Prosegue il dibattito sulle badanti e la loro condizione in Italia. Abbiamo deciso di rivolgere un appello a 55 tra Parlamentari e Senatori italiani,
coinvolgendo tutte le realtà partitiche, per sollecitare una indicazione
legislativa che affronti il seguente problema: Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene concessa tale opportunità?
L’attuale
legislazione Bossi-Fini, in materia di immigrazione, ha confermato quanto
già previsto all’art.27 della
Legge 6 marzo 1998, n. 40,
per cui “al di
fuori degli ingressi per lavoro… il regolamento di attuazione disciplina
particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al
lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro
subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori
stranieri”, tra cui
“…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di
intrattenimento”.
In sintesi, alla intrattenitrice di un night club, ed asteniamoci
dai doverosi commenti di carattere morale, è concesso l’ingresso in
Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per due anni, senza
passare dalle quote annualmente programmate.
Tale opportunità, ereditata dalle precedenti leggi, non viene concessa invece alle badanti, che non sono certamente
delle intrattenitrici e non rappresentano l’anticamera del fenomeno
della tratta.
E’ doveroso suscitare il problema e mettere il legislatore nella
condizione di comprendere i seguenti aspetti: 1.
Oggi esiste un elevato bisogno di badanti
all’interno delle famiglie italiane. 2.
L’elevata
necessità di badanti sta portando al sopravvento del lavoro nero, che
attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione irregolare ed
incrementa a livello internazionale il traffico di esseri umani. 3.
Sarebbe
determinante, per affermare la legalità e venire incontro ad una reale
necessità, che l’applicazione dell’art.27 della Legge sulla
immigrazione comprendesse anche la “figura professionale delle
badanti”, alle quali potrebbe essere concesso l’ingresso al di fuori
delle quote annuali per lavoro, la concessione di un permesso di soggiorno
a tempo determinato (2/3 anni) per la specifica attività lavorativa, con
l’obbligo dell’esercizio del solo lavoro di badante, come attualmente
avviene per “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso
locali di intrattenimento”.
La nuova finanziaria prevede meno tasse
per chi paga una badante
per gli addetti all'assistenza
di una persona non autosufficiente Quest'anno chi ha assunto una badante pagherà meno tasse.
Un'opportunità che potrebbe avere portare alla regolarizzazione di molti
lavoratori stranieri. Infatti, secondo la legge finanziaria 2005, "dal
reddito complessivo si deducono,fino ad un massimo di 1.820 euro, le spese
documentate sostenute dal contribuente per gli addetti alla propria
assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli
atti della vita quotidiana".
La deduzione spetta anche se le spese "sono
state sostenute nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 433
del codice civile",
cioè per far assistere coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle,
generi, nuore o suoceri. Gli assistiti non devono essere a carico o
conviventi della persona che paga la badante. Può essere considerato "non autosufficiente nel compimento
degli atti della vita quotidiana", chi non è in grado di mangiare,
espletare le funzioni fisiologiche, provvedere all'igiene personale,
camminare, vestirsi. "Inoltre, - spiega una circolare dell'Agenzia
delle Entrate - deve essere considerata non autosufficiente anche la
persona che necessita di sorveglianza continuativa". Naturalmente è
indispensabile che la condizione di non autosufficienza sia documentata da
un certificato medico. La deduzione sarà al massimo di 1820 euro, anche se si pagano più
badanti, e andrà divisa se le spese sono sostenute da più persone. A
questa deduzione potrà aggiungersi anche quella già prevista per i
contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati a colf e
badanti.
___
Caro Don Cesare,
ho letto e riflettuto la vostra lettera che mi fa conoscere ancor
meglio la vasta attività della Fondazione “Regina Pacis”, una realtà
internazionale di grande carità, sorretta dal vostro deciso, totale
lodevole impegno.
Unisco un piccolo obolo. Colgo, intanto, l’occasione per
riaffrontare un problema, che ho anche rappresentato al Sottosegretario di
stato, On.le Mantovano, senza, però, ricavare un adeguata comprensione
da parte mia, elogio le azioni delle forze dell’ordine, dirette a
raffrenare le irregolarità immigratorie e, soprattutto, a debellare
illeciti mercati, spesso attivati dagli stessi stranieri. Mi sembra, però,
che, in tale contesto, si trascuri un
fenomeno esteso, derivato dalle sanatorie compiute e dal pratico blocco di
poter ulteriormente regolarizzare attraverso contratti di lavoro chi,
oggi, si trova sulla nostra terra non regolarizzato. Avviene,
infatti, che molti immigrati, ottenuto il permesso di lavoro, chiamati a
corrispondere notevoli importi, anche assicurativi, si autolicenziano e si
pongono sul mercato per ricercare lavori più lucrosi, vantando la
normalizzazione ottenuta.
A seguito di ciò anziani e anziane inabili si trovano “senza
badanti”, né trovano sostituzioni adeguate tanto da doversi rivolgere,
volenti o nolenti, al giro dei cosiddetti “irregolari” e, quindi, a
sottoporsi a sanzioni, anche penali, fissate dalle leggi in vigore.
A tal fenomeno, si risponde che il datore di lavoro può
intraprendere la via dei flussi, fissati dal Governo. Impresa non facile,
complessa e di lunga durata, che assolutamente non assicura la continuità
assistenziale. E’ mai possibile che non si comprenda siffatta
incresciosa situazione e non si fissi l’elementare regola di
regolarizzare qualsiasi lavoratore, dovunque si trovi in funzione della
messa in atto di un regolare contratto e di denuncia agli organi
previdenziali?
E, a proposito di enti previdenziali, cioè INPS, è mai possibile
che la legge preveda il pagamento dei contributi anche per gli immigrati,
che mai degli stessi possono fruire, mancando apposite convenzioni
internazionali di recupero?
Gradirei conoscere il vostro pensiero di esperto.
Lecce, 17 gennaio 2005
Cordialmente
On.le Giacinto Urso
Difensore
Civico della Provincia di Lecce Bambini abbandonati nei cassonetti della spazzatura o nelle cabine telefoniche E’
da tempo che all’interno della Fondazione Regina Pacis ci poniamo il
drammatico problema dei bambini ritrovati, purtroppo morti, all’interno
dei cassonetti o, come accaduto nei giorni scorsi, in cabine telefoniche. Almeno
questo è quanto si riesce a sapere o i corpicini innocenti che è stato
possibile rintracciare, ma esiste la fondata convinzione dell’esistenza
di una realtà sommersa che deve tanto far pensare. Le
motivazioni o le cause di quanto accade possono essere numerose,
e sarà facile ricercare superficialità e inadempienze, oppure
fare accuse ed analisi di ogni genere. Per
quanto riguarda il settore di impegno specifico della Fondazione Regina
Pacis, possiamo affermare che all’interno
del fenomeno migratorio è in aumento la presenza di ragazze, soprattutto
irregolari, in stato di gravidanza o già con a carico un minore in tenera
età. Di
conseguenza assistiamo ad un graduale e costante aumento di richieste
di accoglienza di donne in stato di gravidanza o con bambini, senza,
ovviamente la presenza di una figura maschile con la funzione di padre. Se
poi sommiamo anche il fatto della mancanza di un permesso di soggiorno che
possa dare una maggiore serenità, la situazione è grave. La
paura della gravidanza, la mancanza di un permesso di soggiorno, la
preoccupazione di fare rientro nel proprio paese con un bambino e senza
denaro, la solitudine ed il giudizio della società, sono gli elementi che
inducono una donna a pensare che forse l’unica soluzione al problema
potrà essere l’abbandono e la soppressione di una creatura innocente,
che si traduce concettualmente in infanticidio. La Fondazione Regina Pacis ha deciso di
consolidare la scelta di “accogliere nelle sue strutture ragazze
immigrate in stato di gravidanza o già con minori, accompagnandole e
sostenendole, sotto tutti i punti di vista, nel loro difficile percorso
materno”. Questo
significa non giudicare, ma offrire soluzioni reali ed accoglienza!
La Fondazione
Regina Pacis ha scelto di avviare per
l’anno 2005 una campagna nazionale per il contrasto
al turismo sessuale attraverso
lo sviluppo del
turismo solidale che
consiste nell’invito a trascorrere periodi
di vacanza, ma soprattutto di conoscenza, dei
territori poveri e di maggiore interesse per gli
utenti senza scrupoli del sesso a pagamento. La
campagna ha i seguenti obiettivi: la
tutela delle bambine, la
difesa della dignità delle giovani donne, il
rispetto della povertà dell’uomo
* www.reginapacis.org -
E’ il nuovo indirizzo web della Fondazione Regina Pacis, ormai
completamente operativo, grazie alla generosa, tenace e competente
collaborazione di Giovanni Ruggeri, un amico
scoperto nei percorsi provvidenziali della Fondazione Regina Pacis, che
lavora a Bergamo, presso il prestigioso quotidiano cattolico L’Eco di
Bergamo. Va riconosciuta anche la competenza degli operatori della ONG
Drumul Speratei di Chisinau, realtà associativa parte viva
della Fondazione Regina Pacis, che hanno messo in campo un‘alta
tecnologia, anche al fine di proteggere il portare dai noti attacchi di
matrice anarchica. Nel sito troverete informazioni, progetti e
quant’altro sarà utile per conoscere la Fondazione Regina Pacis. * Ancora un viaggio in Moldavia.
Ormai la presenza di Don Cesare Lodeserto in Moldavia si intensifica
sempre più, anche a motivo dei progetti che si stanno realizzando nei
paesi dell’est. Dal
26 al 30 gennaio Don Cesare sarà in Moldavia ed in Transnistria,
per avviare nuovi progetti, come quello della costituzione di un Ufficio
legale per la difesa dei diritti dei più poveri e l’accompagnamento
degli imprenditori, per l’avvio di un rapporto con l’Università di
Chisinau e la cura di un gruppo di studenti, con
quali si intende realizzare un periodico, programmare, come già
annunciato, l’avvio della produzione di pane e dolci. In Transnistria,
invece, si lavora per la costruzione della Casa per i bambini, voluta
dall’Arcivescovo di Lecce e suo generoso dono in occasione del 50° di
sacerdozio, celebrato il 18 dicembre scorso.
Va menzionato, a giusto merito, il tenace lavoro di Ilie
Zabica, giovane moldavo che coordina le attività della
Fondazione Regina Pacis in Moldavia e Transnistria. * Il 31
gennaio prossimo Don Cesare Lodeserto sarà a Borgomanero
(No) per incontrare i giovani della scuola salesiana “Liceo
classico ed europeo”.
L’incontro avverrà proprio nel giorno della festa di San Giovanni Bosco
e i giovani saranno coinvolti in una riflessione che riguarderà il
fenomeno migratorio. All’incontro sarà presente anche un grande amico
della Fondazione Regina Pacis, don
Pier Majnetti, oggi responsabile della Pastorale Giovanile
dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte, con il quale sono stati
condivisi meravigliosi percorsi di volontariato e servizio, sia in Italia
che in Moldavia. |
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Dal
01.09.2004
(Donazioni
in denaro)
|
BENEFATTORE |
DESTINAZIONE |
SOMMA |
|
|
€
45.553,50 |
|
|
Giuseppe
De Filippis – Lecce |
Progetto
Ali nuove |
250,00 |
|
Fam.
Grilletti – Ostia |
Adozione |
25,00 |
|
Fam.
R. Santamaria |
Progetto
Marta |
200,00 |
|
Fam.
Gallesi – Mantova |
Adozione |
600,00 |
|
Fam.
M. Bertucci – Cosenza |
Adozione |
210,00 |
|
N.N.
- Lecce |
Progetto
Ali nuove |
85,56 |
|
Fam.
L.Carlino – Lecce |
Adozione |
120,00 |
|
Fam.
L.Pisanello – Alezio (Le) |
Casa
dei bambini (Moldavia) |
15,00 |
|
D.Antonio Verardi – Racale |
Casa dei bambini (Moldavia) |
100,00 |
|
G. Astore – Lecce |
Adozione |
360,00 |
|
Fam. T.Belli – Roma |
Casa dei bambini (Moldavia) |
50,00 |
|
Fam. Lavarini – Mantova |
Adozione |
150,00 |
|
Fam. De Carli - Sondrio |
Adozione |
100,00 |
|
Fam. Salerno – Diamante |
Adozione |
150,00 |
|
Fam. Battilana – Città S.Angelo |
Adozione |
60,00 |
|
Coro B.Filippo Smaldone – Trepuzzi (Le) |
Casa dei bambini (Moldavia) |
230,00 |
|
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TOTALE |
|
€
48.259,06 |
Dal
01.09.2004
(Donazioni in viveri ed altro)
|
BENEFATTORE |
CONTENUTO |
DESTINAZIONE |
|
Roma –
F.I.G.C. |
Vestiario
sportivo |
Verona |
|
Lecce –
Interfrutta |
Viveri |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Lecce –
Fam. Carbone |
Vestiario |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Castrì
– Fam. Calò |
Vestiario |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Trepuzzi
– Fam. Rampino |
Materiale
per neonato |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Racale –
Fam. De Lorenzo |
Materiale
igienico-sanitario |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Cava de’
Tirreni (Sa) – Ass.E.Rossetto |
Strumento
meccanico |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Lecce -
Ipercoop |
Viveri |
Progetto
Marta |
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Lecce –
Carrefour |
Viveri |
Progetto
Marta |
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S o l i d a r i e t à
Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone
La
Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che
hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e
delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità
di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo
significativo.
|
Per
sostenerci |
|
|
Conto
corrente bancario Intestato a Fondazione Regina Pacis Banca di Roma (3800) Lecce – 1 |
|
|
Conto
corrente postale Intestato
a Fondazione Regina Pacis - Lecce Conto
n. 12525754 |
|
|
Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali,
effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta
sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione
(art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986). Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece
deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del
reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986). La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga
eseguito tramite banca o ufficio postale. |
Grazie per
il sostegno
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Allegato de L’Ora del Salento
Settimanale Cattolico
Iscritto al n.517 del Registro stampa del
Tribunale di Lecce