Lungomare Matteotti

73026 - S.FOCA di MELENDUGNO

Tel. 0832.881094

Fax 0832.881237

www.reginapacis.org

reginapacisinform@libero.it

Reginapacis

inform@

Notiziario n.25 – 22 gennaio 2004

 

 

 

Prosegue il dibattito sulle badanti

e la loro condizione in Italia.

 

Abbiamo deciso di rivolgere

un appello a 55 tra Parlamentari e Senatori italiani, coinvolgendo tutte le realtà partitiche, per sollecitare una indicazione legislativa che affronti il seguente problema:

 

Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia

per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti”

non viene concessa tale opportunità?

 

  

  L’attuale legislazione Bossi-Fini, in materia di immigrazione, ha confermato quanto già previsto all’art.27 della Legge 6 marzo 1998, n. 40,  per cuial di fuori degli ingressi per lavoro… il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri”, tra cui “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento”.

    In sintesi, alla intrattenitrice di un night club, ed asteniamoci dai doverosi commenti di carattere morale, è concesso l’ingresso in Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per due anni, senza passare dalle quote annualmente programmate. Tale opportunità, ereditata dalle precedenti leggi, non viene concessa invece alle badanti, che non sono certamente delle intrattenitrici e non rappresentano l’anticamera del fenomeno della tratta.

 

       E’ doveroso suscitare il problema e mettere il legislatore nella condizione di comprendere i seguenti aspetti:

 

1.      Oggi esiste un elevato bisogno di badanti all’interno delle famiglie italiane.

 

2.        L’elevata necessità di badanti sta portando al sopravvento del lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione irregolare ed incrementa a livello internazionale il traffico di esseri umani.

 

3.        Sarebbe determinante, per affermare la legalità e venire incontro ad una reale necessità, che l’applicazione dell’art.27 della Legge sulla immigrazione comprendesse anche la “figura professionale delle badanti”, alle quali potrebbe essere concesso l’ingresso al di fuori delle quote annuali per lavoro, la concessione di un permesso di soggiorno a tempo determinato (2/3 anni) per la specifica attività lavorativa, con l’obbligo dell’esercizio del solo lavoro di badante, come attualmente avviene per “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento”.

 

 

 

 

      La nuova finanziaria prevede meno tasse per chi paga una badante
      Deducibili fino a 1.820 euro di spese

      per gli addetti all'assistenza

      di una persona non autosufficiente

 

 

Quest'anno chi ha assunto una badante pagherà meno tasse. Un'opportunità che potrebbe avere portare alla regolarizzazione di molti lavoratori stranieri. Infatti, secondo la legge finanziaria 2005, "dal reddito complessivo si deducono,fino ad un massimo di 1.820 euro, le spese documentate sostenute dal contribuente per gli addetti alla propria assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana".

La deduzione spetta anche se le spese "sono state sostenute nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 433 del codice civile", cioè per far assistere coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle, generi, nuore o suoceri. Gli assistiti non devono essere a carico o conviventi della persona che paga la badante.

Può essere considerato "non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana", chi non è in grado di mangiare, espletare le funzioni fisiologiche, provvedere all'igiene personale, camminare, vestirsi. "Inoltre, - spiega una circolare dell'Agenzia delle Entrate - deve essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa". Naturalmente è indispensabile che la condizione di non autosufficienza sia documentata da un certificato medico.

La deduzione sarà al massimo di 1820 euro, anche se si pagano più badanti, e andrà divisa se le spese sono sostenute da più persone. A questa deduzione potrà aggiungersi anche quella già prevista per i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati a colf e badanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

___ Ha scritto... per le badanti_______________

 

 

      Caro Don Cesare,

 

      ho letto e riflettuto la vostra lettera che mi fa conoscere ancor meglio la vasta attività della Fondazione “Regina Pacis”, una realtà internazionale di grande carità, sorretta dal vostro deciso, totale lodevole impegno.

       Unisco un piccolo obolo. Colgo, intanto, l’occasione per riaffrontare un problema, che ho anche rappresentato al Sottosegretario di stato, On.le Mantovano, senza, però, ricavare un adeguata comprensione da parte mia, elogio le azioni delle forze dell’ordine, dirette a raffrenare le irregolarità immigratorie e, soprattutto, a debellare illeciti mercati, spesso attivati dagli stessi stranieri. Mi sembra, però, che, in tale contesto, si trascuri  un fenomeno esteso, derivato dalle sanatorie compiute e dal pratico blocco di poter ulteriormente regolarizzare attraverso contratti di lavoro chi, oggi, si trova sulla nostra terra non regolarizzato. Avviene, infatti, che molti immigrati, ottenuto il permesso di lavoro, chiamati a corrispondere notevoli importi, anche assicurativi, si autolicenziano e si pongono sul mercato per ricercare lavori più lucrosi, vantando la normalizzazione ottenuta.

      A seguito di ciò anziani e anziane inabili si trovano “senza badanti”, né trovano sostituzioni adeguate tanto da doversi rivolgere, volenti o nolenti, al giro dei cosiddetti “irregolari” e, quindi, a sottoporsi a sanzioni, anche penali, fissate dalle leggi in vigore.

      A tal fenomeno, si risponde che il datore di lavoro può intraprendere la via dei flussi, fissati dal Governo. Impresa non facile, complessa e di lunga durata, che assolutamente non assicura la continuità assistenziale. E’ mai possibile che non si comprenda siffatta incresciosa situazione e non si fissi l’elementare regola di regolarizzare qualsiasi lavoratore, dovunque si trovi in funzione della messa in atto di un regolare contratto e di denuncia agli organi previdenziali?

       E, a proposito di enti previdenziali, cioè INPS, è mai possibile che la legge preveda il pagamento dei contributi anche per gli immigrati, che mai degli stessi possono fruire, mancando apposite convenzioni internazionali di recupero?

       Gradirei conoscere il vostro pensiero di esperto.

       Lecce, 17 gennaio 2005

       Cordialmente

                                                                     On.le Giacinto Urso

                                                        Difensore Civico della Provincia di Lecce

 

Bambini abbandonati

nei cassonetti della spazzatura

o nelle cabine telefoniche

 

 

E’ da tempo che all’interno della Fondazione Regina Pacis ci poniamo il drammatico problema dei bambini ritrovati, purtroppo morti, all’interno dei cassonetti o, come accaduto nei giorni scorsi, in cabine telefoniche.

Almeno questo è quanto si riesce a sapere o i corpicini innocenti che è stato possibile rintracciare, ma esiste la fondata convinzione dell’esistenza di una realtà sommersa che deve tanto far pensare.

Le motivazioni o le cause di quanto accade possono essere numerose,  e sarà facile ricercare superficialità e inadempienze, oppure fare accuse ed analisi di ogni genere.

Per quanto riguarda il settore di impegno specifico della Fondazione Regina Pacis, possiamo affermare che all’interno del fenomeno migratorio è in aumento la presenza di ragazze, soprattutto irregolari, in stato di gravidanza o già con a carico un minore in tenera età.

 Di conseguenza assistiamo ad un graduale e costante aumento di richieste di accoglienza di donne in stato di gravidanza o con bambini, senza, ovviamente la presenza di una figura maschile con la funzione di padre. Se poi sommiamo anche il fatto della mancanza di un permesso di soggiorno che possa dare una maggiore serenità, la situazione è grave.

La paura della gravidanza, la mancanza di un permesso di soggiorno, la preoccupazione di fare rientro nel proprio paese con un bambino e senza denaro, la solitudine ed il giudizio della società, sono gli elementi che inducono una donna a pensare che forse l’unica soluzione al problema potrà essere l’abbandono e la soppressione di una creatura innocente, che si traduce concettualmente in infanticidio.

La Fondazione Regina Pacis ha deciso di consolidare la scelta di “accogliere nelle sue strutture ragazze immigrate in stato di gravidanza o già con minori, accompagnandole e sostenendole, sotto tutti i punti di vista, nel loro difficile percorso materno”.

Questo significa non giudicare, ma offrire soluzioni reali ed accoglienza!

 

 

CONTRASTA
IL TURISMO SESSUALE
CON IL TURISMO SOLIDALE

 

 

 

La Fondazione Regina Pacis ha scelto di avviare

per l’anno 2005 una campagna nazionale per il

contrasto al turismo sessuale

attraverso lo sviluppo

del turismo solidale

che consiste nell’invito a trascorrere

periodi di vacanza, ma soprattutto di conoscenza,

dei territori poveri e di maggiore interesse

per gli utenti senza scrupoli del sesso a pagamento.

 

 

La campagna ha i seguenti obiettivi:

 

la tutela delle bambine,

la difesa della dignità delle giovani donne,

il rispetto della povertà dell’uomo

 

 

 

 

Notizie interessanti

* www.reginapacis.org - E’ il nuovo indirizzo web della Fondazione Regina Pacis, ormai completamente operativo, grazie alla generosa, tenace e competente collaborazione di Giovanni Ruggeri, un amico scoperto nei percorsi provvidenziali della Fondazione Regina Pacis, che lavora a Bergamo, presso il prestigioso quotidiano cattolico L’Eco di Bergamo. Va riconosciuta anche la competenza degli operatori della ONG Drumul Speratei di Chisinau, realtà associativa parte viva della Fondazione Regina Pacis, che hanno messo in campo un‘alta tecnologia, anche al fine di proteggere il portare dai noti attacchi di matrice anarchica. Nel sito troverete informazioni, progetti e quant’altro sarà utile per conoscere la Fondazione Regina Pacis.

 

* Ancora un viaggio in Moldavia. Ormai la presenza di Don Cesare Lodeserto in Moldavia si intensifica sempre più, anche a motivo dei progetti che si stanno realizzando nei paesi dell’est. Dal 26 al 30 gennaio Don Cesare sarà in Moldavia ed in Transnistria, per avviare nuovi progetti, come quello della costituzione di un Ufficio legale per la difesa dei diritti dei più poveri e l’accompagnamento degli imprenditori, per l’avvio di un rapporto con l’Università di Chisinau e la cura di un gruppo di studenti, con  quali si intende realizzare un periodico, programmare, come già annunciato, l’avvio della produzione di pane e dolci. In Transnistria, invece, si lavora per la costruzione della Casa per i bambini, voluta dall’Arcivescovo di Lecce e suo generoso dono in occasione del 50° di sacerdozio, celebrato il 18 dicembre scorso.  Va menzionato, a giusto merito, il tenace lavoro di Ilie Zabica, giovane moldavo che coordina le attività della Fondazione Regina Pacis in Moldavia e Transnistria.

 

* Il 31 gennaio prossimo Don Cesare Lodeserto sarà a Borgomanero (No) per incontrare i giovani della scuola salesiana “Liceo classico ed europeo”. L’incontro avverrà proprio nel giorno della festa di San Giovanni Bosco e i giovani saranno coinvolti in una riflessione che riguarderà il fenomeno migratorio. All’incontro sarà presente anche un grande amico della Fondazione Regina Pacis, don Pier Majnetti, oggi responsabile della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte, con il quale sono stati condivisi meravigliosi percorsi di volontariato e servizio, sia in Italia che in Moldavia.

Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.09.2004                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

SOMMA PRECEDENTE

 

       45.553,50

Giuseppe De Filippis – Lecce

Progetto Ali nuove

250,00

Fam. Grilletti – Ostia

Adozione

25,00

Fam. R. Santamaria

Progetto Marta

200,00

Fam. Gallesi – Mantova

Adozione

600,00

Fam. M. Bertucci – Cosenza

Adozione

210,00

N.N. - Lecce

Progetto Ali nuove

85,56

Fam. L.Carlino – Lecce

Adozione

120,00

Fam. L.Pisanello – Alezio (Le)

Casa dei bambini (Moldavia)

15,00

D.Antonio Verardi – Racale

Casa dei bambini (Moldavia)

100,00

G. Astore – Lecce

Adozione

360,00

Fam. T.Belli – Roma

Casa dei bambini (Moldavia)

50,00

Fam. Lavarini – Mantova

Adozione

150,00

Fam. De Carli - Sondrio

Adozione

100,00

Fam. Salerno – Diamante

Adozione

150,00

Fam. Battilana – Città S.Angelo

Adozione

60,00

Coro B.Filippo Smaldone – Trepuzzi (Le)

Casa dei bambini (Moldavia)

230,00

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

€ 48.259,06 

Dal 01.09.2004                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

Roma – F.I.G.C.

Vestiario sportivo

Verona

Lecce – Interfrutta

Viveri

Casa Regina Pacis – S.Foca

Lecce – Fam. Carbone

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Castrì – Fam. Calò

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Trepuzzi – Fam. Rampino

Materiale per neonato

Casa Regina Pacis – S.Foca

Racale – Fam. De Lorenzo

Materiale igienico-sanitario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Cava de’ Tirreni (Sa) – Ass.E.Rossetto

Strumento meccanico

Casa Regina Pacis – S.Foca

Lecce - Ipercoop

Viveri

Progetto Marta

Lecce – Carrefour

Viveri

Progetto Marta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo significativo.

Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

Banca di Roma (3800) Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali, effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986).

 

Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

____________________________________________________________

Allegato de L’Ora del Salento

Settimanale Cattolico

Iscritto al n.517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce