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Notiziario n. 50 – 31 luglio 2005

 

“Silenzio e carità”

 

E’ una espressione lapidaria, la quale manifesta l’atteggiamento della Fondazione Regina Pacis nella sua attuale situazione.

Il “silenzio” per non essere coinvolti in strumentalizzazioni e vivere nel rispetto le determinazioni, in attesa del futuro.

La “carità” per andare avanti e non far pagare ai tanti uomini e donne, serviti dalla Fondazione Regina Pacis, il prezzo del chiasso e del “dire pur di dire”.

Ci sono dei momenti in cui il silenzio è una scelta di fondamentale importanza, non solo per il doveroso rispetto verso tutti, ma anche per non celebrare, come spesso accade, ulteriori processi fuori dalle competenti e giuste sedi.

Il rispetto del silenzio serve per non far dire ciò che non è stato mai detto e non si vuol dire, come è accaduto nei giorni scorsi.

La Fondazione Regina Pacis è ben lontana dalle logiche delle strumentalizzazioni e continua doverosamente i suoi percorsi di carità e dedizione agli ultimi, con lo spirito di sempre e nella piena consapevolezza di adempiere un servizio che prima di tutto è dono di Dio e poi anche un ruolo di solidarietà nei territori dove è inserita.

La Fondazione cammina e cresce nella carità, dal Progetto Marta all’accoglienza della vittime della tratta, oltre a nuovi servizi che sono stati attivati non solo sul territorio della Provincia di Lecce, ma anche in altre realtà italiane.

Le sentenze vanno rispettate, in attesa delle fasi successive, ma la carità deve procedere nel silenzio e con la passione di sempre, perché, come ci insegna la parola di Dio, “i poveri saranno sempre con noi”.

Le sentenze, come i riconoscimenti, che non mancano, ed ambedue sono una grande scuola di vita ed un’occasione per crescere nell’umiltà e nella dedizione agli ultimi.

Grazie!

 

 

Il cappello di Arteom

 

Anche a Chisinau, in Moldavia, c’è un gran caldo! I bambini di strada, assistiti dalla Fondazione Regina Pacis e dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, sono tutti nella struttura di formazione e cercano angoli di ristoro, proprio loro, che sono più disponibili a sopportare le rigide temperature imposte dall’inverno dell’est.

Nella struttura entra don Cesare, con il suo abito nero da prete, per di più con la giacca nera.

Nel gruppo dei ragazzi che si rincorre nella struttura c’è Arteom, figlio di Valerio, al quale da poco tempo è stato fatto dono di una piccola abitazione, per poter abitare insieme ad un altro figlio.

Arteom si stacca dal gruppo e va incontro a don Cesare e, come sempre, gli stringe la mano, lo accarezza, cerca il suo affetto, che don Cesare non manca di donare con gesti di attenzione.

Arteom, all’improvviso, si toglie il cappello dalla testa e lo offre a don Cesare, perché possa ripararsi dal sole.

Don Cesare raccoglie il cappello di Arteom, che non è altro che un cencio di stoffa lacera, consumata e sporca… ma è il cappello di Arteom, che il piccolo povero ha tolto dalla testa per donarlo all’amico del cuore, al padre che lo ha raccolto dalla strada e gli ha fatto avere una casa, al prete che vive per loro e con loro.

Don Cesare, senza perdere un istante mette sul capo il cappello di Arteom ed i due si guardano, con stupore e commozione.

Arteom si stupisce del fatto che don Cesare possa mettere sulla testa un cappello così sporco e lacero. Don Cesare, invece, è contento di poter possedere un “trofeo” della carità così ricco di messaggi.

Momenti meravigliosi di una carità senza limiti, senza barriere, senza timori, una sola certezza: in quel cappello è racchiusa la forza di amare.

Ambedue sono contenti e si abbracciano per “celebrare” la forza dei gesti e dei sentimenti, oltre al coraggio di essere interiormente liberi.

Don Cesare saluta Arteom e prende la strada dell’aeroporto, deve fare rientro in Italia, ma stringe fra le mani il cappello del piccolo povero.

Il volto del prete è segnata dalla gioia di quel gesto, che ha scavato ancor di più nel suo cuore il solco del sacrificio per gli altri, del morire a tutti i costi.

Una volta sull’aereo il cappello di Arteom è servito per asciugare le lacrime di don Cesare, lacrime che ormai da troppo tempo stanno segnando il suo volto ed il suo cuore.

Don Cesare stringe il cappello e piange, nessuno conosce i sentimenti che lo stanno avvolgendo. SI possono comprendere.

All’improvviso, continuando a piangere, don Cesare mette in testa il cappello di Arteom, qualcuno ride. Chi conosce don Cesare ha ben compreso il significato di quel gesto e quanto coraggio quest’uomo ha di andare avanti nonostante tutto e sempre per amore ai poveri ed ai piccoli come Arteom, che con il suo cappello ha arricchito la vita di questo prete…

 

 

A Lecce la nazionale di calcio moldava

Il 12 ottobre la partita contro la rappresentanza italiana

 

L’otto settembre 2004 la nazionale italiana giocò nello stadio di Chisinau la partita contro la Moldavia, per la qualificazione ai prossimi campionati europei.

L’Italia superò la Moldavia per una rete a zero.

Ma i giornali, nel riportare la cronaca della partita, che non fu esaltante, nonostante la rete messa a segno da Del Piero, fecero notare che la vera vittoria fu quella della solidarietà. Infatti nel corso della sua permanenza in Moldavia, la FIGC organizzò un incontro con la Fondazione Regina Pacis e la visita di alcuni calciatori della nazionale alla struttura che opera a servizio dei bambini di strada.

La FIGC nell’occasione attuò anche l’iniziativa di adottare alcuni bambini, attraverso una somma messa a disposizione, anche la collaborazione della Santa Sede.

La partita di ritorno, come stabilito nei giorni scorsi dalla FIGC, verrà effettuata a Lecce il prossimo 12 ottobre, nello stadio di via del mare.

A Lecce ha sede anche la Fondazione Regina Pacis, che l’unico organismo non governativo italiano operante in Moldavia, come a tutti e noto, per cui in occasione della competizione calcistica, che ospiterà non pochi moldavi, verranno certamente continuate le iniziative, già avviate, per i bambini di strada.

E’ importante che oltre la competizione calcistica, che ha una sua rilevanza, il calcio sappia essere occasione di solidarietà, di amicizia, di conoscenza dell’altro. Se poi l’altro è un povero, allora il calcio diventa gesto di solidarietà che abbatte le differenze e sul campo non solo offre l’agonismo sportivo, ma anche il valore della comunione fra i popoli.

La partito di calcio tra Italia e Moldavia dovrà essere anche occasione di crescita nella solidarietà, non a caso la partita si svolgerà a Lecce, terrà che attraverso l’impegno della Fondazione Regina Pacis  e l’accoglienza di molte vittime della tratta provenienti da quella terra, ha permesso a molti di apprezzare e conoscere la Moldavia.

 

 

Notizie in breve

 

 

·        Dal 3 agosto i giovani salesiani del Piemonte a Chisinau per il campo di lavoro accanto ai bambini di strada della Fondazione Regina Pacis. E’ don Alberto a guidare il gruppo di giovani volontari che nel corso dell’anno si sono preparati per la partenza in Moldavia e finalmente possono vivere la loro esperienza. Ad attenderli i bambini di strada, che fino a pochi giorni fa sono stati aiutati dai volontari rogazionisti. Il campo di lavoro, che si svolgerà tutto nella capitale moldava, avrà termine il 21 agosto prossimo.

 

·        Arriva sr. Cristina a San Foca. Già tutti la immaginano con lo zaino sulle spalle che arriva presso il Centro, come ogni anno, per dedicarsi alle ragazze ed i bambini accolti nella struttura. Insieme a lei altri amici della Fondazione, tutti provenienti dalla famiglia salesiane piemontese, sosteranno alcuni giorni di agosto nel Centro Regina Pacis per avviare i loro progetti di formazione ed educazione, i quali quest’anno avranno come tema anche quello del teatro. I bambini sono già in coda per andare al mare con sr. Cristina!

 

·        Nel mese di settembre sono previste due pubblicazioni della Fondazione Regina Pacis. La prima riguarderà gli interventi messi in atto in Moldavia a beneficio dei bambini di strada; la seconda, invece, sarà una raccolta di interventi ufficiali sulla “tratta” effettuati dalla Chiesa italiana. Le pubblicazioni saranno in lingua italiana, inglese, moldava e russa.

 

·        L’Arcivescovo di Lecce, appena rientrato dal pellegrinaggio annuale a Lourdes, parte per il Canada, dove incontrerà molti emigrati italiani e soprattutto provenienti dalla regione del Molise. A Mons. Ruppi bisogna riconoscere il merito di aver sempre curato gli emigranti, riuscendo ad essere presente in tutti i paesi la cui presenza è notevole. Buon viaggio!

 

 

Il cestino dei poveri va riempito

 

DONAZIONI IN DENARO

Dal 01.04.2005

Somma prec.

 

 

13.970,40

Benefattore

Destinazione

Donazione

Fam. Mazzotta - Cavallino

Adozione

150,00

Fam. Battilana – Città di S.Angelo

Adozione

60,00

Fam. Tommasi – Calimera

Adozione

50,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

10,00

Fam. Palladino – Lecce

Adozione

20,00

N.N. – Lecce

Casa famiglia – Chisinau

50,00

Fam. Scarpellon – Mantova

Adozione

100,00

Fam. Vezzosi – Mantova

Adozione

40,00

Sign. Giovanna Astore – Lecce

Adozione

360,00

Vescovi dell’est

Casa Regina Pacis

1.600,00

Volontari Rogazionisti

Casa famiglia – Chisinau

630,00

Volontari Rogazionisti

Casa Provvidenza - Chisinau

200,00

Sign. Carmela

Casa famiglia – Chisinau

20,00

Fam. S.Petrosillo – Carovigno

Casa famiglia – Chisinau

20,00

Fam. M.Bulgarelli – Castellucchio

Adozione

300,00

Osman Abubakar – Ghana

Casa famiglia – Chisinau

20,00

TOTALE

 

17.370,40

 

 

 

DONAZIONI VARIE

 

 

Benefattore

Destinazione

Donazione

Interfrutta – Lecce

Casa Regina Pacis

Viveri

Ditta Eurocalze 2 – Aradeo

Centro Regina Pacis – Lecce

Vestiario

Dr. Fabrizio Granero – Chisinau

Casa famiglia - Chisinau

Viveri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S o l i d a r i e t à

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Allegato de L’Ora del Salento

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