Missione in Albania, agosto 2004

di Michele Figliuzzi

 

Erano anni che volevo fare un'esperienza di volontariato in Albania, ma rimandavo sempre. Poi in agosto, parlando con Francesco, mi sono deciso.
Partiamo il 23 agosto io, il mio collega Corrado e il tecnico Andrea. Decidiamo di andare in moto! Si sbarca ad Ikoumenitza ( Grecia ), e risaliamo  viaggiando verso nord. La Grecia è bellissima, i panorami visti dalla moto straordinari.
Arriviamo alla frontiera Albanese; ci accoglie un gendarme con la faccia cupa dicendoci:
“Documenti! Qui l’Europa è finita”. Mi accorgo che una smorfia di rabbia e tristezza solca il suo viso. Intorno a noi, altri individui, dalle facce inquietanti, fanno domande su chi siamo, dove andiamo, circondando le moto. Un tizio, poco lontano, si aggira con un mazzo di soldi in mano.
Corrado mi dice: “ Vedrai che ci chiederanno soldi !” Invece passiamo.
Appena entrati l’atmosfera è già diversa dalla Grecia. Ruderi dappertutto, Bunker residui dal regime tutt’intorno, qualche mulo porta a casa i suoi padroni.
Stanchi ma entusiasti entriamo a BILISHT. Occhi sospettosi seguono il nostro percorso. Le moto sembrano astronavi. Arriviamo finalmente dalle suore . Un nuvolo di bambini scalzi e sporchi ci sovrasta e ci sorprende! Salgono sulle moto, urlano, ci fanno mille e mille domande. Qualcuno parla italiano. Nei loro sguardi la voglia di vivere, la speranza di farcela.
Suor Valeria ci sorride, e ci difende dall’assalto dei bambini! Pochi minuti e ci accompagna al “Palazzo”, denominato  “Casa Italia”, perché ci vanno tutti i colleghi. In sostanza una casa  popolare, dove vivono anche in 8 in due stanze.
Per noi ci sono due stanze con due letti a castello. Abbiamo il bagno in casa. Nei villaggi scopriremo che è un lusso di pochi!! Sono le 16:00, fa caldo,non c’è acqua, né luce! Per lavarci ci accontentiamo dei bidoni riempiti da Suor Valeria! Usciamo, Andrea è sconvolto! I bambini non ci danno tregua, io vengo immediatamente ribattezzato “ Commissario Montalbano” (per la mia folta capigliatura), mentre Corrado è Cattani!!! Non so se mi spiego! Tra gli sguardi sospettosi della gente, portiamo i bambini ad una specie di bar. Bevono coca-cola, e ci danno un po’ di tregua. Due perle ci accompagnano per tutto il soggiorno: Cristi e Bora! La sera ceniamo dalle Suore e poi a letto senza luce, senza acqua.
Ed allora pensi, rifletti, ti domandi perché !? Ma risposta non c’è! C’è solo un denso, profondo senso di tristezza, e di Pace!
“ Deve esserci  un modo di vivere senza dolore” diceva Fabrizio De Andrè.
L’indomani alle 08:00 sveglia, e con il nostro interprete Marino, si parte per il villaggio.
Qui è davvero povertà!  Volti di pietra e strade di fango. All’ambulatorio ci aspetta un capannello di  persone. Per lo più donne e bambini; uomini no!
Si comincia, non c’è acqua, il compressore perde aria, l’aspiratore non funziona. Ci mettiamo al lavoro con coraggio: ripariamo tutto. Corrado smonta tutto l’ aspiratore, motore compreso, lo rimonta e lo fa ripartire. Grande Corrado!!!
E qui voglio fare un’ inciso: consiglio e ritengo che i colleghi  che vengono qui devono avere un minimo di conoscenze tecniche, sul riunito, sulle turbine etc.. Bisogna saper mettere le mani, perché spesso le cose non funzionano. Un po’ per la mancata manutenzione, un po’ per il freddo invernale, un po’ per la corrente alternata (ovviamente nel senso che a volte c'è e avolte non c'è)!!!!
Faccio mettere il camice a Marino, che diventa il nostro assistente- interprete. Io alla poltrona, Corrado si attrezza una sala estrattiva nell’altra stanza. La gente ci sorride, ci dice “Grazie”.
Una signora: “Che Dio benedica le vostre mani!”.
E penso alle Suore che dedicano una vita a questa gente! Una bimba mi chiede perché ho il coccodrillo sulla maglia : vorrei dirgli perché viviamo di cose futili, ma evito. Andiamo avanti fino alle 14:00, tutti i giorni. Si fidano dei medici italiani, sono contenti. Ci chiedono sempre dell’Italia.
La realtà dei villaggi è dura, c’è sporcizia, condizioni igieniche non sufficienti,non ci sono le fogne, solo pozzi. Molti animali, molta agricoltura. In 7 giorni riusciamo a fare 50 otturazioni, 3 terapie canalari, 10 estrazioni. Di più non si poteva. Alla fine della settimana, ci sentiamo soddisfatti, puliamo tutto lo studio, facciamo  un inventario, lasciamo indicazioni scritte a chi verrà dopo. Cosa dire altro?  Si riparte con  l’anima un pò rinfrancata; la sensazione di aver fatto qualcosa di buono, la certezza che è troppo poco!  I bambini intorno a noi, salutano agitando le mani. Le lacrime di Cristi e Bora non le dimenticherò mai. La strada di fango si apre  alle moto, il sole batte forte, nei nostri cuori una prepotente, irresistibile voglia di ritornare.

Michele Figliuzzi

Nell'immagine, i Volontari Corrado e Michele davanti all'ambulatorio odontoiatrico (cliccare sulla foto per vedere l'ingrandimento)

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