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Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia
per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene
concessa tale opportunità? LETTERA
APERTA A PARLAMENTARI E SENATORI Ill.mo
Senatore/Onorevole, l’attuale
legislazione Bossi-Fini, in materia di immigrazione, ha confermato quanto
già previsto all’art.27 della
Legge 6 marzo 1998, n. 40, per
cui “al di fuori degli
ingressi per lavoro… il regolamento di attuazione disciplina particolari
modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei
visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per
ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri”, tra cui “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso
locali di intrattenimento”. In sintesi, alla intrattenitrice di un
night club, ed asteniamoci dai doverosi commenti, è concesso l’ingresso
in Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per un periodo di due
anni, senza passare dalle quote annualmente programmate. Tale opportunità,
considerata negli ultimi testi di legge, non
viene concessa invece alle badanti, che non sono certamente delle
intrattenitrici. E’ doveroso suscitare il problema e
mettere il legislatore nella condizione di valutare i seguenti aspetti: 1.
Oggi esiste un elevato bisogno di badanti all’interno delle
famiglie italiane. 2.
L’elevata necessità di badanti sta portando al sopravvento del
lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione
irregolare ed incrementa a livello internazionale il traffico di esseri
umani. 3.
Sarebbe determinante, per affermare la legalità e venire incontro
ad una reale necessità, che l’applicazione dell’art. 27 comprendesse
anche la “figura professionale delle badanti”, alle quali potrebbe
essere concesso l’ingresso al di fuori delle quote annuali per lavoro,
la concessione di un permesso di soggiorno a tempo determinato (2/3 anni)
per la specifica attività lavorativa, con l’obbligo dell’esercizio
del solo lavoro di badante, come attualmente avviene per “…ballerini,
artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento”. Chiediamo il sostegno per la presentazione presso il Parlamento Italiano di una proposta che comporti l’ampliamento dell’art.27 del testo di Legge sulla immigrazione, nel frattempo questa Fondazione inizierà la campagna di consenso ed informazione. Con ossequio.
Hanno già dato l’adesione all’invito
della Fondazione Regina Pacis: ·
On.le
Bruno Tabacci (UDC), Pres. Commissione Camera Deputati ·
On.le
Adriana Poli Bortone (Europarlamentare) ·
On.le
Gianni Pittella (Europarlamentare) ·
Mons.
Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce ·
On.le
Livia Turco (DS) ·
On.le
Lorenzo Ria (Margherita) ·
On.le
Rotundo (DS) ·
On.le
Gregorio Dell’Anna (FI) ·
On.le
Giacinto Urso, Difensore Civico Provincia di Lecce ·
Dr.
Giuseppe De Filippis (UDC), Consigliere Provinciale ·
Dr.sa
Loredana Capone (Margherita), V.Pres. Provincia di Lecce ·
Dr.Salvatore
Capone, Assessore Provincia di Lecce ·
Avv.
Francesca Conte – Lecce ·
Prof.
Luigi Melica, Docente Universitario di Lecce ·
Dr.
Claudio Camarca, regista e scrittore - Roma ·
Il
Quotidiano di Lecce ·
Radio
Vaticana – Città del Vaticano ·
Caritas
Diocesana di Lecce ·
L’Ora
del Salento – Settimanale Cattolico Arcidiocesi di Lecce ·
Associazione
INTEGRA – Lecce ·
Progetto
Arpia - Lecce ·
Dr.
Marco Rocco – Cremona ·
Sr.
Cristina Camia – FMA/Nizza Monferrato ·
Enaip
Veneto – Padova ·
Flaei/Cisl
– Bologna ·
Fondazione
SS.Medici – Bitonto ·
Don
Mauro Carlino – Lecce ·
Dr. Marco Tullio Giordana, regista – Roma L’On.le Rotundo, rispondendo all’invito della
Fondazione Regina Pacis, ha presentato al Parlamento italiano la seguente
Proposta di Legge, avente come oggetto: “Nuove norme in materia di
immigrazione relative alle badanti”. Onorevoli
colleghi, l’attuale
legge in materia di immigrazione prevede che “al di fuori degli ingressi
per lavoro... il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità
e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di
ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna
delle seguenti categorie di lavoratori stranieri”, tra cui “Ballerini,
Artisti e Musicanti da impiegare presso locali di intrattenimento”. In
sostanza, alla intrattenitrice di un night club è concesso l’ingresso
in Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per un periodo di due
anni senza passare dalle quote annualmente programmate, mentre tale
possibilità non viene concessa alle badanti. Alcune
considerazioni sono d’obbligo: oggi esiste un elevato bisogno di badanti
all’interno delle famiglie italiane e tale necessità rischia di portare
al lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione
irregolare incrementando così il traffico internazionale di essere umani. Con
la presente proposta di legge si intende allargare l’applicazione
dell’articolo 27 della legge 6 marzo 1998 n. 40 facendo comprendere
anche la figura professionale delle badanti, alle quali potrebbe essere
concesso così l’ingresso al di fuori delle quote annuali ed un permesso
di soggiorno a tempo determinato di 2 - 3 anni. Proposta
di legge Art.
1 All’articolo
27 per la legge 6 marzo 1998 n. 40 tra le categorie di lavoratori
stranieri includere le badanti. La casa-famiglia per bambine Emozionante avvio in Moldavia Nessuno
di coloro che una sera dello scorso ottobre hanno dovuto far scendere
dall’auto “Irina”, ben
sapendo che per lei non ci sarebbe stata di lì a poco una casa dove
andare ad abitare, ha potuto mai dimenticare la vicenda. Eravamo
in quattro io, Stefano, Simone ed Emanuele. Abbiamo lasciato Irina sul
bordo della strada, dinanzi ad una Chiesa ortodossa, e siamo andati via.
Alla partenza nell’auto calò un gran silenzio, forse un forte senso di
colpa. Impotenza, rabbia, commozione, sentimenti che si coniugavano
rapidamente in ciascuno di noi. Ma nessuno parlava, forse il gesto più
giusto sarebbe stato quello di tornare indietro e riprendere con noi
Irina, darle un tetto, forse condurla anche a dormire nella nostra stessa
casa. Non
lo abbiamo fatto. Forse abbiamo sbagliato! Abbiamo
portato per lungo tempo il ricordo di quella sera e soprattutto le
immagini di quanto era accaduto, immagini che spesso riemergevano nei
nostri incontri, perché non abbiamo mai rimosso nulla, consapevoli che
avremmo dovuto, prima o poi, fare qualcosa. Simone
lo disse già in Moldavia:”Dobbiamo
fare una casa per le bambine”. Stefano ha sempre riconosciuto la
sofferenza di quel momento:”Da
allora mi è rimasto un magone”. A
distanza di quattro mesi possiamo dire che “Irina” ha vinto la sua
battaglia: ha un tetto, un letto caldo, delle amiche con cui condividere
la sua stanza, degli amici che la assistono e si prendono cura di lei.
Diciamo pure che ha un “casa-famiglia”. Tutto
questo è stato possibile grazie ad un altro Stefano, grande appassionato
della Moldavia, insieme alla moglie Sabrina, il quale ha permesso di
conoscere Mario, il quale è riuscito a raccogliere la giusta somma di
denaro per avviare la casa per le bambine, dar loro un pasto, assicurare
il calore di una famiglia, diciamo pure di una grande
famiglia di appassionati della solidarietà. Nei
giorni scorsi sono entrato nella nascente casa-famiglia di Chisinau: ho
visto tre bambine che vedevano la televisione, immerse nel loro pigiama e
contente di avere un letto. Tra loro anche Irina. Ho compreso ancor più
il valore di quella casa, vedendo la neve fuori, sulla strada, con una
temperatura molto al di sotto dello zero. Io credo che se fossero stati
presenti anche Stefano, Simone ed Emanuele, si sarebbero messi anche loro
a letto in una stanza della stessa casa, perché questa è la loro nuova
famiglia.
Don
Cesare Lodeserto _______________________________________________ Si riporta integralmente un articolo pubblicato
nei giorni scorsi sul quotidiano moldavo “Il giornale di Chisinau”,
dove vengono intervistati alcuni italiani, abituali frequentatori del
turismo sessuale. Che
amarezza!!!! _______________________________________________ Giovani, Luigi e Piero, tre italiani
di più di 40 anni di età, hanno passato il week-end della fine
dell’anno in Repubblica di Moldavia. Gli stranieri sono arrivati a
Chisinau non per vedere i monasteri secolari, neanche per le cantine di
Cricova o Milestii Mici, ma per....divertimenti non-stop con le prostitute
moldave. In occidente le ragazze moldave di facili costumi godono di
dubbia fama perché prestano dei servizi sessuali a buon mercato e di
qualità e il turismo sessuale è considerato oggi uno dei più
vantaggiosi affari. Gli
Italiani sono venuti in Moldavia per la prima volta e non gli è
dispiaciuto del tutto aver scelto appunto Chisinau per festeggiare il
Capodanno. Tre giorni di vacanza è costato loro 700 euro per ognuno, ma
nel prezzo era incluso il biglietto andata-ritorno con l’aereo, la
sistemazione in albergo, tre ragazze “bellissime” (che si alternavano
ogni giorno), il vino, lo champagne, cibi squisiti. Loro affermano che un
soggiorno di Capodanno in Poiana Brasov sarebbe costato due-tre volte di
più. “Le moldave sono incantevoli!
Trovi il sesso a buon mercato con ragazze giovane e belle soltanto nel più
povero paese dell’Europa!”, esclamano, ovviamente contenti, gli
ospiti. 50-100
euro per una notte Luigi dice che ha sentito parlare del
“paradiso moldavo” da un suo amico italiano
che visitò Chisinau lo scorso anno per accompagnare la nazionale
di calcio d’Italia sullo stadio repubblicano. Il suo amico fu ben
sorpreso di scoprire che le ragazze tenere di 18-20 anni, bionde, brune,
dai capelli rossi, con la pelle vellutata e
sguardi angelici si vendevano per una notte al prezzo di 50-100
euro. “Nello spazio Schengen per
dieci minuti nella compagnia di una brutta e appassita puttana devi pagare
50 euro. E solo per un sesso ortodosso. Le moldave, invece, per la stessa
somma, accettano di soddisfare ogni capriccio sessuale. Ora senti la
differenza? Ci capisci?”, dice Luigi. Ragazze
al pacco Gli Italiani affermano che hanno
agganciato le prostitute nell’hall dell’albergo o nei caffè-bar dei
centri commerciali della capitale. Nella peggiore delle ipotesi usano i
servizi dei “pesci” che
visitano spesso le zone
alberghiere. Certamente, per tale servizio devi spesare ancora 10-15 euro
di più. I
Turchi-clienti permanenti I tre Italiani sono arrivati a
Chisinau da soli, praticamente ad occhi chiusi. Se andavano in
un’agenzia sarebbe costato 200-300 euro in più. Ma loro non hanno
pensato all’organizzazione del soggiorno. Secondo le fonti della
polizia, di solito, le “agenzie” lavorano in Turchia. Meno, in Italia,
Spagna, Francia etc. Infatti, i Turchi “alimentano” il turismo
sessuale in Moldavia. Un turco che ha assaggiato il sapore delle moldave,
una volta al mese trascorre il week-end a Chisinau. Le
reti criminali Le agenzie sessuali operano spesse volte sotto copertura delle
compagnie turistiche che sono in contatto con i gruppi criminali
transnazionali del campo del business sessuale. L’affare è vantaggioso
e meno rischioso che la tratta di donne nel mondo arabo ai fini di
sfruttamento sessuale. Di solito un’agenzia offre un pacco standard di
servizi. Si tratta della ragazza del catalogo, la sistemazione
all’albergo (di solito i clienti scelgono gli alberghi di due-tre
stelle, più raramente di quattro stelle) e escursioni nelle cantine di
Cricova (per i desiderosi). Una
multa “simbolica” Sergiu Chirnitchi, lo specialista
principale presso l’Ufficio Relazioni Pubbliche di CGP ha confermato per
JURNAL che talune ditte turistiche organizzano per gli stranieri “viaggi
sessuali” in Repubblica di Moldavia. “Gruppi
di ospiti agiati vengono a Chisinau solo per trascorrere la fine settimana
nella compagnia delle nostre ragazze. Il motivo – a Chisinau una donna
costa 50 euro per una notte, ma in occidente con questi soldi puoi
comprare solo un’ora di piacere”, precisò S.Chirnitchi. L’anno
scorso la Polizia reperì un’agenzia di turismo sessuale. Le persone
fermate non volevano riconoscere la colpa, negando di aver praticato il
turismo sessuale. Di conseguenza le prostitute furono liberate dopo aver
pagato una multa “simbolica”, essendo così libere di praticare la più
vecchia professione del mondo. In conformità all’articolo 171 del
Codice Amministrativo della RM, la prostituzione è punita con una multa
di 50-75 salari minimi (900-1350 lei) o con 20 giorni di prigione. Innamorato
della Moldavia Piero dice che è rimasto colpito
dalla bellezza e innocenza delle nostre ragazze, essendo deciso di
trovarsi una moglie in Moldova. Non una prostituta, ma una “ragazza semplice, onesta che sarebbe un’amante e una massaia
perfetta”. DUMITRU LAZUR Si possono fare tanti commenti alla lettura di questo articolo, ma
c’è un forte senso di vergogna che pervade l’animo di chi lotta per
la tutela e la difesa della dignità della donna in Moldavia. Siamo sempre
più consapevoli che non è giusto che la cultura dominante maschile debba
rendere una donna oggetto del commercio sessuale e determinati nel
contrastare il turismo sessuale.
La Fondazione
Regina Pacis ha scelto di avviare per
l’anno 2005 una campagna nazionale per il contrasto
al turismo sessuale attraverso
lo sviluppo del
turismo solidale che
consiste nell’invito a trascorrere periodi
di vacanza, ma soprattutto di conoscenza, dei
territori poveri e di maggiore interesse per gli
utenti senza scrupoli del sesso a pagamento. La
campagna ha i seguenti obiettivi: la
tutela delle bambine, la
difesa della dignità delle giovani donne, il
rispetto della povertà dell’uomo |
![]()
Dal
01.09.2004
(Donazioni
in denaro)
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BENEFATTORE |
DESTINAZIONE |
SOMMA |
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€
48.359,06 |
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Ordine di Malta - Italia |
Parrocchia di Chisinau |
150,00 |
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Comunità Salesiani – Borgomanero (No) |
Progetto Ali Nuove |
500.00 |
|
Ditta Biglia – Incisa Scapeccino (At) |
Casa Bambini - Moldavia |
500,00 |
|
Blasi Carolina – Lecce |
Adozione |
50,00 |
|
Fam. Mazzotta Tassara – Cavallino (Le) |
Adozione |
150,00 |
|
Ditta Spagnoli – Albereto (Parma) |
Casa Bambini - Moldavia |
600,00 |
|
N.N. - Lecce |
Casa Bambini - Moldavia |
20,00 |
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TOTALE |
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€
50.329,06 |
Dal
01.09.2004
(Donazioni
in viveri ed altro)
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BENEFATTORE |
CONTENUTO |
DESTINAZIONE |
|
Lecce –
Interfrutta |
Viveri |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
S.Marzano
(Ta) – Ditta Bruni |
Vestiario |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
|
Ditta
“Via vai” – Cariano |
Vestiario |
Casa
Regina Pacis – S.Foca |
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S o l i d a r i e t à
Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone
La
Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che
hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e
delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità
di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo
significativo.
|
Per
sostenerci |
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Conto
corrente bancario Intestato a Fondazione Regina Pacis Banca di Roma (3800) Lecce – 1 |
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Conto
corrente postale Intestato
a Fondazione Regina Pacis - Lecce Conto
n. 12525754 |
|
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Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali,
effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta
sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione
(art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986). Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece
deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del
reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986). La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga
eseguito tramite banca o ufficio postale. |
Grazie per
il sostegno
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Allegato de L’Ora del Salento
Settimanale Cattolico
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Tribunale di Lecce