La prima parola rompe un foglio bianco, ma non riuscendo a trovare quella giusta meglio iniziare con una qualunque.

E' difficile rendere in poche righe l'esperienza in Guinea.
 
In generale posso dirvi che sono partita per egoismo, perché adoro l'Africa e volevo infilarmici dentro. Perché mi piace il mio lavoro, e mi sento bene quando posso farlo per chi non potrebbe permetterselo e invece ne ha tanto bisogno.
Anche io ne avevo bisogno, era tempo che non lavoravo con tanto piacere.
 

La sottoscritta in Guinea Bissau a fare l'igienista dentale, ma vi garantisco che la cosa non fa ridere nessuno.

bennati02.JPG (64364 byte)In tanti hanno voluto fare l'igiene e subito dopo guardarsi allo specchio, ed è stato come regalargli un attimo di dignità.

zemella09.JPG (116078 byte)Ho una certa esperienza di Africa, per cui non mi hanno sorpreso i bambini che corrono per lo scatto di una foto o una caramella, avevo già visto la loro terra rosso fuoco, le loro vesti, le donne lavorare e fare figli mentre gli uomini giocano a pallone.

Non mi hanno sorpreso per quanto sono duri, tante volte lenti e insolenti, sembra che non capiscano mai.

Sono rimasta però colpita dai forti contrasti, e dove c'è molto meno io ho trovato molto di più.

bennati03.JPG (60125 byte)Nella missione di Quinhamel ci sono una scuola, un ospedale materno-infantile e uno studio dentistico con quattro suore straordinarie. 

Suor Caterina, dentista settantenne per vocazione di Dio, mi ha detto, instancabile e sorridente di anno in anno.

Suor Monica non conosce pause, è sempre nel suo ospedale dove anche io ho visto nascere tantizemella26.JPG (54940 byte) bambini.

Suor Luigina, la madre superiora, si è inventata un corso di cucito per riuscire ad  alfabetizzare le donne dei villaggi.

Suor Maria è la direttrice della scuola dove studiano e mangiano ogni giorno 700 bambini.
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La sede della missione è tanto umile quanto accogliente, c'è pulito e per il cibo garantisco sia la qualità che l'abbondanza. Le giornate lunghissime sono fatte soprattutto di lavoro, ma anche di visite in posti che se non lì altrimenti non vedresti mai.

zemella21.JPG (72535 byte)Difficoltà vere e proprie non ne ho trovate, se non quelle di lavorare con strumenti non propri, più scomodi e al caldo. Ma nonostante questo, ciò che più si scalda è il tuo cuore.

Sono a disposizione di tutte le persone che pensano di partire. Con Antonella ho fatto una lista di ciò che può servire...

Intanto vi lascio questo elenco. 

Tra le cose più belle:
- la sveglia degli uccelli al mattino;
- assistere al parto;
- l'ex ministro della sanità che ringrazia per ciò che facciamo per il suo popolo;
- l'Africa quando si spegne e restano i fuochi accesi fuori dalle capanne;
- Antonella che, arrivata una sola delle proprie valigie dopo una settimana, dice che è la più importante perché è quella piena di medicinali;
- un bambino che a tre mesi pesava 1,8 kg e alla nostra partenza ne pesava 2,6 grazie al latte in polvere di Mario.
 
Tra le cose più brutte: il cobra in giardino, gli occhi tristi e spenti delle donne anche partorienti e lo sgomento con cui sono tornata chiedendomi come sia possibile che a sole 5 ore da Lisbona esista una disperazione tanto grande.
 

Grazie di cuore a Francesco, Antonella, Mario e Filippo.

 

Sara

 

(clicca sulle foto in miniatura per ingrandirle)

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