lettera del Volontario Sergio Streva
Un AMORE di fine estate sbocciato a Bugojno

Lettera di un Volontario al ritorno da Bugojno.
Cara Angelica,
ti invio questa lettera aperta, in maniera che tutti sappiano chi sei e come sono i luoghi dove tu vivi. Mi sembra ieri quando mi sono imbarcato da Ancona per Spalato. Con me c'erano quelli che sarebbero diventati i tre alleati con cui ho combattuto la battaglia più importante dei miei primi quarant' anni. C' era Ryad, medico siriano, che nei giorni di Bugojno si è dimostrato grande professionista, pieno di valori e di volontà . C' era Maria Rita, Volontaria al di fuori del settore, che si è improvvisata assistente dentale. Ma tanta e tale era la sua voglia di aiutare il prossimo, che si è mossa nello studio come un' assistente preparatissima. E c' era Filomena, tecnico di Lecce di ottima preparazione. Col suo carattere energico e brillante è riuscita a infondere nei momenti di difficoltà quella carica che ci ha permesso di lavorare fino a 15 ore al giorno. Attraversando la Croazia e la Bosnia fino ad arrivare a Bugojno, abbiamo visto i segni della guerra , case distrutte o ancora con segni di colpi di mitragliatrice. Il paesaggio mostrava drammaticamente evidenti i segni della devastazione, ed in noi cresceva la tristezza ed insieme la determinazione di aiutare quelle popolazioni. Quando siamo arrivati, ci hai aperto il portone di casa. I tuoi occhi neri, a dispetto della tua nazionalità, ci ricordavano le donne del nostro sud. Insieme al tuo sorriso rassicurante, e così bello da non poterlo descrivere, ci hanno colpito subito.
La prima sera ci hai parlato delle difficoltà che ci sono nel vivere in questo momento a Bugojno. Disoccupazione all' ottanta per cento, famiglie numerose costrette ad abitare in condizioni disumane, pacchi che porti giornalmente ai bisognosi, e le scorte di cibo che stanno finendo perchè tutti sembra si siano dimenticati di voi.
La mattina dopo, di buon'ora, abbiamo cominciato a lavorare.
Come dimenticarsi di Maria? A 18 anni lo stato della sua dentatura ricordava le case di Bugojno, distrutte dalla violenza dei bombardamenti e dei colpi delle armi da fuoco. Ryad ci ha lavorato 2 ore al giorno, il suo sorriso è tornato sulla sua bocca, ma non tutti i suoi problemi sono risolti. Lei è anche anoressica (retaggi di una guerra finita da troppo poco tempo per poter essere dimenticata).
Come non è possibile dimenticarsi di Omar e degli altri pazienti dai nomi per noi strani e per questo soprannominati: "giovine" , "occhi belli" , "piccolo". Tutta gente povera, ma con una ricchissima ed infinita dignità. Come è infinita la tua bontà, Angelica, pronta sempre a stendere una mano e dispensare sorrisi rassicuranti, pronta sempre a trarre forza dalla tua Fede e a confidare nella Provvidenza. Doti che ti portano ad essere la suora più buona del mondo.
Per questo ti prometto di tornare al più presto per ricostruire qualche sorriso, là dove sorridere diventa ogni giorno più difficile. Tramite le mie amicizie e la possibilità di conoscere gente diffonderò l' operato dell' ASMO e cercherò di realizzare il tuo sogno nel cassetto: regalare un paio di scarpe da ginnastica per dicembre a tutti i tuoi bambini. Perchè la provvidenza, oggi ho capito, siamo anche noi!!!

  Sergio Streva
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