
REPORT
PROGETTO JAMILA - KABUL, AFGHANISTAN
A
un anno dalla distribuzione dei primi crediti
Carissimi,
a poco più di un anno dalla
distribuzione dei primi crediti (novembre 2003), riteniamo importante farVi
conoscere i risultati raggiunti dalla prime beneficiarie e metterVi al corrente
su come abbiamo impostato il secondo anno di distribuzione di crediti.
A fronte del nostro e Vostro impegno,
ecco un resoconto di quello che è successo fino a oggi.
Dal resoconto che vi abbiamo inviato
la scorsa estate, le donne che avevano ricevuto il credito a novembre 2003,
quelle che erano state formate e hanno aperto i negozi di estetista-parrucchiera
e il gruppo delle sarte hanno continuato le loro attività. Visti i risultati
positivi raggiunti, abbiamo deciso di ampliare il numero delle ONG locali con le
quali collaborare e quindi quello delle donne beneficiarie. Abbiamo quindi
selezionato tre organizzazioni locali: AWRC, HPWO (entrambe organizzazioni di
donne) e ASCHIANA (che lavora con i bambini di strada, mentre noi con le loro
mamme).
Il percorso è stato simile a quello
del primo anno, ma allo stesso tempo più facile da spiegare e realizzare, perché
forti dell’esperienza maturata. Come avevamo già fatto con ABC, OPAWC e HAWCA,
anche in ciascuna delle nuove organizzazioni locali abbiamo formato
un'operatrice al microcredito e, successivamente, abbiamo avviato la selezione
delle beneficiarie e la loro formazione.
A differenza della prime
beneficiarie, che avevano chiesto il prestito per fare le sarte, nell’ultima
distribuzione di crediti le nuove beneficiarie hanno chiesto di avviare attività
diverse ed anche originali! Segno evidente che l’economia comincia a
svilupparsi e che gli spazi per la partecipazione sociale ed economica delle
donne stanno lentamente aumentando.
Tra le nuove beneficiarie quella che
più mi ha incuriosito è stata una signora di HPWO che ha chiesto un prestito
per acquistare delle sedie di plastica: “Ma cosa ci farai con le sedie?”, le
chiesi. “Le affitto. Qui nel quartiere sono in tanti a sposarsi e a fare feste
in casa!” Direi che è una donna lungimirante.
Vi sono anche molte donne
fornaie, donne che acquistano la legna da ardere in estate, per risparmiare sul
prezzo che in inverno lievita. C’è chi produce lo yogurt, chi compera le
galline per venderne le uova, chi produce candele, chi acquista un carretto da
ambulante insieme ai figli, chi si mette in gruppo e affitta un appezzamento di
terreno da coltivare per poi venderne i prodotti. Insomma tante attività nuove!
Di conseguenza sono anche
cambiate le somme concesse in prestito. Inizialmente si aggiravano su una media
di 100 - 120 Euro. Ad agosto 2004 abbiamo concesso prestiti variabili da un
minimo di 100 a una massimo di 300 Euro. Sono
stati distribuiti altri 70 microcrediti, raddoppiando così il numero delle
beneficiarie in meno di un anno!
A inizio settembre, abbiamo
aperto un altro progetto: Centri Donna -
Don’t Touch My Sister, con il sostegno di Breil. Nei due centri finora
aperti, cento donne ricevono una formazione professionale in gioielleria,
lavorazione della pelle, sartoria e make-up. Contemporaneamente, seguono corsi
di alfabetizzazione, aritmetica, educazione sanitaria e diritti umani Alla fine
del loro percorso formativo riceveranno un prestito per iniziare un’attività
in proprio.
Nel progetto Jamila eroghiamo,
quindi, il microcredito a donne che hanno già capacità lavorative e non hanno
bisogno di una formazione professionale, mentre le donne che non hanno
competenze lavorative sono riferite ai centri donna.
A fine ottobre 2004 si è concluso il
primo anno di microcredito per le beneficiarie di ABC e di OPAWC, ovvero sono
passate le 46 settimane stabilite per la restituzione del prestito concesso.
I soldi sono stati restituiti alle
ONG locali di provenienza delle beneficiarie stesse. Il tasso di interesse
applicato su ogni prestito (ovvero il 10%) è andato metà all’ONG di
riferimento, mentre l’altro 5% è tornato alle donne come bonus aggiuntivo
alla somma che sono riuscite a risparmiare nell’arco delle 46 settimane.
Quante hanno restituito il credito? Il
90% delle donne che lo hanno ricevuto!
Al termine della stagione invernale,
ABC impegnerà i soldi ricevuti dalla restituzione microcredito per avviare un
progetto agricolo nella zona di Parhman, fuori Kabul. Le nuove beneficiarie
selezionate dall’ONG locale acquisteranno delle mucche gravide.
Verranno inoltre, nuovamente
finanziate cinque beneficiarie dell’anno passato che hanno bisogno di
ingrandire la loro attività.
In OPAWC una delle beneficiarie
è divenuta la nuova responsabile del progetto. Infatti, quella che era stata
inizialmente selezionata, era rimasta incinta e dopo il parto non ha più
continuato il suo lavoro. Abbiamo, quindi, deciso di formare Laila: la scommessa
è stata vinta e rappresenta uno dei risultati migliori di tutto il progetto!
Una dolce signora piccolina dall’aria gentile, dalla pelle chiara e dalle
mille rughe, quando sorride con quella sua aria apparentemente spensierata.
Laila, analfabeta fino a quando non ha seguito il corso che la Fondazione Pangea
le ha pagato, ci ha aiutato nella selezione e nella formazione delle nuove
beneficiarie del progetto.
OPAWC ha poi cambiato il suo nome in
GECSO, le beneficiarie hanno restituito i soldi che sono serviti a finanziare
nuovi crediti ad altre dieci donne. Abbiamo poi rinnovato il credito a una delle
prime beneficiarie per permetterle di aprire un negozio di sartoria.
Quindi ad oggi abbiamo dato 86 crediti nuovi (70 ad agosto 2004, 16 tra
ottobre e novembre 2004) che saranno restituiti nel corso del 2005!
Nel frattempo le donne che hanno
aperto i due negozi di estetista-parrucchiera stanno continuando a lavorare e a
restituire il prestito. Le donne che fanno le sarte insieme producono borse e
magliette che vengono vendute in Kabul e in alcune occasioni proposte anche in
Italia.
La richiesta d’aiuto è
ancora elevata: le donne che vorrebbero beneficiare del microcredito sono tante
e continueremo nel nostro impegno. Sicuramente nel 2005 distribuiremo altri
crediti, ma quello che conta è quante di loro riescono realmente ad uscire
dall’isolamento, per reintegrarsi nella società e vivere una nuova opportunità
per se stesse e per la loro famiglia.
Mi auguro che tutti voi teniate
l’Afghanistan nel cuore come noi e che il nostro impegno sia coerente ora più
che mai, visto la delicata situazione politica che apre nuove e speriamo
positive, prospettive, a seguito delle prime elezioni presidenziali svolte il 9
ottobre 2004, che hanno visto l’insediamento di Hamid Karzai e le elezioni
parlamentari, fissate per il prossimo giugno, in un Paese che ha ancora molta
strada da percorrere.
Simona
Lanzoni
Responsabile
Progetti
Fondazione
Pangea Onlus
INTERVISTA A TRE BENEFICIARIE DEL PROGETTO JAMILA IN AFGHANISTAN
LAILA
Laila congratulazioni! Ora che hai terminato di restituire il prestito come
ti senti?
Grazie!
Se tu fossi al mio posto forse potresti capire come mi sento!
Con
l’aiuto della vostra organizzazione, la mia vita è cambiata radicalmente.
Prima mi sentivo una nullità, ora so chi sono! Sono una sarta e ho tutto
l’occorrente per svolgere il mio lavoro. I miei figli hanno smesso di tessere
i tappeti e ora li posso mandare a scuola! E sopratutto ho cibo per la mia
famiglia e tutto questo perché PANGEA, tutti voi insieme, mi avete dato questa
opportunità!
Qual è stato l’aspetto del progetto che ti è piaciuto di più?
L’aspetto
che ho maggiormente apprezzato è stato il fatto che noi beneficiarie abbiamo
dovuto risparmiare!
È
veramente importante per noi, come se voi foste una banca per i nostri soldi. In
casa i soldi non siamo mai riuscite a risparmiarli, né a metterli in un posto
sicuro. Quindi quella del risparmio è stata veramente una buona idea. Ho visto
che mi avete restituito 4000 afghani (moneta locale), che sono riuscita a
risparmiare. Sono veramente soddisfatta di me stessa!
Questo
progetto mi ha regalato dei bei momenti: come il giorno in cui ho ricevuto il
credito! Come quando sono stata eletta leader del gruppo, o quando ho imparato a
contare e a scrivere, o quando ho risparmiato dei soldi per il mio futuro. E ora
che sono stata selezionata da voi e dalla mia associazione come responsabile del
progetto, a favore di altre donne! Questo per me è fantastico! Non avrei mai
pensato di divenire un giorno la responsabile di un progetto! Prima ero
completamente analfabeta, una donna di casa, senza alcun contatto con la società,
pensavo che il lavoro fosse riservato solo alle persone istruite. Voi mi avete
dato un’opportunità e mi avete incoraggiata ad andare avanti. Per me è stata
veramente una cosa nuova! E per questo non vi dimenticherò mai!
SWEETA
“Prima
di tutto grazie all’associazione afghana ABC e a PANGEA per avermi aiutata nel
momento in cui ne avevo veramente bisogno!
Quando
ho ricevuto il prestito ho cominciato la mia attività di sartoria e ricamo di
perline a casa, ricavandone un buon guadagno. Del resto le perline, mora bofee,
sono i tipici ricami che facciamo in Afghanistan sui vestiti da donna!
Lavorare
a casa è una buona soluzione per riuscire a mantenere i miei fratelli e
sorelle, (siamo orfani) e, allo stesso tempo, badare alla casa e poter andare a
scuola!
Sono
solo dispiaciuta di non essere riuscita a risparmiare abbastanza! Devo dire che
è stato un mio errore, ora so che più risparmio, più denaro riesco ad avere
in seguito. Inshallah! La prossima volta spero mi sia data di nuovo questa
opportunità! Grazie a tutti!”
ANIGSUL
- Anigsul hai finito di restituire i prestiti come ti senti?
Sono
felice e fiera di me stessa! In un anno sono riuscita a partecipare a tutti gli
incontri, anche nei momenti di difficoltà!
- Fai ancora il pane vero?
Si,
continuo a fare la fornaia e a vendere il pane, è un buon commercio per
riuscire a vivere quindi continuerò questa attività!
-Sei felice del microcredito ricevuto?
Bhè
si anche perché con i soldi ricevuti in prestito, ho potuto aprire il mio
forno! Grazie mille per avermi e averci incoraggiate tutte ad aprire delle
attività!
Hai bisogno di una nuovo credito??
Attualmente
no non ne ho bisogno, posso continuare con i soldi che guadagno!
Allora buona fortuna!