Avere
il Vangelo come punto di riferimento per le personali scelte di vita non
sarà mai facile, perché il Vangelo, che è Parola di Dio, impone degli
itinerari non facili, che non conoscono alternativa e sui quali bisogna
far scorrere anche il proprio cammino di fede. La
Parola di Dio invita a perdonare:”Se
dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo
fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti
all’altare e va prima a riconciliarti con il tuo fratello…”. Non
ci sono commenti! Bisogna
solo avere la forza interiore di perdonare e presentarsi all’altare con
la gioia del perdono e della riconciliazione. Com’è difficile perdonare!
Bisogna
farlo. Com’è
difficile accettare che l’altro accusi ingiustamente, sapendo di dire il
falso e fare del male, e offrire il perdono, come contraccambio per ciò
che è si è ricevuto, ingiustamente. Il
perdono è il grande e meraviglioso dono che bisogna porgere a chi accusa
ingiustamente, perché nel gesto del
perdono è racchiusa la serenità della libertà, quella libertà che
gli uomini non danno, ma che Dio offre con amore nel momento in cui il
perdono diventa la chiave che apre le porte della serenità interiore. Il perdono è libertà! Si
attende la libertà, quella degli uomini, e si scopre all’improvviso di essere
già libero, perché il perdono depositato ai piedi dell’altare ha
già reso liberi dentro, dove il Dio vede e conosce tutto, anche ciò che
gli uomini non vogliono conoscere. E’ bello perdonare e comprendere che il
Vangelo, se da una parte è duro e difficile da incarnare nella propria
vita, dall’altra ben si comprende che nel Vangelo c’è anche una
serena e fiduciosa lettura della propria esistenza. Nella
vita di Gesù il perdono è stato sempre occasione per rivelare la forza
redentrice del Messia, facendo emergere insieme la Sua umanità e divinità:
Gesù nel momento in cui perdonava, manifestava il Suo essere figlio di
Dio e nello stesso tempo l’amore per gli uomini, che lo ha condotto fino
all’umiliazione estrema della croce,
dove il perdono ha assunto la funzione salvifica di una testimonianza
universale:“Padre, perdona loro
perché non sanno quello che fanno…”. L’uomo
comune è ben lontano da questi gesti salvifici, che guarda con commozione
e stupore, comprendendo sempre più la missione di Gesù. Ciò non toglie
che il credente è ugualmente chiamato ad imitare il Maestro e saper
vivere il perdono come scelta di vita, partendo appunto dalle
sollecitazioni del Vangelo, che ci fanno comprendere quanto sia importante
perdonare. Rileggendo
la citata pagina del Vangelo, il perdono è indicato come un presupposto fondamentale, infatti, il versetto recita “…va
prima a riconciliarti con il tuo fratello…”. L’uso
del “prima” elimina ogni
dubbio e fa comprendere che il perdono è una scelta indispensabile ed è
il presupposto per tutto ciò
che ci sarà dopo, anche nel cammino di fede. Non
esiste alternativa al perdono e non perdonare vuol dire rimanere ai piedi
dell’altare, vuol dire non essere in comunione con i fratelli e con Dio,
vuol dire impoverire la propria fede ed inaridire nel proprio cuore. Il
perdono è l’unica scelta possibile, che permette di partecipare
pienamente alla vita della Chiesa e dei fratelli, permette di accostarsi
all’altare e ricevere il dono dell’Eucaristia, avendo accanto la
persona alla quale si è fatto dono del perdono. Dio
vince tutto, vince le fatiche dell’uomo, le cattiverie, le falsità, le
incomprensioni, le divisioni, le miserie e riporta gli uomini, prima “lacerati da divisioni e discordie”, intorno all’altare, per
celebrare la perenne comunione con lui. Grazie,
Signore, perchè ci fai comprendere quanto sia importante perdonare, e con
gioia vivere la comunione nella Chiesa intorno al tuo altare, dove per noi
tutti Tu sei: l’Amore
che riconcilia, il
Pane del perdono, la
Parola che fa comprendere l’ importanza perdonare, la
Virtù che rende meravigliosi i gesti del perdono, la
Libertà che scaturisce dal perdono. Grazie,
Signore, hai compiuto in me il miracolo del perdono! E’
bello, finalmente sono libero! Due religiose rumene che operano a
Gjader (Albania) hanno scritto a Don Cesare Caro Don
Cesare, siamo due
suore rumene della Congregazione “Maestre Pie Venerini”, che da quasi
due anni operiamo in missione in Albania e abbiamo sentito parlare del tuo
caso dal giornale “L’Ora del Salento, che ci ha procurato il nostro
parroco. Abbiamo letto
la tua lettera ed abbiamo saputo anche che ti sei occupato delle ragazze
rumene e dei ragazzi di strada e questo ci fa piacere, perché questi sono
i problemi più urgenti della Romania, per cui trovare persone come te
capaci di sacrificare la loro libertà per questa causa non è facile. Apprezziamo
il tuo coraggio e la tua forza, che scaturisce dalla preghiera profonda e
dal rapporto intimo con Dio, che in te traspare fin dal primo contatto
che, in questo caso, è stato solo una lettera. “Non
sono pentito di aver fatto del bene”
dici tu, e quanto sarebbe bello che tante persone consacrate potessero
dire questo nei momenti di difficoltà, come lo fai tu. Seguire
Cristo significa andare contro corrente, lottare per il bene, lavorare per
gli ultimi, per i piccoli, anche
a costo di dare la vita per loro e sentendo il tuo caso, ci rallegriamo
non perché tu stia soffrendo, ma perché questa parola è ancora viva, il
che è segno che Cristo regna nel mondo. Come Cristo,
sentiamo che anche tu sei contento di spendere la vita per gli altri e,
come Lui, trovi la forza di dire:”Bisogna
che io beva che il calice di dolore che il Padre mi ha preparato” (Gv
18,11). Quel “bisogna” ti fa
essere corredentore con Cristo ed è questo che ti deve dare coraggio per
andare avanti e non arrenderti. In questa tua
sofferenza vogliamo esserti vicine anche noi, per adesso solo con la
preghiera, ma ci piacerebbe sapere di più sul tuo lavoro, anche per
quanto riguarda la Romania. Chi sa che Dio non abbia preparato
un’apertura anche in questo campo delle nostre opere in Romania? Attualmente là
abbiamo tre comunità con dieci suore, che lavorano nelle scuole materne,
nel catechismo, nell’oratorio in collaborazione con i salesiani ed
altro. Ma siamo
pronte a seguire i “segni dei
tempi”, come diceva la nostra fondatrice Rosa
Venerini, quando nel 1685 ha aperto la prima scuola pubblica gratuita
per le fanciulle cui insegnava, attraverso i manuali lavori, a leggere e
scrivere, soprattutto la dottrina cristiana. Quello che
secondo noi la fondatrice ha in comune con il suo tipo di apostolato è in
un sogno che lei ha fatto e nel quale erano rappresentate delle fanciulle
che ballavano sull’orlo di un burrone rischiando di caderci. E’ questo forse un richiamo a dedicarci alle ragazze che rischiano
la loro dignità nel traffico della prostituzione? La nostra
Congregazione si sta interrogando. Ci far
piacere averla conosciuta ed aver ricevuto da lei questa testimonianza di
audacia e di “alter Christi”,
di cui tutti i sacerdoti dovrebbero essere l’immagine e ci piacerebbe
sentire il suo parere in proposito. Affidiamo al
Signore la sua opera e le sue sofferenze, essendo sicure che anche lei “vincerà
il mondo” insieme a Cristo e con Cristo. Sr.
Liliana e sr. Simona
·
Italia
- Torino.
Il Gruppo Missionario Oratorio Belvedere di
Torino continua ad essere presente in Moldavia, sia a beneficio
della Casa della Provvidenza, sede di sr.Michelina, sia a beneficio della
Casa di accoglienza per i bambini sulla strada della Fondazione Regina
Pacis, dove si trovano le Suore Salesiane dei Sacri Cuori. I giovani del
Gruppo Missionario nei giorni scorsi hanno inviato pacchi con viveri e
vestiario alle due strutture. Meritano un grande grazie, nella speranza di
vederli presto di nuovo in Moldavia. Visitate il loro sito: www.oratoriobelvedere.it. ·
Moldavia
- Comrat.
Il Consiglio
d’Europa ha organizzato il prossimo 15 giugno, in
collaborazione con l’Associazione
Comrat Contact, un Convegno sul traffico degli esseri umani. Il
Convegno sarà nella cittadina di Comrat, nella regione della Gagausia, a
sud della Moldavia. La Fondazione Regina Pacis è stata invitata a fare un
intervento in materia di sfruttamento della donna per scopi sessuali,
unitamente ai più grossi organismi internazionali che operano in
Moldavia, come OSCE ed UNICEF. La relazione sarà tenuto dal responsabile
della Fondazione in Moldavia, che è il dr.Ilie
Zabica. ·
Italia
- Messina.
Sempre più impegnate le Suore
del Divin Zelo per il campo di lavoro che si terrà in Moldavia
il prossimo luglio, denominato “Moldavia
1”. Il prossimo 18-19 giugno ci sarà l’ulteriore incontro
di formazione. Sul sito della Scuola di Messina è documentato tutto ciò
che riguarda il campo di lavoro: www.scuolaspiritosanto.it,
sotto la voce progetti-solidarietà. ·
Italia
- Matera.
Encomiabile la tenacia di Nicola Di Biase, che coordina l’organismo
Euroest Basilicata, in collaborazione con la Fondazione Regina pacis. A
parte i malanni fisici, si possono ormai iniziare ad intravedere i frutti
del suo lavoro e della volontà di accelerare in Moldavia i processi di
sviluppo locale.
Abbiamo
spesso parlato sulla newsletter del progetto dell’acquisto di
un’abitazione per Valerio e i suoi due bambini a Chisinau, in
Moldavia. E’
stato uno degli obiettivi più importanti tra l’anno 2004 e 2005. Obiettivo
raggiunto! A
conoscere per primi la drammatica situazione di Valerio sono state le
Suore Salesiane dei Sacri Cuori, che operano a Chisinau. Valerio già
frequentava le mensa stradale della Fondazione Regina Pacis, in via Avram
Iancu a Chisinau, recandosi ogni giorno per prendere il pasto caldo,
insieme ai suoi due piccoli. Le
Suore Salesiane avevano notato il piccolo nucleo familiare, preoccupandosi
di loro ed interessandosi in modi diversi dei piccoli, fino a scoprire che
Valerio “abitava”, se è giusto usare questo termine, a pochi passi
dalla stessa abitazione delle Suore. Un
giorno le Suore hanno deciso di visitare la casa di Valerio ed hanno
scoperto una “grotta” scavata nella roccia friabile, in una condizione
malsana e tremenda. Le
Suore hanno continuato a visitare la “grotta”, ed anche don Cesare e
gli altri sono andati a vedere la tragedia umana in cui erano collocati il
padre e i due bambini, ormai da tempo abbandonati dalla moglie. Si
è deciso insieme di acquistare una piccola abitazione, come in passato
era stato già fatto per un altro nucleo familiare, una madre malata di
timore con la sua figliola. La
solidarietà e l’amore per i poveri hanno fatto il resto, oltre alla
impareggiabile tenacia di Ilie Zabica che ha trovato la casa da
acquistare, con fatica e pazienza. E’
doveroso dire grazie agli amici del Liceo dei Salesiani di Torino, diretti
dal meraviglioso don Enrico, ed a tutti coloro che hanno partecipato con
offerte all’acquisto della casa. E’
stata spesa la somma di 8.250 €, oltre a 140
€ di tasse. Chi
si trovasse a passare da Chisinau, vada a trovare la famiglia di Valerio
nella sua “vera casa”, quale migliore occasione per toccare con mano i
miracoli della carità… La Parrocchia di Selvana (Treviso) prosegue nel sostegno alla casa dei bambini disabili di Chisinau Bisognerebbe
abbracciare Albino dal Poz ed i suoi amici,
uno per uno, per la costanza e la tenacia che hanno fino ad ora avuto nel
mantenere gli impegni assunti dopo la visita in Moldavia e gli incontri
con Don Cesare a silvana. E’
doveroso, senza nulla togliere al nuovo parroco di Selvana, dire un grazie
al buon don Artemio, ormai parroco di
Quinto, sempre in provincia di Treviso. La
Casa per i bambini disabili in Chisinau, verso la quale gli amici di
Selvana hanno indirizzato i loro interventi economici, è oggi nelle
condizioni di potersi meglio gestire e continuare soprattutto i lavori,
sempre a rilento a motivo della carenza di fondi. Nell’anno
2004 i lavori erano stati sostenuti dalla Fondazione Regina Pacis.
Nell’anno 2005 gli amici di Selvana, accolto l’invito di don Cesare,
ma già conoscevano la struttura, hanno avviato la contribuzione. La
parrocchia Cristo Re di Selvana ormai da tempo porta innanzi progetti a
sostegno dei moldavi e della Moldavia. Dobbiamo ricordare il viaggio
di Don Artemio Favaro ed altri amici nel marzo del 2004; la presenza
in Moldavia di un gruppo scout e laici adulti nell’estate del
2004; l’iniziativa del 19 novembre 2004 “Moldavia:
una nazione, una speranza” presso l’Oratorio di Silvana;
l’iniziativa degli scout “Grazie alla webcam
la Moldavia è più vicina”; successivamente l’incontro
con i moldavi il 9 gennaio scorso, per un cammino di costante
sensibilizzazione sulla Moldavia e vicinanza ai moldavi presenti sul
territorio, anche in condizione non regolare. Tutto
questo non è poco, visto anche l’attuale iniziative di contribuzione
per i bambini disabili. E’ un cammino di autentica carità, che
certamente porterà a delle scelte future, sempre più attente alle povertà
della Moldavia, ma soprattutto accanto a Don Cesare, che ci auguriamo
possa riprendere nei prossimi giorni la sua attività con gli amici di
Silvana e soprattutto il “gran” don Artemio, che lui non ha
dimenticato.
|
S
o l i d a r i e t à
Aiutaci
anche Tu a dare dignità alle persone
La Fondazione svolge la sua attività grazie alla
disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo,
delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo.
Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese
possano avere uno sviluppo significativo.
|
Per
sostenerci |
|
|
Conto
corrente bancario Intestato a Fondazione Regina Pacis ABI 03002
CAB 16000 CIN W Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1 |
|
|
Conto
corrente postale Intestato
a Fondazione Regina Pacis - Lecce Conto
n. 12525754 |
|
|
Le
erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali, effettuate
a favore della Fondazione Regina Pacis da
parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta sul
reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art.13bis,
lett. i bis) del DPR n. 917/1986). Le
erogazioni liberali effettuate da
soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili
per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito
d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986). La
detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito
tramite banca o ufficio postale. |
Grazie per
il sostegno
____________________________________________________________
Allegato
de L’Ora del Salento
Settimanale
Cattolico
Iscritto al n.517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce