| Un AMORE di fine estate sbocciato a
Bugojno Lettera di un Volontario al ritorno da Bugojno.
Cara Angelica,
ti invio questa lettera aperta, in maniera che tutti
sappiano chi sei e come sono i luoghi dove tu vivi. Mi
sembra ieri quando mi sono imbarcato da Ancona per
Spalato. Con me c'erano quelli che sarebbero diventati i
tre alleati con cui ho combattuto la battaglia più
importante dei miei primi quarant' anni. C' era Ryad,
medico siriano, che nei giorni di Bugojno si è
dimostrato grande professionista, pieno di valori e di
volontà . C' era Maria Rita, Volontaria al di fuori del
settore, che si è improvvisata assistente dentale. Ma
tanta e tale era la sua voglia di aiutare il prossimo,
che si è mossa nello studio come un' assistente
preparatissima. E c' era Filomena, tecnico di Lecce di
ottima preparazione. Col suo carattere energico e
brillante è riuscita a infondere nei momenti di
difficoltà quella carica che ci ha permesso di lavorare
fino a 15 ore al giorno. Attraversando la Croazia e la
Bosnia fino ad arrivare a Bugojno, abbiamo visto i segni
della guerra , case distrutte o ancora con segni di colpi
di mitragliatrice. Il paesaggio mostrava drammaticamente
evidenti i segni della devastazione, ed in noi cresceva
la tristezza ed insieme la determinazione di aiutare
quelle popolazioni. Quando siamo arrivati, ci hai aperto
il portone di casa. I tuoi occhi neri, a dispetto della
tua nazionalità, ci ricordavano le donne del nostro sud.
Insieme al tuo sorriso rassicurante, e così bello da non
poterlo descrivere, ci hanno colpito subito.
La prima sera ci hai parlato delle difficoltà che ci
sono nel vivere in questo momento a Bugojno.
Disoccupazione all' ottanta per cento, famiglie numerose
costrette ad abitare in condizioni disumane, pacchi che
porti giornalmente ai bisognosi, e le scorte di cibo che
stanno finendo perchè tutti sembra si siano dimenticati
di voi.
La mattina dopo, di buon'ora, abbiamo cominciato a
lavorare.
Come dimenticarsi di Maria? A 18 anni lo stato della sua
dentatura ricordava le case di Bugojno, distrutte dalla
violenza dei bombardamenti e dei colpi delle armi da
fuoco. Ryad ci ha lavorato 2 ore al giorno, il suo
sorriso è tornato sulla sua bocca, ma non tutti i suoi
problemi sono risolti. Lei è anche anoressica (retaggi
di una guerra finita da troppo poco tempo per poter
essere dimenticata).
Come non è possibile dimenticarsi di Omar e degli altri
pazienti dai nomi per noi strani e per questo
soprannominati: "giovine" , "occhi belli"
, "piccolo". Tutta gente povera, ma con una
ricchissima ed infinita dignità. Come è infinita la tua
bontà, Angelica, pronta sempre a stendere una mano e
dispensare sorrisi rassicuranti, pronta sempre a trarre
forza dalla tua Fede e a confidare nella Provvidenza.
Doti che ti portano ad essere la suora più buona del
mondo.
Per questo ti prometto di tornare al più presto per
ricostruire qualche sorriso, là dove sorridere diventa
ogni giorno più difficile. Tramite le mie amicizie e la
possibilità di conoscere gente diffonderò l' operato
dell' ASMO e cercherò di realizzare il tuo sogno nel
cassetto: regalare un paio di scarpe da ginnastica per
dicembre a tutti i tuoi bambini. Perchè la provvidenza,
oggi ho capito, siamo anche noi!!!
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