Lungomare Matteotti

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Notiziario n. 38 – 24 aprile 2005

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La Provvidenza Divina ha donato alla Chiesa

 

il nuovo Papa Benedetto XVI

 

un grande uomo di fede

chiamato da Dio a guidare

nella verità e nell’unità

i credenti sulla strada del Vangelo.

Ci affidiamo al Suo elevato Magistero

per attingere sempre nuova forza

nel servizio ai poveri,

e proseguire lungo le strade

dei Santi Cirillo e Metodio

per donare a tutti

il meraviglioso Vangelo della carità.

 

 

 

 

No, non sono pentito di aver fatto del bene

- La lettera di Don Cesare all’Arcivescovo di Lecce -

 

Ecc.za Rev.ma,

 

         si intravedono le luci della speranza, ma comincia anche ad emergere la stanchezza: il fisico accusa il peso della innocenza, perché, mi creda, l’innocenza pesa molto più della colpevolezza, perché stritola e rende ancor più solo.

         Nello stesso tempo penso ai poveri, a coloro che sono indifesi, abbandonati nello squallore di celle senza speranza, senza futuro, resi numeri all’interno di un meccanismo che codifica e toglie ogni possibilità di giustizia.

         Quanta tristezza!

         Ed allora bisogna pregare, lottare dentro, cercare il sole di Dio, volgere lo sguardo verso l’oriente, dove la speranza dà la certezza che sta per arrivare una buona notizia. Bisogna credere.

Mi domando se è giusto continuare a servire i poveri, o è giunta l’ora di fermarsi e rinchiudersi nell’ordinarietà, dove non ci saranno mai problemi e difficoltà, dove la giornata sarà protetta dagli orari, per cui diventerà facile fare la “professione” del prete.

Non so se ci riuscirei, perché sento dentro la forza spirituale del “rivoluzionario di Dio”, che deve andare per le strade a dire ai poveri, che il Suo amore è grande, stupendo, meraviglioso, è l’amore dei miracoli.

L’11 marzo scorso mi ha profondamente segnato: ho iniziato la giornata accogliendo tra le mie mani il primo pezzo di pane frutto della carità (al mattino avevo aperto in Moldavia il primo forno per la produzione e distribuzione del pane ai poveri), con accanto amici meravigliosi che hanno lasciato tutto per stare con me, ed ho chiuso la giornata porgendo le mie mani per renderle disponibili alla ingiustizia che non vuol riconoscere la forza della carità.

Le stesse mani, al mattino immerse nella carità che diventa vita e speranza, nella serata consegnate alla ingratitudine del mondo.

In comune quelle mani hanno sempre avuto i poveri, perché ovunque, dalle strade di Chisinau, fino al carcere, hanno solamente cercato l’abbraccio dei poveri.

Costa servire i poveri, amare gli altri, farsi prossimo.

Nostro Signore è andato in Croce e lì, sull’austero “trono” della sofferenza e della ingratitudine umana, ha continuato ad amare, “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno… Oggi sarai con me in paradiso…”.

E poi alla sua mamma Maria ha consegnato l’ultimo testamento dell’amore:” Donna ecco tuo figlio…”. Ha detto alla mamma, continua tu ad amare questo mondo, come io l’ho amato fino al sacrificio totale.

Penso a Gesù e dico a me stesso, che in quanto prete non poteva essere diversa la mia strada.

Questa è la mia croce!

Da anni ho compreso che la sofferenza è il mio “pane quotidiano”, pasto spirituale necessario per conoscere la vita dei poveri, per amarli, per servirli e morire per loro.

Quale grande dono!

Nel silenzio della mia solitudine, penso alle tante persone che Dio mi ha permesso di servire, penso alle tante ragazze, verso le quali ho riversato tutto. No, non sono pentito di aver fatto del bene. Sono pronto a rifarlo, per dare loro l’amore di Dio, quell’amore che non conosce la fragilità umana, ma si dona per diventare ricchezza.

Una ragazza mi ha scritto:”Devi alzarti e camminare accanto a coloro per i quali hai donato la tua vita ed oggi anche la tua libertà. Non hai fatto male a nessuno. E’ sempre accaduto il contrario: ti hanno fatto del male, ma tu hai sempre saputo perdonare, perché eri, sei e sarai un uomo di Dio”.

Un’altra ragazza mi ha scritto una lettera, all’interno della quale c’è questa preghiera: “Padre nostro che sei nei cieli, sappi che prima di te ho conosciuto un altro padre, un po’ più piccolo, ma non tanto, che si chiama don Cesare, il quale mi ha fatto tanto bene, ma veramente tanto, vedi un po’ tu cosa puoi fare per lui. Aiutalo. Io non posso. Vai tu da lui e digli che gli voglio tanto bene”.

Mi ha scritto anche la mia mamma, forse per la prima volta e mi ha detto:”Non arrenderti, perché presto tornerai tra i tuoi veri amici, i poveri, per i quali hai dedicato la tua esistenza e la tua missione sacerdotale”. E pensare che la mia mamma non ha il riscaldamento in casa e vive con una misera pensioncina…

Sono in molti che mi stanno scrivendo, ma stanno soprattutto redigendo l’antologia della speranza e la vittoria della carità.

In questi giorni ho scritto una lettera a tre confratelli sacerdoti, i quali hanno sempre apertamente e duramente osteggiato l’operato di Casa Regina Pacis. Con loro ho messo in atto la nota espressione di Don Primo Mazzolari che dice ”Bacia la mano di colui che ti colpisce”.

Ho scelto di baciare queste mani. Li ho ringraziati. Soprattutto ho donato loro il gesto della pace e della riconciliazione, perché non ha senso manifestare per la pace nel mondo, lungo le strade delle nostre città e poi dimenticare che la pace deve essere il gesto più semplice ed immediato che bisogna porgere a chi ti sta accanto.

Grazie, Signore, anche per questo dono e per avermi fatto comprendere che la riconciliazione è un gesto che deve avere la forza della pace, quella vera.

Eccellenza, Le chiedo di pregare per me, di essermi accanto, di continuare con me a servire i poveri ed amarli.

         Eccellenza, voglio anche vincere le sue lacrime, anch’esse compagne di viaggio nei miei percorsi di carità.

         Per il resto… si faccia la volontà di Dio.

         Grazie.

         Noci, 7 aprile 2005

                                                                          Don Cesare #

 

n.b.: il simbolo che segue al mio nome (#) vuol raffigurare le sbarre di una cella e nello stesso tempo un messaggio: “prete ex detenuto innocente”.

 

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Grazie!

 

 

E’ giusto in questo momento rivolgere un immenso grazie a tutti coloro che nel silenzio e nella gioia del servizio stanno continuando ad andare avanti all’interno della Fondazione Regina Pacis: Donato, Don Attilio, Natalia, Marco, Paolo, Jhonni, Armando, Luca, Alan, Alek, Giovanni da Bergamo, Ilie, Erio, Lika e gli amici dalla Moldavia.

Un immenso grazie anche a tutti gli amici della Fondazione Regina Pacis, che stanno condividendo con passione questo percorso di sofferenza e carità: da Mantova a Verona, dal Piemonte alla Campania. Questa solidarietà è il frutto delle fatiche e dei sacrifici di Don Cesare.

Molte sono le attestazioni di amicizia e solidarietà che stiamo ricevendo, non solo dall’Italia, ma anche da altre nazioni: Moldavia, Ucraina, Georgia, Germania, Svizzera, Francia, Grecia, Spagna, Egitto, Belgio, Romania.

E’ un coro intenso di amicizia, che attesta con bontà l’operato della Fondazione Regina Pacis e di Don Cesare per le strade del mondo, accanto ai poveri e con progetti maturati nel sacrificio.

Sono anche molto belle le lettere che ogni giorno giungono all’indirizzo della Fondazione, che chiedono di Don Cesare e soprattutto, perché molti che scrivono sono immigrati che hanno ricevuto del bene, raccontano tutto ciò che hanno vissuto, i momenti belli a San Foca. E’ come ripercorrere una strada di carità, in parte anche sconosciuta, perché svela vicende frutto della immediata e splendida carità di Don Cesare, sempre disponibile a chiunque gli chiedesse qualcosa.

Il “grazie” più significativo è rivolto a S.E. Mons. Ruppi, il quale, sempre nel rispetto delle Istituzioni, è stato sempre accanto a Don Cesare, con la passione di un padre, con la responsabilità di un Pastore, con la forza di uomo di fede, con la convinzione di un promotore della carità.

Alla Comunità ecclesiale di Lecce, dai sacerdoti alle religiose, dai movimenti alle parrocchie ed ai laici tutti, un vivo senso di gratitudine per non aver fatto mai mancare a Don Cesare la vicinanza, l’amicizia, la solidarietà e la preghiera. E’ emerso un forte senso di comunione ecclesiale, che ha molto richiamato la forza orante della prima comunità cristiana.

                                                                                                          

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Che cos’è il Progetto Ali nuove?

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(parte quarta)

 

Crediamo che sia utile ed interessante per molti, riproporre i contenuti educativi dell’attività di recupero delle vittime della tratta svolta dalla Fondazione Regina Pacis e che ha come titolo “ Progetto Ali Nuove ”.

La conoscenza del Progetto aiuterà molti ad avere l’esatta conoscenza delle metodologie di intervento a beneficio delle vittime della tratta e di quanto faticoso e difficile lavoro ci sia nell’approccio con le stesse.

Il percorso di recupero si sviluppa in cinque differenti fasi:

            1. Regina Pacis     3. Exodus            5. Convivium

        2. Domus            4. Sallentum

        Nella precedente edizione è stata presentata la terza fase del Progetto, denominata “Exodus”, in questa edizione proponiamo la fase n.4 denominata “Sallentum”.

 

    (4) Sallentum

         Progetto destinato ad informare, a sensibilizzare e a coinvolgere la comunità locale e nazionale perché si combatta la tolleranza sociale nei confronti della violenza, perché si rimuova ogni forma di incuria nei confronti dei minori, perché si colpisca la cultura che permette ancora un uso mercenario della sessualità.

      La prostituzione nasce da un concorso di cause; molte sono state studiate e qualche volta aggredite con interventi sociali di una certa efficacia; non si è mai voluto colpire, tuttavia, quella che sembra essere la radice prima di ogni sfruttamento, ovvero il crescere ricorso a forme mercenarie di sessualità. Va anzi allargandosi lo spazio di tolleranza sociale concesso alle mille forme di violenza nei confronti del sesso ed, estensivamente, nei confronti della donna, dei minori e della famiglia.

        Rimuovere questo eccesso di tolleranza e sostituirlo con adeguate forme di censura sociale sembra dunque urgente ed opportuno cosi come necessario appare avviare un’ampia azione di sensibilizzazione perché la persona non sia vittima della sessualità e la dimensione affettiva caratterizzi la relazione interpersonale.

        Dal Salento, frontiera avanzata della cultura occidentale, terra protesa all’incontro con i popoli dell’Est, luogo di sbarco di schiere innumerevoli di cittadini in cerca di un futuro più prospero, è giusto che giunga un monito per quanti fanno commercio della sessualità, riducono in schiavitù giovani donne indifese e della pornografia, ma è anche doveroso esprimere la più ferma condanna per i molti, uomini e donne, che mantengano un atteggiamento tollerante o persino connivente e fruitorio nei confronti dell’uso mercenario della donna sessualità.

        Il problema non può essere affrontato con la severità della legge, pur dovendosi credere che un normativa meno indulgente sarebbe comunque da prendere in seria considerazione. Il problema va affrontato con una capillare azione di sensibilizzazione anche al di là del territorio talentino, con misure di vera e propria educazione sociale e con la forza di una riconosciuta ed apprezzata autorità morale.

        In questa ottica, la stessa compartecipazione alle azioni di prevenzione e tutela messe in atto a vantaggio delle cittadine trattenute, ospitate dal Centro “Regina Pacis”, costituisce un ottimo momento di sensibilizzazione e di condivisione.

        Perché il progetto riesca sono state predisposte le seguenti azioni:

        * Sensibilizzazione dei professionisti che per le esigenze del proprio ufficio si trovano a dover affrontare, in maniera diretta o indiretta, i problemi della prostituzione, dello sfruttamento, dell’uso mercenario del sesso, della pornografia.

* Animazione ambientale. Una serie di interventi fra loro coordinati, comprendenti manifestazioni, dibattiti, iniziative pubblicistiche e quant’altro  possa servire ad ampliare il numero di coloro che si accostano al problema con un corretto orientamento etico.

* Formazione degli operatori sociali, intendendo con questa espressione tutti coloro – insegnanti, assistenti sociali, giudici, avvocati, medici – che per la ragione del loro ufficio entrano in contatto diretto con i protagonisti del fenomeno.

Questa azione è finalizzata a fornire metodologie di colloquio, capacità  relazionali e tecniche comunicative si da facilitare la relazione e rendere possibile un positivo orientamento delle donne, vittime dello sfruttamento, perché accettino di sottrarsi all’infame mercato, denuncino clienti e sfruttatori e si inseriscano nei percorsi di protezione sociale.

 

* Formazione di gruppi di sostegno per ciascuna della misure che ricadono nei progetti riconducibili al programma Ali nuove. Si tratta di costruire una rete estesa di “amici” che possano aiutare al momento del bisogno, condividendo intenzioni e procedure, motivazioni e finalità.

Il progetto punta ad avere risonanza nazionale e internazionale, prevede anche misure straordinarie di sensibilizzazione, perché sia possibile una profonda revisione de vita da parte della società occidentale, che ha sicuramente bisogno di convertirsi anche per le colpe ascrivibili alla tolleranza sociale nei confronti della violenza che viene esercitata nel mondo della prostituzione e della pornografia.

 

(*) Nel prossimo numero di reginapacisinform@ seguirà

la fase quinta del Progetto Ali Nuove, dal titolo “Convivium”

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Notizie in breve

 

·          Continua a Chisinau, in Moldavia, la produzione del pane per i poveri. Come è già noto, il pane viene prodotto con il forno voluto da Don Cesare ed installato grazie agli amici dell’Associazione Fidus Achates di Verona. Il forno è stato inaugurato l’11 marzo scorso. Fino ad ora è stata preziosa la presenza del volontario italiano, che ha condotto con dedizione e passione il servizio. Il 20 aprile il volontario ha fatto rientro in Italia, dopo due mesi di presenza, e l’attività verrà condotta dai diversi collaboratori della Fondazione Regina Pacis in Moldavia.

 

·          La Fondazione Regina Pacis sarà presente in Germania al Convegno organizzato dall’Associazione tedesca Salwodi, che avrà luogo nei prossimi giorni vicino a Francoforte. La relazione, che sarà tenuta dal Dr. Ilie Zabica, presenterà la condizione del fenomeno della tratta in Moldavia e nei Paesi dell’Est in genere, oltre alle attività svolte dalla Fondazione per contrastare questo triste fenomeno.

 

·          L’attività di collaborazione tra l’Ist. Istruzione Sec. Sup. “N.Moccia” di Nardò e la Fondazione Regina Pacis prosegue con grande entusiasmo da parte delle giovani beneficiarie. Il progetto formativo ha l’obiettivo di offrire forme educative finalizzate alla prevenzione, al superamento ed al recupero di condizioni di disagio. Le ospiti del Centro Regina Pacis, che continua normalmente la sua attività di accoglienza, stanno producendo elaborati di vario genere con grande passione e dedizione, che saranno anche oggetto in futuro di una mostra itinerante.

 

Il cestino dei poveri va riempito

Dal 01.04.2005                                                                                                                (Donazioni in denaro)

BENEFATTORE

DESTINAZIONE

SOMMA

SOMMA PRECEDENTE

 

0

F.lli Ingrosso - Lecce

Casa Regina Pacis

3.000,00

Don P.Rugge – Strudà

Casa Regina Pacis

35,00

I.T.C. – Campi Sal.na

Adozione

330,00

G.Astore – Lecce

Adozione

210,00

C.Blasi – Lecce

Adozione

50,00

Fam. Scarpellon – Martellago

Adozione

100,00

Abbazia Benedettina – Noci

Casa bambini – Moldavia

1.000,00

Fam. Del Pia – Treviso

Adozione

90,00

Fam. Salerno – Cosenza

Adozione

150,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

4.965,00

Dal 01.04.2005                                                                                                   (Donazioni in viveri ed altro)

BENEFATTORE

CONTENUTO

DESTINAZIONE

N.N. – Lecce

Viveri

Abbazia benedettina di Noci

Suore Discepole del S. Cuore – Lecce

Viveri

Abbazia benedettina di Noci

Interfrutta

Viveri

Casa Regina Pacis

 

 

 

 

 

 


S o l i d a r i e t à

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Intestato a Fondazione Regina Pacis - Lecce

Conto n. 12525754

 

 

 

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Grazie per il sostegno

 

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Allegato de L’Ora del Salento

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