Benita
e i suoi fratelli
Benita è una bellissima ragazzina di 12 anni che vive in Albania, vicino ad Arameras, con il padre, la madre e i suoi tre fratelli, tutti più piccoli di lei.
L’ho conosciuta un giorno, mentre curavo, come sempre, tantissimi bambini che in quel posto hanno così bisogno di cure odontoiatriche.
Mi ha colpito subito per i suoi modi dolci ed affettuosi e
per il coraggio dimostrato nell’affrontare la seduta (cosa peraltro comune a
moltissimi bambini albanesi).
-Benita con una cuginetta-
-Benita con due fratelli-
Nel pomeriggio Suor Tipthara, la suora thailandese che, insieme ad altre due consorelle, manda avanti da oltre 10 anni, con forza e coraggio ammirevoli, il piccolo ma ben attrezzato posto di pronto soccorso di Arameras, mi ha proposto di seguirla in una visita alla “casa” di Benita per mostrarmi le condizioni in cui vive con la sua famiglia.
Arrivati sul posto lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato di ancora maggiore povertà e bisogno di quanto ci potessimo aspettare.

-la casa con il padre di
Benita-
-il
resto della famiglia con suor Tipthara-
La sua abitazione (se tale può essere chiamata) è costituita da due piccole stanze, una adibita a salotto di giorno e camera da letto di notte; l’altra, in un angolo a cucina, nell’altro, dove è sistemata un culla arrugginita, a cameretta per il bambino più piccolo. Non ci sono servizi igienici, riscaldamento, acqua, e la corrente elettrica è presente solo alcune ore alla sera. Suor Tipthara mi mostra, orgogliosa, la porta d’ingresso che è riuscita ad installare con l’aiuto di soldati italiani, dopo che in passato dei malintenzionati avevano tentato più volte di insidiare la mamma di Benita. Il soffitto mostra delle crepe preoccupanti. Non voglio pensare a cosa sia questo posto d’inverno, con il freddo e la pioggia.

-il “salotto”-
-la “cucina”-
Al nostro arrivo siamo stati subito accolti con grandi feste e con un caloroso benvenuto dai bambini, ma successivamente anche dai grandi che, dopo qualche minuto, ci hanno offerto qualcosa da bere, all’insegna di un’ospitalità che anche le famiglie più povere e prive di mezzi sentono il bisogno di offrire a chi reca loro visita, qui in Albania.

-la culla-
E’ probabilmente il contrasto tra la povertà estrema e la dignità che, nonostante tutto, queste persone conservano, ciò che colpisce di più, soprattutto in tempi in cui la gente albanese si è costruita spesso una reputazione dubbia nel nostro paese.
Le suore di Arameras, negli anni scorsi, sono miracolosamente riuscite a raccogliere fondi sufficienti a ristrutturare una “casa” adiacente che, a loro dire, si trovava precedentemente in condizioni ancora peggiori della casa di Benita, e che adesso ha un aspetto decisamente gradevole. La somma che venne raccolta per l’occasione fu di 7500 $, rigidamente amministrati dalle suore stesse che hanno provveduto personalmente al pagamento di tutte le spese per i materiali di costruzione.
Il mio sogno sarebbe quello di poter fare altrettanto per Benita e i suoi fratelli, per dare loro condizioni di vita di cui bambini della loro età avrebbero diritto in ogni parte del mondo.
Non sono mai stato una persona particolarmente attiva nel mondo del volontariato, né pensavo un giorno di diventarlo. Ero (e forse sono ancora) piuttosto diffidente nei confronti di tante iniziative di cosiddetta solidarietà, nelle quali si raccolgono cifre consistenti, il cui utilizzo è però difficile da verificare.
Ho però sentito sempre il bisogno di fare qualcosa di veramente concreto, che si potesse vedere e toccare con mano, e l’esperienza che ho appena fatto in Albania mi ha confermato che, in questo genere di iniziative, è molto più quello che si riceve di quello che si dà.
Basta guardare negli occhi Benita e i suoi fratelli……..

- i fratelli di Benita-
Giorgio Ugoccioni Arameras luglio 2005