Carissimi,
Vi inviamo il report inerente l'attività svolta da luglio 2004 a gennaio 2005 a Kabul, in Afghanistan, all'interno del  Progetto Jamila e delle brevi interviste a tre donne afghane, beneficiarie del microcredito.
Un grazie di cuore da parte nostra e  di tutte le donne che con il vostro sostegno, hanno potuto iniziare una nuova vita!
Continuate a sostenerle!
 
Fondazione Pangea Onlus

 

REPORT PROGETTO JAMILA - KABUL, AFGHANISTAN

A un anno dalla distribuzione dei primi crediti 

Carissimi,

a poco più di un anno dalla distribuzione dei primi crediti (novembre 2003), riteniamo importante farVi conoscere i risultati raggiunti dalla prime beneficiarie e metterVi al corrente su come abbiamo impostato il secondo anno di distribuzione di crediti.

A fronte del nostro e Vostro impegno, ecco un resoconto di quello che è successo fino a oggi. 

Dal resoconto che vi abbiamo inviato la scorsa estate, le donne che avevano ricevuto il credito a novembre 2003, quelle che erano state formate e hanno aperto i negozi di estetista-parrucchiera e il gruppo delle sarte hanno continuato le loro attività. Visti i risultati positivi raggiunti, abbiamo deciso di ampliare il numero delle ONG locali con le quali collaborare e quindi quello delle donne beneficiarie. Abbiamo quindi selezionato tre organizzazioni locali: AWRC, HPWO (entrambe organizzazioni di donne) e ASCHIANA (che lavora con i bambini di strada, mentre noi con le loro mamme). 

Il percorso è stato simile a quello del primo anno, ma allo stesso tempo più facile da spiegare e realizzare, perché forti dell’esperienza maturata. Come avevamo già fatto con ABC, OPAWC e HAWCA, anche in ciascuna delle nuove organizzazioni locali abbiamo formato un'operatrice al microcredito e, successivamente, abbiamo avviato la selezione delle beneficiarie e la loro formazione. 

A differenza della prime beneficiarie, che avevano chiesto il prestito per fare le sarte, nell’ultima distribuzione di crediti le nuove beneficiarie hanno chiesto di avviare attività diverse ed anche originali! Segno evidente che l’economia comincia a svilupparsi e che gli spazi per la partecipazione sociale ed economica delle donne stanno lentamente aumentando. 

Tra le nuove beneficiarie quella che più mi ha incuriosito è stata una signora di HPWO che ha chiesto un prestito per acquistare delle sedie di plastica: “Ma cosa ci farai con le sedie?”, le chiesi. “Le affitto. Qui nel quartiere sono in tanti a sposarsi e a fare feste in casa!” Direi che è una donna lungimirante.

 Vi sono anche molte donne fornaie, donne che acquistano la legna da ardere in estate, per risparmiare sul prezzo che in inverno lievita. C’è chi produce lo yogurt, chi compera le galline per venderne le uova, chi produce candele, chi acquista un carretto da ambulante insieme ai figli, chi si mette in gruppo e affitta un appezzamento di terreno da coltivare per poi venderne i prodotti. Insomma tante attività nuove!

 Di conseguenza sono anche cambiate le somme concesse in prestito. Inizialmente si aggiravano su una media di 100 - 120 Euro. Ad agosto 2004 abbiamo concesso prestiti variabili da un minimo di 100 a una massimo di 300 Euro. Sono stati distribuiti altri 70 microcrediti, raddoppiando così il numero delle beneficiarie in meno di un anno!

 A inizio settembre, abbiamo aperto un altro progetto: Centri Donna - Don’t Touch My Sister, con il sostegno di Breil. Nei due centri finora aperti, cento donne ricevono una formazione professionale in gioielleria, lavorazione della pelle, sartoria e make-up. Contemporaneamente, seguono corsi di alfabetizzazione, aritmetica, educazione sanitaria e diritti umani Alla fine del loro percorso formativo riceveranno un prestito per iniziare un’attività in proprio.

 Nel progetto Jamila eroghiamo, quindi, il microcredito a donne che hanno già capacità lavorative e non hanno bisogno di una formazione professionale, mentre le donne che non hanno competenze lavorative sono riferite ai centri donna.

A fine ottobre 2004 si è concluso il primo anno di microcredito per le beneficiarie di ABC e di OPAWC, ovvero sono passate le 46 settimane stabilite per la restituzione del prestito concesso.

I soldi sono stati restituiti alle ONG locali di provenienza delle beneficiarie stesse. Il tasso di interesse applicato su ogni prestito (ovvero il 10%) è andato metà all’ONG di riferimento, mentre l’altro 5% è tornato alle donne come bonus aggiuntivo alla somma che sono riuscite a risparmiare nell’arco delle 46 settimane. Quante hanno restituito il credito? Il 90% delle donne che lo hanno ricevuto!

Al termine della stagione invernale, ABC impegnerà i soldi ricevuti dalla restituzione microcredito per avviare un progetto agricolo nella zona di Parhman, fuori Kabul. Le nuove beneficiarie selezionate dall’ONG locale acquisteranno delle mucche gravide.

Verranno inoltre, nuovamente finanziate cinque beneficiarie dell’anno passato che hanno bisogno di ingrandire la loro attività.

 In OPAWC una delle beneficiarie è divenuta la nuova responsabile del progetto. Infatti, quella che era stata inizialmente selezionata, era rimasta incinta e dopo il parto non ha più continuato il suo lavoro. Abbiamo, quindi, deciso di formare Laila: la scommessa è stata vinta e rappresenta uno dei risultati migliori di tutto il progetto! Una dolce signora piccolina dall’aria gentile, dalla pelle chiara e dalle mille rughe, quando sorride con quella sua aria apparentemente spensierata. Laila, analfabeta fino a quando non ha seguito il corso che la Fondazione Pangea le ha pagato, ci ha aiutato nella selezione e nella formazione delle nuove beneficiarie del progetto.

OPAWC ha poi cambiato il suo nome in GECSO, le beneficiarie hanno restituito i soldi che sono serviti a finanziare nuovi crediti ad altre dieci donne. Abbiamo poi rinnovato il credito a una delle prime beneficiarie per permetterle di aprire un negozio di sartoria.

Quindi ad oggi abbiamo dato 86 crediti nuovi (70 ad agosto 2004, 16 tra ottobre e novembre 2004) che saranno restituiti nel corso del 2005!  

 Nel frattempo le donne che hanno aperto i due negozi di estetista-parrucchiera stanno continuando a lavorare e a restituire il prestito. Le donne che fanno le sarte insieme producono borse e magliette che vengono vendute in Kabul e in alcune occasioni proposte anche in Italia.

 La richiesta d’aiuto è ancora elevata: le donne che vorrebbero beneficiare del microcredito sono tante e continueremo nel nostro impegno. Sicuramente nel 2005 distribuiremo altri crediti, ma quello che conta è quante di loro riescono realmente ad uscire dall’isolamento, per reintegrarsi nella società e vivere una nuova opportunità per se stesse e per la loro famiglia.

 Mi auguro che tutti voi teniate l’Afghanistan nel cuore come noi e che il nostro impegno sia coerente ora più che mai, visto la delicata situazione politica che apre nuove e speriamo positive, prospettive, a seguito delle prime elezioni presidenziali svolte il 9 ottobre 2004, che hanno visto l’insediamento di Hamid Karzai e le elezioni parlamentari, fissate per il prossimo giugno, in un Paese che ha ancora molta strada da percorrere.

 

Simona Lanzoni

Responsabile Progetti

Fondazione Pangea Onlus

 

INTERVISTA A TRE BENEFICIARIE DEL PROGETTO JAMILA IN AFGHANISTAN

 

LAILA

Laila congratulazioni! Ora che hai terminato di restituire il prestito come ti senti?

Grazie! Se tu fossi al mio posto forse potresti capire come mi sento!

Con l’aiuto della vostra organizzazione, la mia vita è cambiata radicalmente. Prima mi sentivo una nullità, ora so chi sono! Sono una sarta e ho tutto l’occorrente per svolgere il mio lavoro. I miei figli hanno smesso di tessere i tappeti e ora li posso mandare a scuola! E sopratutto ho cibo per la mia famiglia e tutto questo perché PANGEA, tutti voi insieme, mi avete dato questa opportunità!

Qual è stato l’aspetto del progetto che ti è piaciuto di più?

L’aspetto che ho maggiormente apprezzato è stato il fatto che noi beneficiarie abbiamo dovuto risparmiare!

È veramente importante per noi, come se voi foste una banca per i nostri soldi. In casa i soldi non siamo mai riuscite a risparmiarli, né a metterli in un posto sicuro. Quindi quella del risparmio è stata veramente una buona idea. Ho visto che mi avete restituito 4000 afghani (moneta locale), che sono riuscita a risparmiare. Sono veramente soddisfatta di me stessa!

Questo progetto mi ha regalato dei bei momenti: come il giorno in cui ho ricevuto il credito! Come quando sono stata eletta leader del gruppo, o quando ho imparato a contare e a scrivere, o quando ho risparmiato dei soldi per il mio futuro. E ora che sono stata selezionata da voi e dalla mia associazione come responsabile del progetto, a favore di altre donne! Questo per me è fantastico! Non avrei mai pensato di divenire un giorno la responsabile di un progetto! Prima ero completamente analfabeta, una donna di casa, senza alcun contatto con la società, pensavo che il lavoro fosse riservato solo alle persone istruite. Voi mi avete dato un’opportunità e mi avete incoraggiata ad andare avanti. Per me è stata veramente una cosa nuova! E per questo non vi dimenticherò mai!

 SWEETA

“Prima di tutto grazie all’associazione afghana ABC e a PANGEA per avermi aiutata nel momento in cui ne avevo veramente bisogno!

Quando ho ricevuto il prestito ho cominciato la mia attività di sartoria e ricamo di perline a casa, ricavandone un buon guadagno. Del resto le perline, mora bofee, sono i tipici ricami che facciamo in Afghanistan sui vestiti da donna!

Lavorare a casa è una buona soluzione per riuscire a mantenere i miei fratelli e sorelle, (siamo orfani) e, allo stesso tempo, badare alla casa e poter andare a scuola!

Sono solo dispiaciuta di non essere riuscita a risparmiare abbastanza! Devo dire che è stato un mio errore, ora so che più risparmio, più denaro riesco ad avere in seguito. Inshallah! La prossima volta spero mi sia data di nuovo questa opportunità! Grazie a tutti!”

 ANIGSUL

- Anigsul hai finito di restituire i prestiti come ti senti?

Sono felice e fiera di me stessa! In un anno sono riuscita a partecipare a tutti gli incontri, anche nei momenti di difficoltà!

- Fai ancora il pane vero?

Si, continuo a fare la fornaia e a vendere il pane, è un buon commercio per riuscire a vivere quindi continuerò questa attività!

-Sei felice del microcredito ricevuto?

Bhè si anche perché con i soldi ricevuti in prestito, ho potuto aprire il mio forno! Grazie mille per avermi e averci incoraggiate tutte ad aprire delle attività!

Hai bisogno di una nuovo credito??

Attualmente no non ne ho bisogno, posso continuare con i soldi che guadagno!

Allora buona fortuna!