Enrico Marchetti, resoconto Missione ad Arameras in Albania

Caro Francesco,
Finalmente ho trovato un attimo per scrivere qualche riga sull’esperienza ad Arameras!
Mi sembra ieri quando ho ricevuto la tua telefonata in cui mi chiedevi di partire per l’Albania!
Ricordo bene l’emozione....le paure....nel prendere una decisione così, su due piedi, ma dopo un’oretta riponevo nella mia tasca un biglietto a/r per Tirana sotto l’aria perplessa dell'impiegata del CTS!
Non mi sono mai pentito, neanche un attimo, di questa decisione. Anzi, voglio ringraziarti per l’opportunità che mi hai dato.
Sono partito con Maria Gabriella Nardelli, una collega di Roma, il 28 settembre all’ora di pranzo. Naturalmente le donne amano farsi attendere, e quindi come nei film ho potuto anche io sentirmi chiamare all’altoparlante per l’imbarco immediato!
All’aeroporto albanese abbiamo facilmente riconosciuto un paio di suorine con gli occhi a mandorla e una bella croce rossa sulla tonaca: suor Tiptara e Suor Supaphon.
Le avevo viste così tante volte nelle fotografie dei resoconti che mi sono quasi emozionato: in fondo erano delle VIP!
E anche le descrizioni dei colleghi erano esatte: solari, allegre, piene di vita!
Quante cose ho potuto imparare da loro in così pochi giorni...

All’ambulanca (ambulatorio) Arameras ci aspettavano suor Graziana con Vittoria e Valeria, due fantastiche ragazze di Palermo al quinto anno di Odontoiatria.
Ed oltre a loro già un pò di pazienti, tanto per farci capire che lì non si gioca, si lavora!
La struttura è costituita da un prefabbricato in legno, all’interno del quale si dorme, si mangia, si prega e si lavora!
In realtà, come unico maschietto sono stato messo in quarantena per la notte nell’abitazione del parroco!
L’organizzazione delle suore non è niente male. Tutti i pazienti, odontoiatrici e non, vengono registrati nelle apposite cartelle, in maniera che se anche non si riesce a terminare le cure ad ogni singolo paziente, i Colleghi che verranno dopo potranno già sapere “cosa c’è su quel dente sotto quel cavit”!
Inoltre, su alcuni pazienti pedodontici abbiamo preferito non infierire subito il primo giorno!
Non avendo mai visto un dentista in vita loro, e non potendo applicare facilmente le tecniche di approccio psicologico del prof. Gallusi considerati i problemi di lingua, abbiamo visitato e fatto un piano di trattamento per tutti i bambini che la mattina stavano dalle suore.
Dal giorno seguente abbiamo iniziato anche con qualche cura, sostanzialmente estrazioni e otturazioni.
Ho piacere a sottolineare il prezioso lavoro svolto da Valeria e Vittoria, che prima che arrivassimo hanno spiegato l’uso dello spazzolino e l’importanza del lavarsi i denti a tutti i bambini e hanno risistemato gli ambulatori.
Dopo il nostro arrivo si sono rivelate non solo delle valide assistenti ma hanno dimostrato già una buona manualità!
Devono insegnare bene a Palermo!
Inoltre, hanno fatto dei bellissimi cartelloni nei quali hanno riportato il nome (con un simbolo associato, visto che molti bimbi non sanno ancora leggere) e un punteggio espresso con i colori del semaforo per ogni visita che avrebbero fatto i piccoli pazienti, per stimolarne al competitività nell’igiene orale!
Umiltà, vitaltà ed entusiasmo, doti sempre più rare oggigiorno.....

Naturalmente non c’erano solo bambini da curare ma anche adulti che, lo ammetto, cercavo di accaparrami più io, visto che la Nardelli era sicuramente più esperta di me in pedodonzia!
L’instancabile Gabriella è un vulcano in eruzione: lavora parla organizza ricerca!
Non era sempre semplice starle dietro!
Ora credo che si trovi in India!

Tornando al lato odontoiatrico dell’esperienza, dobbiamo dire che i due riuniti sono in condizioni discrete ma che tra i Volontari non guasterebbe un tecnico che li risistemasse un pochino!
C’è pure il radiografico ma non siamo riusciti ad utilizzarlo!
Per ciò che concerne i materiali, c’è composito in abbondanza, mentre scarseggia l’amalgama, che sarebbe risultata molto più utile nella maggior parte dei casi. C’è un vibratore per le capsule di amalgama, quindi si possono tranquillamente portare!
Non c’è neanche una porta aghi, mentre un pò di suture ci sono ma come potete immaginare è un pò complicato usarle!
Sono stati molto utili i cutanplast (grazie a chi li a portati!!)
Disinfettanti x superfici, strumenti etc non guastano mai!
Inoltre, è sempre utile contattare i Volontari appena ritornati per sapere di cosa ci sia bisogno in quel momento!
Le condizioni igieniche non sono le migliori, ma ammetto di aver visto “studi” in Italia che sono pure peggio....
Servirebbe un inventario dei materiali e una riorganizzazione dei cassetti, istruendo le persone che rimangono lì, come Elona, l’infermiera Albanese che lavora dalle suore, al mantenimento.

Nei giorni in cui siamo stati ad Arameras abbiamo visto molte realtà che ci hanno colpito, sia sotto l’aspetto medico che sotto quello umano.
Ad esempio, una famiglia che vive in una ex caserma senza porte, elettricità, riscaldamento, acqua!
Il volto dei loro bambini, anche se sorridente per un palloncino fatto con un guanto, mostra già i segni di una vita dura e dalle scarse prospettive.
Chi sta meglio di loro vive lo stesso una realtà molto diversa dalla nostra, sebbene così vicina....
Per capirci, una Collega albanese per una cura canalare completa guadagna circa 4 euro....
Per non parlare poi del grave problema delle vendette albanesi.

L’elettricità va e viene, e spesso è necessario ricorrere ai generatori a gasolio. Non è proprio il massimo, che vada via la corrente proprio mentre stiamo facendo un’estrazione!! Ma tranquilli, la brillantissima suor Graziana corre presto ai ripari e in pochi istanti si può riprendere a lavorare!
Il problema delle interruzioni nell'erogazione di energia elettrica è diffuso in tutto il paese, come quello del riscaldamento, spesso artigianale o fatiscente.
Ne consegue una alta percentuale di ustioni, vere, che le nostre Suore Camilliane curano tutti i giorni.
Infatti, oltre ai due ambulatori odontoiatrici, ci sono due infermerie nelle quali Suor Tiptara, Suor Supaphon, Elona e altre ragazze infermiere albanaesi curano quotidianamente vari tipi di ustioni: piccole, grandi, da fuoco, da calce viva...
Medicine per le ustioni non sono mai troppe, quindi BETADINE , COLLAGENINA, e altri antibiotici e cortisonici in crema saranno utilissimi.
Non abbiate paura a portare materiali e medicine nella valigia, ne avevo 12 chili ma all’aeroporto non mi ha detto niente nessuno, nonostante le mie preoccupazioni!
A tal proposito ringrazio Katia, Maria, Marco e Adriano che hanno svaligiato il loro ambulatori per fornirmi  quante più medicine possibile!
Chissà che ora non abbiano voglia di portare anche la loro competenza....

Fare una missione è sicuramente un’esperienza che ti cambia dentro, profondamente, anche se è dura pochi giorni.
Molto probabilmente è stato più quello che ho ricevuto rispetto a quello che ho potuto fare per gli altri, anche per questo ho il desiderio di tornare ad Arameras, magari nel periodo delle feste natalizie.
Per poter proseguire il lavoro iniziato e portato avanti dagli altri Volontari.
Per poter approfondire la conoscenza della realtà albanese.
Per poter crescere un altro pò.
Per poter mangiare un’altra volta la "banana thai"!


... E chissà che facendo tutte queste cose non mi riesca anche di aiutare qualcuno?!

Enrico MARCHETTI, Volontario ASMO

 

indietro