La
prima parola rompe un foglio bianco, ma
non riuscendo a trovare quella giusta meglio iniziare con una qualunque.
E'
difficile rendere in
poche righe l'esperienza in Guinea.
In
generale posso dirvi che sono partita per egoismo, perché adoro l'Africa
e volevo infilarmici dentro.
Perché mi piace il mio lavoro, e
mi sento bene quando posso farlo per chi non potrebbe permetterselo e invece ne
ha tanto bisogno.
Anche io ne avevo
bisogno, era tempo che non lavoravo con tanto piacere.
La
sottoscritta in Guinea Bissau
a fare l'igienista dentale, ma vi
garantisco che la cosa non fa ridere nessuno.
In tanti hanno voluto
fare l'igiene e subito dopo guardarsi allo specchio,
ed è stato come regalargli un attimo di dignità.
Ho una certa
esperienza di Africa,
per cui non mi hanno sorpreso i bambini che corrono per lo scatto di una foto o
una caramella, avevo già visto la loro terra rosso fuoco, le loro vesti, le
donne lavorare e fare figli mentre gli uomini giocano a pallone.
Non mi hanno sorpreso
per quanto sono duri, tante volte lenti e insolenti, sembra che non capiscano
mai.
Sono rimasta però
colpita dai forti contrasti, e dove c'è
molto meno io ho trovato molto di più.

Nella
missione di Quinhamel ci sono una
scuola, un ospedale materno-infantile e uno studio dentistico con quattro suore
straordinarie.
Suor Caterina,
dentista settantenne per vocazione di Dio,
mi ha detto, instancabile e sorridente
di anno in anno.
Suor Monica
non conosce pause, è sempre nel suo
ospedale dove anche io ho visto nascere tanti
bambini.
Suor Luigina,
la madre superiora, si è inventata un
corso di cucito per riuscire ad alfabetizzare le donne dei villaggi.
Suor Maria
è la direttrice della scuola dove studiano e mangiano ogni giorno 700
bambini.
La sede della missione
è tanto umile quanto accogliente, c'è pulito e per il cibo
garantisco sia la qualità che l'abbondanza. Le giornate lunghissime sono fatte
soprattutto di lavoro, ma anche di
visite in posti che se non lì altrimenti non vedresti mai.
Difficoltà
vere e proprie non ne ho trovate, se non
quelle di lavorare con strumenti non propri,
più scomodi e al caldo. Ma
nonostante questo, ciò che più si
scalda è il tuo cuore.
Sono a disposizione di
tutte le persone che pensano di partire. Con Antonella
ho fatto una lista di ciò che può servire...
Intanto
vi lascio questo elenco.
Tra le cose più belle:
- la sveglia degli uccelli al mattino;
- assistere al parto;
- l'ex ministro della sanità che ringrazia per ciò che facciamo
per il suo popolo;
- l'Africa quando si spegne e restano i fuochi accesi fuori dalle
capanne;
- Antonella che, arrivata una sola delle proprie valigie dopo una
settimana, dice che è la più importante perché è quella piena di
medicinali;
- un bambino che a tre mesi pesava 1,8 kg e alla nostra partenza
ne pesava 2,6 grazie al latte in polvere di Mario.
Tra le cose più brutte: il cobra in giardino, gli occhi tristi
e spenti delle donne anche partorienti e lo sgomento con cui sono tornata
chiedendomi come sia possibile che a sole 5 ore da Lisbona esista una
disperazione tanto grande.
Grazie di cuore a Francesco, Antonella, Mario e Filippo.
Sara
(clicca sulle foto in miniatura per
ingrandirle)
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