PIABETA’, UN ANGOLO DO BRASIL
Piabetà è una cittadina di oltre 100mila abitanti a circa
60 Km. da Rio, in Brasile.
E’ lì che siamo andati come volontari A.S.M.O., a prestare gratuitamente la
nostra opera professionale per 15 giorni.
Dopo un lungo viaggio in aereo, io, Gigi e Paolo siamo giunti all’aeroporto di
Rio, e poche ore dopo eravamo a destinazione, ospiti di Suor Amelia e delle
consorelle Canossiane.
Nonostante la stanchezza dovuta al lungo viaggio, il mattino seguente eravamo già
al lavoro.
Gigi e Paolo sono due dentisti che hanno formato insieme a me, medico, un trio
di lavoro e di amicizia veramente eccezionale.
Gigi e Paolo hanno subito controllato il riunito e tutte la
attrezzature odontoiatriche, nella stanza di un grande ambulatorio, lì al
convento di Piabetà.
In esso c’erano altri locali dove ho potuto lavorare come medico e dove si
svolgevano, in spazi separati, altre attività come la logoterapia e la
fisioterapia.
L’accoglienza delle suore al convento è stata formidabile.
Erano molto attente a non farci mancare nulla, sia come assistenza sanitaria che
per le nostre necessità personali.
Il frigorifero, poi, era sempre completo di bevande (“Refrigerado” detto
alla Brasiliana) e di frutta fresca di ogni tipo per moderare il caldo che, in
questo periodo autunnale brasiliano, si faceva sentire, insieme alle zanzare.
Le Suore hanno organizzato il lavoro, ed il quartiere è stato informato della
nostra presenza. Gigi e Paolo hanno cominciato a lavorare con ritmi vertiginosi
ed hanno continuato così, senza risparmio di energie, per tutta la permanenza
brasiliana.
Anche se stanchi, dopo il già lungo lavoro della giornata, i Colleghi si
mostravano sempre cordiali e disponibili ad ogni richiesta odontoiatrica, tanto
che ricordo una sera in cui si era giunti alle ore 22 e loro erano ancora lì a
lavorare su un camionista per una estrazione dentaria.
Gigi e Paolo erano molto cordiali e molto stimati dalla gente del quartiere, che
affluiva all’ambulatorio ogni giorno più numerosa.
Per quanto concerne la mia attività, le sorelle avevano divulgato la notizia
della presenza anche di un medico nella loro casa conventuale, e da San Paolo
era arrivata Suor Maria, un’infermiera anziana ma molto efficiente, che mi è
stata di valido aiuto sia come assistente che come interprete.
Tutto nel convento era eccezionale: le suore, l’estrema pulizia dei locali, il
cibo, la simpatia, i colleghi amici e la gente del posto.
I
pazienti erano di tutte le età, soprattutto donne e bambini. Le mamme
brasiliane erano molto attente e preoccupate per la salute dei loro figli,
alcuni dei quali molto piccoli.
Nei pazienti brasiliani ho riscontrato quasi le stesse patologie diagnosticabili
nei nostri ambulatori: molti casi di tonsillite nei bambini, alcuni casi di
ipertiroidismo e di sfumata anoressia nervosa, di diabete, di ipertensione ed
anche casi di ictus celebrale.
In aggiunta a queste ci sono state patologie specifiche del luogo come la Tbc,
vermi intestinali e dissenteria.
Mi avevano riferito che il fenomeno della droga era dilagante, ma non ho
riscontrato nessun caso sospetto di AIDS, né di epatite. Invece ho visitato
alcune persone dedite all’alcolismo, un fenomeno molto serio e preoccupante.
Avevo a disposizione molti antibiotici ed altri medicinali nella farmacia
dell’ambulatorio, che si aggiungevano a quelli portati da noi. Io e Suor Maria
ne abbiamo largamente distribuiti molti dopo ogni visita medica.
Un appello va lanciato per le vaccinazioni. Dubito vengano eseguite a tutti i
bambini, nonostante alcuni cartelloni pubblicitari governativi che incoraggiano
alla loro esecuzione, ma che forse sono disattese dalla popolazione per scarsa
sensibilità al problema della prevenzione, a cui si aggiunge anche la poca
presenza da parte dello stato brasiliano.
Piabetà è chiamata il formicaio e il dormitorio di Rio. Dov’è allora il
paradiso di Piabetà?
Piabetà é la gente che esorcizzava la miseria con la musica e il ballo.
Ad ogni minimo suono musicale essa incomincia a danzare anche per le strade ed i
loro volti si trasformano in gioia.
Piabetà è l’abbraccio ricevuto da Gherson, dopo averlo guarito da una forte
tonsillite con febbre alta e permesso a lui di giocare la partita di calcio.
Piabetà è il coraggio di queste suore che affrontano quotidianamente mille
difficoltà (intenso caldo, sottosviluppo culturale e scarsa organizzazione,
delinquenza, pregiudizi religiosi ed etnici ).
Piabetà è l’amicizia sincera e profonda con i miei colleghi di lavoro, Gigi
e Paolo.
Eravamo proprio “tutti per uno e uno per tutti”.
Piabetà è il “Tio” di Joseph che correva verso di me abbracciandosi alle
mie gambe.
Lui, così piccolo si stringeva a me e mi guardava, da quella piccola isola che
era, con occhi azzurri e grandi, rivolti in alto dicendomi “Tio......Tio”
che significa “Zio......Zio”.
Piabetà è l’”Obrigato” di quella signora brasilera
che non finiva più di ringraziare perché gli era stata fatta una visita
attenta ed accurata, soddisfacendo a tutte le sue richieste di carattere medico.
Piabetà è l’amicizia fraterna con Andrea, giovane frequentatore del
convento, che voleva apprendere l’Italiano e sognava di andare a Roma.
Piabetà è Pakita, la Santa protettrice del convento, raffigurata da una grande
foto contornata da una cornice aurea, posta al centro dell’ingresso
conventuale, sotto cui c’è una frase scritta con parole dorate: ”Unico
scopo è il bene del popolo”.
Piabetà è l’Amantina, pietra preziosa do Brasil, costituita da scaglie rudi
e luccicanti, proprio come il popolo brasiliano. Essa ci è stata regalata dalle
suore, come ringraziamento per il nostro lavoro totalmente gratuito.
Piabetà è un po’ come Napoli dai mille colori e mille sapori con tanti
sorrisi de’ creatur.
Piabetà è la follia nella mediocrità, è la ricchezza nella povertà, è la
magia nella samba e nel macumba.
Quello brasiliano è, dunque, un popolo ricco di generosità e di musica nelle
vene, a cui si aggiunge la ricchezza immensa della sua natura.
Tutto questo è per me, e penso anche per Gigi e Paolo, carissimi colleghi di
lavoro, il paradiso di Piabetà.
VINCENZO MALVASI medico chirurgo Volontario A.S.M.O.