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La
Provvidenza Divina ha donato alla Chiesa il
nuovo Papa Benedetto XVI un
grande uomo di fede chiamato
da Dio a guidare nella
verità e nell’unità i
credenti sulla strada del Vangelo. Ci
affidiamo al Suo elevato Magistero per
attingere sempre nuova forza nel
servizio ai poveri, e
proseguire lungo le strade dei
Santi Cirillo e Metodio per
donare a tutti il
meraviglioso Vangelo della carità. No,
non sono pentito di aver fatto del bene -
La lettera di Don Cesare all’Arcivescovo di Lecce - Ecc.za Rev.ma,
si intravedono le luci della speranza, ma comincia anche ad
emergere la stanchezza: il fisico accusa il peso della innocenza, perché,
mi creda, l’innocenza pesa molto più della colpevolezza, perché
stritola e rende ancor più solo.
Nello stesso tempo penso ai poveri, a coloro che sono indifesi,
abbandonati nello squallore di celle senza speranza, senza futuro, resi
numeri all’interno di un meccanismo che codifica e toglie ogni
possibilità di giustizia.
Quanta tristezza!
Ed allora bisogna pregare, lottare dentro, cercare il sole di Dio,
volgere lo sguardo verso l’oriente, dove la speranza dà la certezza che
sta per arrivare una buona notizia. Bisogna credere. Mi domando se è
giusto continuare a servire i poveri, o è giunta l’ora di fermarsi e
rinchiudersi nell’ordinarietà, dove non ci saranno mai problemi e
difficoltà, dove la giornata sarà protetta dagli orari, per cui diventerà
facile fare la “professione” del prete. Non so se ci
riuscirei, perché sento dentro la forza spirituale del “rivoluzionario
di Dio”, che deve andare per le strade a dire ai poveri, che il Suo
amore è grande, stupendo, meraviglioso, è l’amore dei miracoli. L’11 marzo
scorso mi ha profondamente segnato: ho iniziato la giornata accogliendo
tra le mie mani il primo pezzo di pane frutto della carità (al mattino
avevo aperto in Moldavia il primo forno per la produzione e distribuzione
del pane ai poveri), con accanto amici meravigliosi che hanno lasciato
tutto per stare con me, ed ho chiuso la giornata porgendo le mie mani per
renderle disponibili alla ingiustizia che non vuol riconoscere la forza
della carità. Le stesse mani,
al mattino immerse nella carità che diventa vita e speranza, nella serata
consegnate alla ingratitudine del mondo. In comune quelle
mani hanno sempre avuto i poveri, perché ovunque, dalle strade di
Chisinau, fino al carcere, hanno solamente cercato l’abbraccio dei
poveri. Costa servire i
poveri, amare gli altri, farsi prossimo. Nostro Signore è
andato in Croce e lì, sull’austero “trono” della sofferenza e della
ingratitudine umana, ha continuato ad amare, “Padre, perdona loro perché
non sanno quello che fanno… Oggi sarai con me in paradiso…”. E poi alla sua
mamma Maria ha consegnato l’ultimo testamento dell’amore:” Donna
ecco tuo figlio…”. Ha detto alla mamma, continua tu ad amare questo
mondo, come io l’ho amato fino al sacrificio totale. Penso a Gesù e
dico a me stesso, che in quanto prete non poteva essere diversa la mia
strada. Questa è la mia
croce! Da anni ho
compreso che la sofferenza è il mio “pane quotidiano”, pasto
spirituale necessario per conoscere la vita dei poveri, per amarli, per
servirli e morire per loro. Quale grande
dono! Nel silenzio
della mia solitudine, penso alle tante persone che Dio mi ha permesso di
servire, penso alle tante ragazze, verso le quali ho riversato tutto. No,
non sono pentito di aver fatto del bene. Sono pronto a rifarlo, per dare
loro l’amore di Dio, quell’amore che non conosce la fragilità umana,
ma si dona per diventare ricchezza. Una ragazza mi ha
scritto:”Devi alzarti e camminare accanto a
coloro per i quali hai donato la tua vita ed oggi anche la tua libertà.
Non hai fatto male a nessuno. E’ sempre accaduto il contrario: ti hanno
fatto del male, ma tu hai sempre saputo perdonare, perché eri, sei e
sarai un uomo di Dio”. Un’altra
ragazza mi ha scritto una lettera, all’interno della quale c’è questa
preghiera: “Padre nostro che sei nei cieli,
sappi che prima di te ho conosciuto un altro padre, un po’ più piccolo,
ma non tanto, che si chiama don Cesare, il quale mi ha fatto tanto bene,
ma veramente tanto, vedi un po’ tu cosa puoi fare per lui. Aiutalo. Io
non posso. Vai tu da lui e digli che gli voglio tanto bene”. Mi
ha scritto anche la mia mamma, forse per la prima volta e mi ha detto:”Non
arrenderti, perché presto tornerai tra i tuoi veri amici, i
poveri, per i quali hai dedicato la tua esistenza e la tua missione
sacerdotale”. E pensare che la mia mamma non ha il riscaldamento
in casa e vive con una misera pensioncina… Sono
in molti che mi stanno scrivendo, ma stanno soprattutto redigendo
l’antologia della speranza e la vittoria della carità. In
questi giorni ho scritto una lettera a tre confratelli sacerdoti, i quali
hanno sempre apertamente e duramente osteggiato l’operato di Casa Regina
Pacis. Con loro ho messo in atto la nota espressione di Don Primo
Mazzolari che dice ”Bacia la mano di colui che
ti colpisce”. Ho
scelto di baciare queste mani. Li ho ringraziati. Soprattutto ho donato
loro il gesto della pace e della riconciliazione, perché non ha senso
manifestare per la pace nel mondo, lungo le strade delle nostre città e
poi dimenticare che la pace deve essere il gesto più semplice ed
immediato che bisogna porgere a chi ti sta accanto. Grazie,
Signore, anche per questo dono e per avermi fatto comprendere che la
riconciliazione è un gesto che deve avere la forza della pace, quella
vera. Eccellenza,
Le chiedo di pregare per me, di essermi accanto, di continuare con me a
servire i poveri ed amarli. Eccellenza, voglio
anche vincere le sue lacrime, anch’esse compagne di viaggio nei miei
percorsi di carità. Per il resto… si
faccia la volontà di Dio. Grazie. Noci, 7 aprile 2005
Don Cesare # n.b.: il simbolo
che segue al mio nome (#) vuol raffigurare le sbarre di una cella e nello
stesso tempo un messaggio: “prete ex detenuto innocente”. ______________________________________________________________________________________________________________________________
E’ giusto in questo momento rivolgere un immenso grazie a tutti
coloro che nel silenzio e nella gioia del servizio stanno continuando ad
andare avanti all’interno della Fondazione Regina Pacis: Donato, Don
Attilio, Natalia, Marco, Paolo, Jhonni, Armando, Luca, Alan, Alek,
Giovanni da Bergamo, Ilie, Erio, Lika e gli amici dalla Moldavia. Un immenso grazie anche a tutti gli amici della Fondazione Regina
Pacis, che stanno condividendo con passione questo percorso di sofferenza
e carità: da Mantova a Verona, dal Piemonte alla Campania. Questa
solidarietà è il frutto delle fatiche e dei sacrifici di Don Cesare. Molte sono le attestazioni di amicizia e solidarietà che stiamo
ricevendo, non solo dall’Italia, ma anche da altre nazioni: Moldavia, Ucraina, Georgia, Germania,
Svizzera, Francia, Grecia, Spagna, Egitto, Belgio, Romania. E’ un coro intenso di amicizia, che attesta con bontà
l’operato della Fondazione Regina Pacis e di Don Cesare per le strade
del mondo, accanto ai poveri e con progetti maturati nel sacrificio. Sono anche molto belle le lettere che ogni giorno giungono
all’indirizzo della Fondazione, che chiedono di Don Cesare e
soprattutto, perché molti che scrivono sono immigrati che hanno ricevuto
del bene, raccontano tutto ciò che hanno vissuto, i momenti belli a San
Foca. E’ come ripercorrere una strada di carità, in parte anche
sconosciuta, perché svela vicende frutto della immediata e splendida
carità di Don Cesare, sempre disponibile a chiunque gli chiedesse
qualcosa. Il “grazie” più significativo è rivolto a S.E. Mons. Ruppi,
il quale, sempre nel rispetto delle Istituzioni, è stato sempre accanto a
Don Cesare, con la passione di un padre, con la responsabilità di un
Pastore, con la forza di uomo di fede, con la convinzione di un promotore
della carità. Alla Comunità ecclesiale di Lecce, dai sacerdoti alle religiose,
dai movimenti alle parrocchie ed ai laici tutti, un vivo senso di
gratitudine per non aver fatto mai mancare a Don Cesare la vicinanza,
l’amicizia, la solidarietà e la preghiera. E’ emerso un forte senso
di comunione ecclesiale, che ha molto richiamato la forza orante della
prima comunità cristiana.
______________________________________________ Che
cos’è il Progetto Ali nuove? ______________________________________________ (parte
quarta) Crediamo che sia utile ed interessante per molti, riproporre i
contenuti educativi dell’attività di recupero delle vittime della
tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis e che ha come titolo “
Progetto Ali Nuove ”. La conoscenza del Progetto aiuterà molti ad avere l’esatta
conoscenza delle metodologie di intervento a beneficio delle vittime della
tratta e di quanto faticoso e difficile lavoro ci sia nell’approccio con
le stesse. Il percorso di recupero si sviluppa in cinque differenti fasi:
1. Regina Pacis
3. Exodus
5. Convivium
2. Domus 4.
Sallentum
Nella
precedente edizione è stata presentata la terza fase del Progetto,
denominata “Exodus”, in
questa edizione proponiamo la fase n.4 denominata “Sallentum”.
(4) Sallentum
Progetto destinato ad informare, a
sensibilizzare e a coinvolgere la comunità locale e nazionale perché si
combatta la tolleranza sociale nei confronti della violenza, perché si
rimuova ogni forma di incuria nei confronti dei minori, perché si
colpisca la cultura che permette ancora un uso mercenario della sessualità.
La prostituzione nasce da un concorso
di cause; molte sono state studiate e qualche volta aggredite con
interventi sociali di una certa efficacia; non si è mai voluto colpire,
tuttavia, quella che sembra essere la radice prima di ogni sfruttamento,
ovvero il crescere ricorso a forme mercenarie di sessualità. Va anzi
allargandosi lo spazio di tolleranza sociale concesso alle mille forme di
violenza nei confronti del sesso ed, estensivamente, nei confronti della
donna, dei minori e della famiglia. Rimuovere questo eccesso
di tolleranza e sostituirlo con adeguate forme di censura sociale sembra
dunque urgente ed opportuno cosi come necessario appare avviare un’ampia
azione di sensibilizzazione perché la persona non sia vittima della
sessualità e la dimensione affettiva caratterizzi la relazione
interpersonale. Dal Salento, frontiera
avanzata della cultura occidentale, terra protesa all’incontro con i
popoli dell’Est, luogo di sbarco di schiere innumerevoli di cittadini in
cerca di un futuro più prospero, è giusto che giunga un monito per
quanti fanno commercio della sessualità, riducono in schiavitù giovani
donne indifese e della pornografia, ma è anche doveroso esprimere la più
ferma condanna per i molti, uomini e donne, che mantengano un
atteggiamento tollerante o persino connivente e fruitorio nei confronti
dell’uso mercenario della donna sessualità. Il problema non può
essere affrontato con la severità della legge, pur dovendosi credere che
un normativa meno indulgente sarebbe comunque da prendere in seria
considerazione. Il problema va affrontato con una capillare azione di
sensibilizzazione anche al di là del territorio talentino, con misure di
vera e propria educazione sociale e con la forza di una riconosciuta ed
apprezzata autorità morale. In questa ottica, la
stessa compartecipazione alle azioni di prevenzione e tutela messe in atto
a vantaggio delle cittadine trattenute, ospitate dal Centro
“Regina Pacis”, costituisce un ottimo momento di
sensibilizzazione e di condivisione. Perché il progetto
riesca sono state predisposte le seguenti azioni:
* Sensibilizzazione dei professionisti
che per le esigenze del proprio ufficio si trovano a dover affrontare, in
maniera diretta o indiretta, i problemi della prostituzione, dello
sfruttamento, dell’uso mercenario del sesso, della pornografia. * Animazione ambientale. Una serie di interventi fra loro
coordinati, comprendenti manifestazioni, dibattiti, iniziative
pubblicistiche e quant’altro possa
servire ad ampliare il numero di coloro che si accostano al problema con
un corretto orientamento etico. * Formazione degli operatori sociali,
intendendo con questa espressione tutti coloro – insegnanti, assistenti
sociali, giudici, avvocati, medici – che per la ragione del loro ufficio
entrano in contatto diretto con i protagonisti del fenomeno. Questa azione è finalizzata a fornire metodologie di colloquio,
capacità relazionali e
tecniche comunicative si da facilitare la relazione e rendere possibile un
positivo orientamento delle donne, vittime dello sfruttamento, perché
accettino di sottrarsi all’infame mercato, denuncino clienti e
sfruttatori e si inseriscano nei percorsi di protezione sociale. * Formazione di gruppi di sostegno
per ciascuna della misure che ricadono nei progetti riconducibili al
programma Ali nuove. Si tratta di costruire una rete estesa di “amici”
che
possano aiutare al momento del bisogno, condividendo intenzioni e
procedure, motivazioni e finalità. Il progetto punta ad avere risonanza nazionale e internazionale,
prevede anche misure straordinarie di sensibilizzazione,
perché sia possibile una profonda revisione de vita da parte della società
occidentale, che ha sicuramente bisogno di convertirsi anche per le colpe
ascrivibili alla tolleranza sociale nei confronti della violenza che viene
esercitata nel mondo della prostituzione e della pornografia. (*) Nel prossimo numero di reginapacisinform@ seguirà la fase quinta del Progetto Ali Nuove, dal titolo “Convivium” ___________________________________________________________________
·
Continua
a Chisinau, in Moldavia, la produzione del pane per i poveri.
Come è già noto, il pane viene prodotto con il forno voluto da Don
Cesare ed installato grazie agli amici dell’Associazione
Fidus Achates di Verona. Il forno è stato inaugurato l’11 marzo scorso.
Fino ad ora è stata preziosa la presenza del volontario italiano, che ha
condotto con dedizione e passione il servizio. Il 20 aprile il volontario
ha fatto rientro in Italia, dopo due mesi di presenza, e l’attività
verrà condotta dai diversi collaboratori della Fondazione Regina Pacis in
Moldavia. ·
La
Fondazione Regina Pacis sarà presente in Germania al Convegno organizzato dall’Associazione tedesca Salwodi,
che avrà luogo nei prossimi giorni vicino a Francoforte. La relazione,
che sarà tenuta dal Dr. Ilie Zabica, presenterà la condizione del fenomeno
della tratta in Moldavia e nei Paesi dell’Est in genere, oltre alle
attività svolte dalla Fondazione per contrastare questo triste fenomeno. ·
L’attività di collaborazione tra l’Ist. Istruzione Sec. Sup.
“N.Moccia” di Nardò e la Fondazione
Regina Pacis prosegue con grande entusiasmo da parte delle
giovani beneficiarie. Il progetto formativo ha l’obiettivo di offrire forme educative finalizzate alla
prevenzione, al superamento ed al recupero di condizioni di disagio.
Le ospiti del Centro Regina Pacis, che continua normalmente la sua attività
di accoglienza, stanno producendo elaborati di vario genere con grande
passione e dedizione, che saranno anche oggetto in futuro di una mostra
itinerante. |
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Dal
01.04.2005
(Donazioni
in denaro)
|
BENEFATTORE |
DESTINAZIONE |
SOMMA |
|
|
0 |
|
|
F.lli
Ingrosso - Lecce |
Casa
Regina Pacis |
3.000,00 |
|
Don
P.Rugge – Strudà |
Casa
Regina Pacis |
35,00 |
|
I.T.C.
– Campi Sal.na |
Adozione |
330,00 |
|
G.Astore
– Lecce |
Adozione |
210,00 |
|
C.Blasi
– Lecce |
Adozione |
50,00 |
|
Fam.
Scarpellon – Martellago |
Adozione |
100,00 |
|
Abbazia
Benedettina – Noci |
Casa
bambini – Moldavia |
1.000,00 |
|
Fam.
Del Pia – Treviso |
Adozione |
90,00 |
|
Fam.
Salerno – Cosenza |
Adozione |
150,00 |
|
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TOTALE |
|
4.965,00 |
Dal
01.04.2005
(Donazioni in viveri ed altro)
|
BENEFATTORE |
CONTENUTO |
DESTINAZIONE |
|
N.N. – Lecce |
Viveri |
Abbazia benedettina di Noci |
|
Suore Discepole del S. Cuore – Lecce |
Viveri |
Abbazia benedettina di Noci |
|
Interfrutta |
Viveri |
Casa Regina Pacis |
|
|
|
|
|
|
|
|
S o l i d a r i e t à
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hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo, delle proprie capacità e
delle proprie risorse a favore del prossimo. Ovviamente grande è la necessità
di fondi perché le iniziative intraprese possano avere uno sviluppo
significativo.
|
Per
sostenerci |
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|
Conto
corrente bancario Intestato a Fondazione Regina Pacis ABI 03002
CAB 16000 CIN W Banca di Roma Filiale 03800 Lecce – 1 |
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|
Conto
corrente postale Intestato
a Fondazione Regina Pacis - Lecce Conto
n. 12525754 |
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|
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effettuate a favore della Fondazione Regina Pacis da parte di persone fisiche sono detraibili dall'imposta
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deducibili per un importo massimo di euro 2068,83 ovvero del 2% del
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eseguito tramite banca o ufficio postale. |
Grazie per
il sostegno
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