei flussi della immigrazione clandestina. L’approfondimento
dei flussi migratorio dà la possibilità di comprendere in qual misura le
organizzazioni criminose si inseriscono nei flussi stessi. Sarebbe
auspicabile la costituzione di organismi nazionali ed internazionali in
grado di coordinare un lavoro investigativo in collaborazione con le
magistrature, evitando, al contempo, il dannoso effetto della
parcellizzazione delle imprese. Vanno
inoltre analizzati i problemi relativi alla identità personale e al suo
destrutturarsi in ragione dell’esperienza traumatica, i problemi
connessi all’abbandono, sia pur provvisorio , dei figli, le questioni di
tipo sanitario e sociale e diversi problemi di ordine. Insieme a tutto ciò,
è urgente approfondire questioni di psicologia sociale. Al
momento, il progetto prevede la costituzione di una serie di servizi
(database, archivio, pubblicazioni…) e intese con specifici centri di
ricerca. E’ pure allo studio la costituzione di borse di ricerca da
destinare a giovani laureati o a dottori di ricerca, mentre intese sono in
corso con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di
Lecce per l’eventuale coinvolgimento di studenti tirocinanti. Infine
è allo studio l’ipotesi di organizzare in forma internazionale una
formazione a distanza, regolata da una Facoltà Universitaria e che metta
insieme operatori del fenomeno che intendano organizzare attività di
recupero delle vittime, formazione degli operatori, accoglienza e
quant’altro possa essere necessario per la realizzazione del progetto. ___________________ SI
CONLUDE LA PUBBLICAZIONE DEL “PROGETTO ALI NUOVE”, CHE E’ LA BASE
FONDAMENTALE DELL’ATTIVITA’ DI RECUPERO DELLE VITTIME DELLA TRATTA
PORTATO AVANTI DALLA FONDAZIONE REGINA PACIS.
“ALI
NUOVE” E’ UN PROGETTO
EDUCATIVO,
TERMINE CHE DICE CON ESTREMA CHIAREZZA CHE I PERCORSI ATTUATI DALLA
FONDAZIONE REGINA PACIS SONO IL FRUTTO DI UNA RIFLESSIONE SCIENTIFICA,
PEDAGOGICA E FORMATIVA DI ALTISSIMO VALORE. ALLA
STESURA DEL PROGETTO
EDUCATIVO ALI NUOVE
HANNO LAVORATO DOCENTI UNIVERSITARI E SACERDOTI, UOMINI DI CULTURA E
UOMINI DI FEDE. IL
PROGETTO EDUCATIVO ALI
NUOVE E’
STATO RICONOSCIUTO COME UNO DEI MIGLIORI IN ITALIA DA MAGISTRATI E UOMINI
DI GOVERNO, OLTRE AD AVERE L’APPROVAZIONE DEL DIPARTIMENTO PER LE PARI
OPPORTUNITA’ E MINISTERO
DELL’INTERNO. IL
PROGETTO EDUCATIVO ALI
NUOVE VIENE
OGGI ATTUATO IN ALTRI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA E DELL’EUROPA
DELL’EST. ___________________
Dal
01.04.2005
(Donazioni in denaro)
Dal
01.04.2005
(Donazioni in viveri ed altro)
S o l i d a r i e t à Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità
di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle
proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo.
Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative
intraprese possano avere uno sviluppo significativo.
____________________________________________________________ Allegato
de L’Ora del Salento Settimanale
Cattolico Iscritto
al n.517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce |