Lungomare Matteotti

73026 - S.FOCA di MELENDUGNO

Tel. 0832.881094

Fax 0832.881237

www.reginapacis.org

reginapacisinform@libero.it

Reginapacis

inform@

Notiziario n.26 – 1 febbraio 2005

________________________________________________________

 

Perché le “ballerine dei night club” possono entrare in Italia per motivi di lavoro fuori dalle quote ed alle “badanti” non viene concessa tale opportunità?

 

LETTERA APERTA A PARLAMENTARI E SENATORI

 

Ill.mo Senatore/Onorevole,

 

l’attuale legislazione Bossi-Fini, in materia di immigrazione, ha confermato quanto già previsto all’art.27 della Legge 6 marzo 1998, n. 40,  per cuial di fuori degli ingressi per lavoro… il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri”, tra cui “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento”.

In sintesi, alla intrattenitrice di un night club, ed asteniamoci dai doverosi commenti, è concesso l’ingresso in Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per un periodo di due anni, senza passare dalle quote annualmente programmate. Tale opportunità, considerata negli ultimi testi di legge, non viene concessa invece alle badanti, che non sono certamente delle intrattenitrici.

E’ doveroso suscitare il problema e mettere il legislatore nella condizione di valutare i seguenti aspetti:

1.      Oggi esiste un elevato bisogno di badanti all’interno delle famiglie italiane.

2.      L’elevata necessità di badanti sta portando al sopravvento del lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione irregolare ed incrementa a livello internazionale il traffico di esseri umani.

3.      Sarebbe determinante, per affermare la legalità e venire incontro ad una reale necessità, che l’applicazione dell’art. 27 comprendesse anche la “figura professionale delle badanti”, alle quali potrebbe essere concesso l’ingresso al di fuori delle quote annuali per lavoro, la concessione di un permesso di soggiorno a tempo determinato (2/3 anni) per la specifica attività lavorativa, con l’obbligo dell’esercizio del solo lavoro di badante, come attualmente avviene per “…ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento”.

Chiediamo il sostegno per la presentazione presso il Parlamento Italiano di una proposta che comporti l’ampliamento dell’art.27 del testo di Legge sulla immigrazione, nel frattempo questa Fondazione inizierà la campagna di consenso ed informazione. Con ossequio.

     

      Hanno già dato l’adesione all’invito

     della Fondazione Regina Pacis:

 

 

 

·  On.le Bruno Tabacci (UDC), Pres. Commissione Camera Deputati

·  On.le Adriana Poli Bortone (Europarlamentare)

·  On.le Gianni Pittella (Europarlamentare)

·  Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce

·  On.le Livia Turco (DS)

·  On.le Lorenzo Ria (Margherita)

·  On.le Rotundo (DS)

·  On.le Gregorio Dell’Anna (FI)

·  On.le Giacinto Urso, Difensore Civico Provincia di Lecce

·  Dr. Giuseppe De Filippis (UDC), Consigliere Provinciale

·  Dr.sa Loredana Capone (Margherita), V.Pres. Provincia di Lecce

·  Dr.Salvatore Capone, Assessore Provincia di Lecce

·  Avv. Francesca Conte – Lecce

·  Prof. Luigi Melica, Docente Universitario di Lecce

·  Dr. Claudio Camarca, regista e scrittore - Roma

·  Il Quotidiano di Lecce

·  Radio Vaticana – Città del Vaticano

·  Caritas Diocesana di Lecce

·  L’Ora del Salento – Settimanale Cattolico Arcidiocesi di Lecce

·  Associazione INTEGRA – Lecce

·  Progetto Arpia - Lecce

·  Dr. Marco Rocco – Cremona

·  Sr. Cristina Camia – FMA/Nizza Monferrato

·  Enaip Veneto – Padova

·  Flaei/Cisl – Bologna

·  Fondazione SS.Medici – Bitonto

·  Don Mauro Carlino – Lecce

·  Dr. Marco Tullio Giordana, regista – Roma

 

 

 

L’On.le Rotundo, rispondendo all’invito della Fondazione Regina Pacis, ha presentato al Parlamento italiano la seguente Proposta di Legge, avente come oggetto: “Nuove norme in materia di immigrazione relative alle badanti”.

 

 

 

Onorevoli colleghi,

 

l’attuale legge in materia di immigrazione prevede che “al di fuori degli ingressi per lavoro... il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri”, tra cui “Ballerini, Artisti e Musicanti da impiegare presso locali di intrattenimento”.

In sostanza, alla intrattenitrice di un night club è concesso l’ingresso in Italia e lo svolgimento di attività lavorativa per un periodo di due anni senza passare dalle quote annualmente programmate, mentre tale possibilità non viene concessa alle badanti.

Alcune considerazioni sono d’obbligo: oggi esiste un elevato bisogno di badanti all’interno delle famiglie italiane e tale necessità rischia di portare al lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione irregolare incrementando così il traffico internazionale di essere umani.

Con la presente proposta di legge si intende allargare l’applicazione dell’articolo 27 della legge 6 marzo 1998 n. 40 facendo comprendere anche la figura professionale delle badanti, alle quali potrebbe essere concesso così l’ingresso al di fuori delle quote annuali ed un permesso di soggiorno a tempo determinato di 2 - 3 anni.

Proposta di legge

Art. 1

All’articolo 27 per la legge 6 marzo 1998 n. 40 tra le categorie di lavoratori stranieri includere le badanti.

 

 

 

La casa-famiglia per bambine

Emozionante avvio in Moldavia

 

 

Nessuno di coloro che una sera dello scorso ottobre hanno dovuto far scendere dall’auto “Irina”, ben sapendo che per lei non ci sarebbe stata di lì a poco una casa dove andare ad abitare, ha potuto mai dimenticare la vicenda.

Eravamo in quattro io, Stefano, Simone ed Emanuele. Abbiamo lasciato Irina sul bordo della strada, dinanzi ad una Chiesa ortodossa, e siamo andati via. Alla partenza nell’auto calò un gran silenzio, forse un forte senso di colpa. Impotenza, rabbia, commozione, sentimenti che si coniugavano rapidamente in ciascuno di noi. Ma nessuno parlava, forse il gesto più giusto sarebbe stato quello di tornare indietro e riprendere con noi Irina, darle un tetto, forse condurla anche a dormire nella nostra stessa casa.

Non lo abbiamo fatto. Forse abbiamo sbagliato!

Abbiamo portato per lungo tempo il ricordo di quella sera e soprattutto le immagini di quanto era accaduto, immagini che spesso riemergevano nei nostri incontri, perché non abbiamo mai rimosso nulla, consapevoli che avremmo dovuto, prima o poi, fare qualcosa.

Simone lo disse già in Moldavia:”Dobbiamo fare una casa per le bambine”. Stefano ha sempre riconosciuto la sofferenza di quel momento:”Da allora mi è rimasto un magone”.

A distanza di quattro mesi possiamo dire che “Irina” ha vinto la sua battaglia: ha un tetto, un letto caldo, delle amiche con cui condividere la sua stanza, degli amici che la assistono e si prendono cura di lei. Diciamo pure che ha un “casa-famiglia”.

Tutto questo è stato possibile grazie ad un altro Stefano, grande appassionato della Moldavia, insieme alla moglie Sabrina, il quale ha permesso di conoscere Mario, il quale è riuscito a raccogliere la giusta somma di denaro per avviare la casa per le bambine, dar loro un pasto, assicurare il calore di una famiglia, diciamo pure di una grande famiglia di appassionati della solidarietà.

Nei giorni scorsi sono entrato nella nascente casa-famiglia di Chisinau: ho visto tre bambine che vedevano la televisione, immerse nel loro pigiama e contente di avere un letto. Tra loro anche Irina. Ho compreso ancor più il valore di quella casa, vedendo la neve fuori, sulla strada, con una temperatura molto al di sotto dello zero. Io credo che se fossero stati presenti anche Stefano, Simone ed Emanuele, si sarebbero messi anche loro a letto in una stanza della stessa casa, perché questa è la loro nuova famiglia.                               Don Cesare Lodeserto

_______________________________________________

 

Si riporta integralmente un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul quotidiano moldavo “Il giornale di Chisinau”, dove vengono intervistati alcuni italiani, abituali frequentatori del turismo sessuale.  Che amarezza!!!!

_______________________________________________

 

Giovani, Luigi e Piero, tre italiani di più di 40 anni di età, hanno passato il week-end della fine dell’anno in Repubblica di Moldavia. Gli stranieri sono arrivati a Chisinau non per vedere i monasteri secolari, neanche per le cantine di Cricova o Milestii Mici, ma per....divertimenti non-stop con le prostitute moldave. In occidente le ragazze moldave di facili costumi godono di dubbia fama perché prestano dei servizi sessuali a buon mercato e di qualità e il turismo sessuale è considerato oggi uno dei più vantaggiosi  affari. Gli Italiani sono venuti in Moldavia per la prima volta e non gli è dispiaciuto del tutto aver scelto appunto Chisinau per festeggiare il Capodanno. Tre giorni di vacanza è costato loro 700 euro per ognuno, ma nel prezzo era incluso il biglietto andata-ritorno con l’aereo, la sistemazione in albergo, tre ragazze “bellissime” (che si alternavano ogni giorno), il vino, lo champagne, cibi squisiti. Loro affermano che un soggiorno di Capodanno in Poiana Brasov sarebbe costato due-tre volte di più. “Le moldave sono  incantevoli! Trovi il sesso a buon mercato con ragazze giovane e belle soltanto nel più povero paese dell’Europa!”, esclamano, ovviamente contenti, gli ospiti.

 

50-100 euro per una notte

Luigi dice che ha sentito parlare del “paradiso moldavo” da un suo amico italiano  che visitò Chisinau lo scorso anno per accompagnare la nazionale di calcio d’Italia sullo stadio repubblicano. Il suo amico fu ben sorpreso di scoprire che le ragazze tenere di 18-20 anni, bionde, brune, dai capelli rossi, con la pelle vellutata e  sguardi angelici si vendevano per una notte al prezzo di 50-100 euro. “Nello spazio Schengen per dieci minuti nella compagnia di una brutta e appassita puttana devi pagare 50 euro. E solo per un sesso ortodosso. Le moldave, invece, per la stessa somma, accettano di soddisfare ogni capriccio sessuale. Ora senti la differenza? Ci capisci?”, dice Luigi.

 

Ragazze al pacco

Gli Italiani affermano che hanno agganciato le prostitute nell’hall dell’albergo o nei caffè-bar dei centri commerciali della capitale. Nella peggiore delle ipotesi usano i servizi  dei “pesci” che visitano spesso le  zone alberghiere. Certamente, per tale servizio devi spesare ancora 10-15 euro di più.

 

I Turchi-clienti permanenti

I tre Italiani sono arrivati a Chisinau da soli, praticamente ad occhi chiusi. Se andavano in un’agenzia sarebbe costato 200-300 euro in più. Ma loro non hanno pensato all’organizzazione del soggiorno. Secondo le fonti della polizia, di solito, le “agenzie” lavorano in Turchia. Meno, in Italia, Spagna, Francia etc. Infatti, i Turchi “alimentano” il turismo sessuale in Moldavia. Un turco che ha assaggiato il sapore delle moldave, una volta al mese trascorre il week-end a Chisinau.

 

Le reti criminali

Le agenzie sessuali operano spesse volte sotto copertura delle compagnie turistiche che sono in contatto con i gruppi criminali transnazionali del campo del business sessuale. L’affare è vantaggioso e meno rischioso che la tratta di donne nel mondo arabo ai fini di sfruttamento sessuale. Di solito un’agenzia offre un pacco standard di servizi. Si tratta della ragazza del catalogo, la sistemazione all’albergo (di solito i clienti scelgono gli alberghi di due-tre stelle, più raramente di quattro stelle) e escursioni nelle cantine di Cricova (per i desiderosi).

 

Una multa “simbolica”

Sergiu Chirnitchi, lo specialista principale presso l’Ufficio Relazioni Pubbliche di CGP ha confermato per JURNAL che talune ditte turistiche organizzano per gli stranieri “viaggi sessuali” in Repubblica di Moldavia. “Gruppi di ospiti agiati vengono a Chisinau solo per trascorrere la fine settimana nella compagnia delle nostre ragazze. Il motivo – a Chisinau una donna costa 50 euro per una notte, ma in occidente con questi soldi puoi comprare solo un’ora di piacere”, precisò S.Chirnitchi. L’anno scorso la Polizia reperì un’agenzia di turismo sessuale. Le persone fermate non volevano riconoscere la colpa, negando di aver praticato il turismo sessuale. Di conseguenza le prostitute furono liberate dopo aver pagato una multa “simbolica”, essendo così libere di praticare la più vecchia professione del mondo. In conformità all’articolo 171 del Codice Amministrativo della RM, la prostituzione è punita con una multa di 50-75 salari minimi (900-1350 lei) o con 20 giorni di prigione.

 

Innamorato della Moldavia

Piero dice che è rimasto colpito dalla bellezza e innocenza delle nostre ragazze, essendo deciso di trovarsi una moglie in Moldova. Non una prostituta, ma una “ragazza semplice, onesta che sarebbe un’amante e una massaia perfetta”.

 

DUMITRU LAZUR

 

Si possono fare tanti commenti alla lettura di questo articolo, ma c’è un forte senso di vergogna che pervade l’animo di chi lotta per la tutela e la difesa della dignità della donna in Moldavia. Siamo sempre più consapevoli che non è giusto che la cultura dominante maschile debba rendere una donna oggetto del commercio sessuale e determinati nel contrastare il turismo sessuale.

CONTRASTA
IL TURISMO SESSUALE
CON IL TURISMO SOLIDALE

 

 

 

La Fondazione Regina Pacis ha scelto di avviare

per l’anno 2005 una campagna nazionale per il

contrasto al turismo sessuale

attraverso lo sviluppo

del turismo solidale

che consiste nell’invito a trascorrere

periodi di vacanza, ma soprattutto di conoscenza,

dei territori poveri e di maggiore interesse

per gli utenti senza scrupoli del sesso a pagamento.

 

 

La campagna ha i seguenti obiettivi:

 

la tutela delle bambine,

la difesa della dignità delle giovani donne,

il rispetto della povertà dell’uomo

 

 

 

 

 

Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.09.2004                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

SOMMA PRECEDENTE

 

       48.359,06

Ordine di Malta - Italia

Parrocchia di Chisinau

150,00

Comunità Salesiani – Borgomanero (No)

Progetto Ali Nuove

500.00

Ditta Biglia  – Incisa Scapeccino (At)

Casa Bambini - Moldavia

500,00

Blasi Carolina – Lecce

Adozione

50,00

Fam. Mazzotta Tassara – Cavallino (Le)

Adozione

150,00

Ditta Spagnoli – Albereto (Parma)

Casa Bambini - Moldavia

600,00

N.N. - Lecce

Casa Bambini - Moldavia

20,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

€ 50.329,06 

Dal 01.09.2004                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

Lecce – Interfrutta

Viveri

Casa Regina Pacis – S.Foca

S.Marzano (Ta) – Ditta Bruni

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

Ditta “Via vai” – Cariano

Vestiario

Casa Regina Pacis – S.Foca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


S o l i d a r i e t à

Aiutaci anche Tu a dare dignità alle persone

La Fondazione svolge la sua attività grazie alla disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo significativo.

Per sostenerci

 

 

Conto corrente bancario

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis
Conto n. 652298-38

Banca di Roma (3800) Lecce – 1

 

 

 

Conto corrente postale

 

Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

Le erogazioni liberali in denaro, fino ad euro 2068,83 annuali, effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta sul reddito (IRPEF) per un importo pari al 19% della donazione (art.13bis, lett. i bis) del DPR n. 917/1986).

 

Le erogazioni liberali effettuate da soggetti titolari di reddito d'impresa sono invece deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del reddito d'impresa (art.6, comma 2, c sexies) del DPR n. 917/1986).

 

La detrazione è consentita a condizione che il versamento venga eseguito tramite banca o ufficio postale.


Grazie per il sostegno

 

____________________________________________________________

Allegato de L’Ora del Salento

Settimanale Cattolico

Iscritto al n.517 del Registro stampa del Tribunale di Lecce