Albania
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Angelo Sacchi, veterinario, instancabile,
pratico, determinato
Carlo Fasoli, Ingegnere, Vice Presidente del Rotary di Crema
Federico Razzini, bancario, volenteroso e disponibile
Francesco Barozzi, dinamico tecnico di radiologia
Francesco Specchiarelli, odontoiatra
Giuliano Porcelli, odontoiatra, generoso, uno dei primi Volontari
ASMO
Massimo Caizzi, oculista, particolarmente legato a Bilisht.
clicca qui per vedere le foto dei Volontari
Una breve storia...... Dal 1468 sotto il controllo dellimpero ottomano, che portò alla conversione allIslamismo il 70% della popolazione, lAlbania divenne indipendente nel 1912. Occupata dallItalia nel 1939, dal 1945 al 1991 ha vissuto sostanzialmente 45 anni di regime duro in una condizione di isolamento internazionale quasi totale. La propaganda governativa giustificava la propria linea con la necessità di fronteggiare le minacce militari di paesi stranieri.
ASMO in Albania e a BilishtLa prima missione ASMO in Albania
risale alla fine del 1996, in collaborazione con lAssociazione
salentina Agimi, nel territorio di Valona. I Volontari
impegnati furono Alice Netikova, Francesco Specchiarelli
e Marco Ceccarelli. |
I Volontari dell'ultima missione con
i dottori: |
Segno visibile di
questa strategia politica sono le centinaia di migliaia di bunker
in cemento armato (circa 700.000, ma cè chi ne stima più
di un milione).
Di forma semisferica, alti da due a cinque metri, realizzati in
cemento armato con laiuto della Cina negli anni in cui gli
unici rapporti internazionali erano con questa (1961-1968) e con
Cuba..
Ciclopico spreco propagandistico di risorse umane ed economiche,
isolati, in piccoli gruppi o a decine, sono distribuiti lungo le
strade principali, sparsi nelle campagne e lungo la costa,
ma anche nei villaggi e nelle città.
Il ruolo della
donna in Albania è sicuramente variabile tra le varie regioni e
a seconda del livello di urbanizzazione, ma sostanzialmente
omogeneo.
Nonostante 450 anni di controllo turco, la condizione femminile
è probabilmente più emancipata di quanto non ci si possa
aspettare in uno Stato in cui il 70% della popolazione si
dichiara musulmano.
Forse questo è lunico risvolto positivo dellateismo
di stato imposto dal regime.
Certamente le donne non occupano posizioni di potere, ma hanno
accesso allistruzione e possono svolgere la libera
professione (per esempio in campo medico).
La cittadina di
Bilisht, capoluogo della regione del Devoll, è a otto chilometri
dal confine greco, non distante da Kastoria, ricca città situata
nel nord della Grecia.
Lisolamento cinquantennale ha sicuramente penalizzato larea,
che con la liberalizzazione degli scambi potrebbe diventare un
importante crocevia commerciale.
Korça è 30 chilometri a ovest, più grande di Bilisht e più
facile da trovare sulle mappe.
Nella civilissima Irlanda del Nord è
naturale scambiarsi bombe e pallottole tra Cattolici e
Protestanti. E mentre nelle regioni della ex Jugoslavia è ancora
vivo il ricordo e tangibile la realtà dello stupro etnico
tra Musulmani bosniaci, Ortodossi serbi e Cattolici croati,
appena si supera il confine albanese il rapporto tra le religioni
è totalmente diverso.
Ancora un Viaggio nel tempo? Nel passato o nel futuro? LAlbania
un Laboratorio interreligioso?
Con la caduta del regime e del divieto di culto, le naturali
esigenze spirituali sono riemerse con la ricerca delle identità
culturali e individuali.
Si calcola che il 70% della popolazione sia musulmano, il 20%
ortodosso e il 10% cattolico.
In realtà queste percentuali vanno interpretate tenendo conto
che moltissimi Albanesi fanno semplicemente riferimento al culto
praticato dalle famiglie di appartenanza fino al 1945.
Chi ha meno di 60 anni non ha mai assistito, fino alla metà
degli anni 90, ad un rito religioso.
Molti trentenni confondono i segni dei diversi culti, e i
ventenni sono quasi sempre più interessati alle immagini del
ricco occidente che alle esigenze spirituali.
Tutto ciò rende inimmaginabile lestremismo religioso ed occasioni di collaborazione tra cattolici .
Al contrario facilita una diffusa tolleranza ed ortodossi.
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