SAHARAWI...........aprile 2002

Caro Francesco
Ti invio qualche foto scattata nel Saharawi.
Io e Gabriele Vannini abbiamo approfittato della missione umanitaria

organizzata da “Rock No War!” e ci siamo aggregati.

Il volto vissuto di un ex soldato      La cerimonia del thè  Il nostro alloggio

Giunti a Tindouf ci siamo poi recati ad Auserd dove siamo rimasti tre giorni (solo tre purtroppo).
Sull'aereo c'era anche Fabrizio De Gasperis, che è rimasto in Saharawi
per molti più giorni.

La figlia di Emma, è triste perché la mamma partirà per l'Italia Oggi fa freddo ma domani ci saranno 40° gradi Entrando nell'ambulatorio odontoiatrico

Abbiamo portato dall'Italia un apparecchio radiografico ed altre attrezzature che abbiamo montato nell'ambulatorio odontoiatrico.
Nelle foto si vedono l'ingresso dell'ospedale di Auserd, l'ambulatorio
odontoiatrico, le persone in attesa.

Incontri all'uscita dell'ospedale Dietro un'apparente inviolabile cortina di veli, stoffe e occhiali scuri, si nasconde in realtà una grande disponibilità al dialogo Vecchi in attesa della visita odontoiatrica

I bambini sorridono e gli adulti sembrano sereni. Sembrano! In realtà la
vita dei campi profughi è dura e l'isolamento dal mondo pesante.
La gentile Emma che ci ha ospitato nella sua famiglia mi ripeteva che a noi
Europei la vita del deserto crea affascinanti suggestioni, ma per loro quel
deserto è un campo profughi, e un campo profughi non è esattamente ciò che
si vorrebbe dalla propria vita.

Pensieri L'Ospedale di Auserd Marco e Fabrizio, improbabili idraulici

Aiutare questo popolo è molto gratificante perché è un popolo molto unito e
solidale, e quello che si fa per una persona o un piccolo gruppo si ha la
sensazione che porterà dei benefici a tutti.

Senza parole Marco e le infermiere Il Vannini

L'ho capito da come il Responsabile dell'ambulatorio, il Dr. Salek, riponeva negli scaffali i materiali che abbiamo portato, con cura e attenzione.
Un'ora dopo aver contato gli spazzolini da denti stava già insegnando ad una paziente l'igiene orale.
Sono rimasto colpito dall'efficienza dell'organizzazione dei campi profughi.

Attesa Nei loro giochi i bambini sublimano tutta l'aggressività che nasce dalla dura vita del campo, il deserto che li circonda non è però sinonimo di libertà Allo straniero viene offerto più volte al giorno cibo e thè

 

Le scuole, gli ospedali, le riserve d'acqua, le ambulanze, non danno la
sensazione di essere in un luogo abbandonato, anzi!.
Ho avuto la sensazione che ogni persona si senta seguita e rassicurata
nonostante le ovvie difficoltà di una vita da profughi.

Controvento Emma mi ripeteva che la presenza di noi volontari è importante, oltre che per il lavoro che svolgiamo, perché li rassicuriamo del fatto che in Europa qualcuno li pensa Infermiera

Ringrazio l'ASMO che mi ha permesso di entrare in contatto con questo mondo.
E' stata un’esperienza molto coinvolgente, da ripetere. 

                                                 A presto
  
                                                                                                         Marco Castelli

 

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