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Notiziario n.49 – 24 luglio 2005

 

 

 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri
ha inserito la Fondazione Regina Pacis
fra gli organismi per la lotta alle discriminazioni

 

La Commissione, appositamente costituita presso l’UNAR, per l’esame delle istanze di cui all’art.6 del D.Lgs 215/2003, ha espresso parere favorevole all’iscrizione della Fondazione Regina Pacis nel “Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni”.

L’inserimento nell’elenco, costituito anche presso i competenti Uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, consentirà anche alla Fondazione Regina Pacis di agire in giudizio in nome, per conto o a sostegno del soggetto passivo della discriminazione.

Il riconoscimento reso alla Fondazione Regina Pacis da parte della Presidenza del Consiglio, ancora una volta mette in luce le motivazioni e gli obiettivi dell’impegno fino ad ora attuato.

Ci sarebbero tanti motivi che rallentare il passo e ritirare “i remi in barca”, ma non è possibile e non  sarebbe giusto, soprattutto per rispetto sia verso coloro che sono stati beneficati dall’impegno della Fon dazione, sia per rispetto verso coloro che fino ad oggi, con dedizione e spirito di sacrificio, hanno reso possibile il bene.

La Fondazione Regina Pacis, pur dovendo convivere con la “zizzania” deve ancora scrivere pagine meravigliose di carità.

 

 

Il TAR dà ragione alla Fondazione Regina Pacis e consegna il permesso di soggiorno a due donne nigeriane, destinatarie di espulsione con i loro piccoli bambini

Ma di questo nessuna parla!

 

E’ stato il TAR di Lecce e restituire la giusta dignità a due giovani donne nigeriane, le quali, unitamente ai loro piccoli bambini, erano destinataria da parte della Questura di Lecce di un “diniego” del permesso di soggiorno.

La Fondazione Regina Pacis, in applicazione dell’art.18 D.L.vo 286/98, aveva chiesto la concessione del permesso di soggiorno per “motivi umanitari”. Nel frattempo le due donne avevano messo al mondo due bambini meravigliosi.

Dopo una lunga attesa, la Questura di Lecce ha ritenuto opportuno rigettare la domanda ed invitare le due donne, con i loro piccoli, a lasciare il territorio italiano e fare rientro in Nigeria nel più breve tempo possibile.

La Fondazione Regina Pacis si è appellata, come previsto dalla legislazione, al TAR, attraverso la meritorio opera dell’Avv.Maria Rosaria Faggiano, la quale, forte della sua straordinaria esperienza in materia di immigrazioni, ha impostate le requisitoria in modo tale da convincere e dimostrare la necessaria e giusta concessione del permesso di soggiorno.

L’Avvocatessa Faggiano è già nota in Italia per i suoi ricorsi al TAR e soprattutto per la conoscenza della materia. Nello stesso tempo va riconosciuta anche al TAR una particolare sensibilità in tale materia: nell’anno 2004 il TAR ha accolto tutti i ricorsi presentati in materia di espulsione.

La Fondazione Regina Pacis ha accolto con grande entusiasmo la notizia e soprattutto le due ragazze, in ansia per il loro futuro e quello dei loro piccoli.

La notizia è stata condivisa anche con Don Cesare Lodeserto, il quale aveva accolto le due ragazze nel Regina Pacis, provenienti dal nord d’Italia e per loro si era sempre battuto, fino al ricorso al TAR.

 Nonostante il silenzio di don Cesare di questi giorni, avuta la notizia nelle prime ore dello scorso 22 luglio del successo presso il TAR di Lecce, ha così commentato:”Sono state salvate due ragazze e due bambini, attraverso il giudizio del TAR. Mi basta! Per cui sono disponibile ad offrire anche il sacrificio della mia condanna”.

E’ proprio vero che Dio ascolta la preghiera dei poveri!

La scorsa settimana il Giudice di pace di Lecce aveva già accettato il ricorso della Fondazione per un cittadino albanese espulso, ma con una bambina in Italia. Un’altra vittoria!.

Tutto questo non fa cronaca al cospetto degli uomini, ma ha valore al cospetto di Dio.

 

 

A Chisinau un laboratorio informatico

per i bambini di strada

 

Non accade tutti i giorni che si veda un “bambino di strada” rincorrere con stupore e passione le immagini di un personal computer e poter toccare con mano i mostri della telematica, fino ad ora osservati da lontano con il naso schiacciato sulle vetrate delle banche di Chisinau e sempre con la paura di essere bastonati dalla vigilante.

Presso la casa famiglia per bambini di strada di Chisinau in Moldavia, opera della Fondazione Regina Pacis, a giorni verrà completata l’installazione di un laboratorio informatico e di una biblioteca, dove i bambini ospiti della struttura potranno iniziare un semplice ed elementare corso di formazione.

Bisogna prima di tutto dire grazie all’amico Mario di Verona ed all’Associazione Santa Chiara, la quale ancora una volta ha messo a disposizione il denaro utile per la realizzazione dell’ambiente e l’acquisto dei materiali necessari.

Fino ad ora ai bambini sono state offerte interessanti opportunità di formazione, soprattutto per lo sviluppo e la crescita della manualità personale, come la lavorazione della carta e del legno.

Il passaggio all’informatica elementare ed all’acquisizione delle più elementari nozioni per l’uso di un personal computer potrà anche apparire un salto nel vuoto o un’impresa inutile, ma di fatto rappresenta una scelta fatta dagli stessi bambini, i quali hanno espresso di avere in un ambiente della “loro” casa famiglia in un angolo in cui continuare, soprattutto nelle ore serali un cammino formativo.

Le scelte che la Fondazione Regina Pacis opera per i bambini di strada fanno parte di percorsi educativi mirati e soprattutto “innovativi”, perché si vuol mettere in campo una metodologia di intervento rinnovata dalle diverse esperienze che la stessa Fondazione sta sperimentando.

La casa-famiglia Regina Pacis, con sede a Chisinau in Str. Avram Iancu, potrà essere nel tempo un vero laboratorio per la sperimentazione dei migliori interventi educativi in favore dei bambini provenienti dal disagio sociale.

La sala dei computer è un altro passo di un lungo cammino!

 

 

 

Gli amici di www.moldweb.it

in visita alle strutture della Fondazione in Moldavia

 

Nei giorni scorsi Domenico Amato ha voluto rivivere una giornata tra le povertà di Chisinau e scoprire l’impegno generoso dei giovani moldavi del Regina Pacis

 

Circa otto anni fa, durante i primi sbarchi di albanesi sulle coste pugliesi ebbi modo di visitare il centro di prima accoglienza di San Foca, ad Otranto, provincia di Lecce. Il Regina Pacis. Da qualche parte forse ho ancora qualche fotografia di quel centro voluto e gestito dalla curia leccese per sopperire all'inefficienza di uno Stato incapace di portare aiuto a quella marea di donne, bambini e uomini che quotidianamente giungevano a terra bagnati fradici, senza un presente, in cerca di un futuro. Qualcosa cambiò anche in me...

Direttore di quel centro era un certo don Cesare Lodeserto, un prete! Un nome che fino ad allora credo non dicesse niente a nessuno. Un nome che nel tempo ha fatto discutere, nel bene e nel male. Un nome che non ho mai dimenticato e che dopo anni ritrovo nel cammino della mia vita.

La Fondazione Regina Pacis è cresciuta e da qualche anno si è trasferita anche in Moldova. Da un centro di accoglienza per le ragazze vittime della tratta, ad un primo centro per bambini di strada, o come direbbe don Cesare, bambini in strada, a Chisinau, ad un secondo centro per bambini a Tiraspol passando per l'assistenza e la distribuzione dei pasti agli anziani e ai meno fortunati per i quali ogni giorno quel piatto caldo significa poter sopravvivere.

Nel mio ultimo viaggio ho voluto rendermi conto di persona cosa fosse il Regina Pacis in Moldova. Avevo già incontrato don Cesare durante il meeting di Moldweb.it a Chisinau e con lui anche Ilie Zabica, il responsabile locale della Fondazione. Sapevo che non avrei avuto modo di vedere don Cesare durante la mia visita al centro, ma Ilie, da buon direttore, non ci ha fatto certo sentire la sua mancanza.

Fissato l'appuntamento ci siamo presentati nel suo ufficio. Vittoria, la nostra "guida", e Nicola (entrambi conosciuti attraverso il forum) assieme a mia moglie ed io. Ilie si è reso immediatamente disponibile raccontandoci quello che è l'operato della Fondazione in Moldova e rispondendo senza alcuna esitazione ad ogni nostra domanda.

Giunta l'ora del pranzo Ilie ci propone di fare un giro nei punti di distribuzione dei pasti. Molto volentieri! Partiamo verso il primo centro, quello che nella notte ospita i ragazzi e le ragazze che non hanno un letto. Visitiamo velocemente la struttura. Camere da quattro posti, due letti a castello. Pulite, ordinate e ben sistemate. Bagni e cucina idem. Intanto nel piazzale esterno inizia la distribuzione. Gente dignitosa i coda silenziosamente per potersi portar via in un semplice contenitore un piatto di minestra calda, un secondo e una pagnotta cotta nel forno della fondazione. Mi sento a disagio nel non aver contribuito alla preparazione di quel pasto...

Proseguiamo. Secondo punto di distribuzione... ricavato in una stanza buia di una associazione per invalidi. Anche qui decine di persone attendono in un dignitoso silenzio. Vedono Ilie e lo salutano con gioia, lui ricambia, si ferma qualche istante a chiacchierare con gli anziani. Entriamo e alla vista della mia fotocamera qualcuno accenna un sorriso. Mia moglie mi traduce le parole di una vecchietta:"Grazie, grazie per tutto ciò che fate per noi!". Il mio disagio aumenta...

Ultima tappa. Il centro diurno dove le suore si occupano dei ragazzi e delle ragazze ospiti della Fondazione. Una bella villetta poco fuori città (siamo sempre a Chisinau). Anche qui ordine e pulizia ovunque. Ci mostrano alcuni dei lavori fatti durante la giornata. Ad ognuno il suo... le ragazze bigliettini d'auguri, i ragazzi la lavorazione del legno. Vere opere d'arte!

Qui termina la nostra visita.

Con questo mio racconto ho voluto dare, nel mio piccolo, un insignificante contributo a questa immensa opera di carità. Ho vissuto un giorno speciale che, come quello di otto anni fa, difficilmente dimenticherò!

  Il cestino dei poveri va riempito

 

DONAZIONI IN DENARO

Dal 01.04.2005

Somma prec.

 

 

13.890,00

Benefattore

Destinazione

Donazione

Fam. Blasi – Lecce

Adozione

50,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

10,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

10,00

Sac. Pietro Mazzotta – S.Pietro L.

Casa Regina Pacis

10,40

Fam. Mazzotta - Cavallino

Adozione

150,00

Fam. Battilana – Città di S.Angelo

Adozione

60,00

Fam. Tommasi – Calimera

Adozione

50,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

10,00

Fam. Palladino – Lecce

Adozione

20,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

50,00

Fam. Scarpellon – Mantova

Adozione

100,00

Fam. Vezzosi – Mantova

Adozione

40,00

Sign. Giovanna Astore – Lecce

Adozione

360,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

14.600,40

 

 

 

DONAZIONI VARIE

 

 

Benefattore

Destinazione

Donazione

Caritas Arcidiocesi di Lecce

Casa Regina Pacis

Mater. bambini

Dr. Romeo Metrangolo - Trepuzzi

Casa Regina Pacis

Mater. dentistico

Gruppo Missionario Orat. Belvedere

Casa Provvidenza - Chisinau

Viveri e vestiario

Gruppo Missionario Orat. Belvedere

Casa famiglia - Chisinau

Viveri e vestiario

Maria Rosaria Serinelli - Squinzano

Casa Regina Pacis

Mater. bambini

ASL – Lecce

Interv. umanitario in Moldavia

Coperte

Amici di Asti

Interv. umanitario in Moldavia

Materiale vario

Nigito Gaetano – Novara

Produzione pane – Chisinau

Farina

Ass.ne E. Rossetto – Cava de’ Tirreni

Casa Regina Pacis

Tornio per legno

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Fam. Paolo De Palma – Bari

Centro Regina Pacis – Lecce

Vestiario

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

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Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

ABI 03002    CAB 16000   CIN  W

Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

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Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

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