In cantiere le nuove attività di servizio ed accoglienza del Centro Regina Pacis Grandi
interessi e molti interessati intorno al Centro Regina Pacis di San Foca
ed alla sua destinazione futura. E’ una discussione che anima molti, ma
non intacca i progetti e i propositi di quanti fino ad ora hanno condotto
la struttura, la quale, ed è bene dirlo per mettere in pace il cuore di
molti, continuerà le sue attività di accoglienza nelle forme più giuste
ed opportune e nel pieno rispetto del territorio e delle sue esigenze
turistiche, che vanno prese in giusta considerazione. I progetti
futuri sono già delineati e procedono verso la realizzazione. E’
terminata l’esperienza di accoglienza degli immigrati nella formula del
Centro di permanenza, ma non è venuta meno, sia per l’Arcidiocesi di
Lecce che per la stessa Fondazione Regina Pacis, la volontà di essere
presenti sul territorio con il Centro Regina Pacis e le nuove
forme di servizio ed accoglienza che si stanno programmando. Sono in atto
gli interventi di ristrutturazione del Centro e di adeguamento alle nuove
esigenze di servizio, con interventi ben visibili, che lasciano trasparire
la ferma volontà di avviare progetti futuri di valore, che avranno sempre
l’unico obiettivo dell’accoglienza, coniugata con la carità ed il
servizio. Il percorso
della carità della Chiesa di Lecce si incrocia ancora con San Foca ed
impegna la comunità locale in scelte sempre più ricche di attenzione a
chi è nel bisogno. A quanto nei
giorni scorsi hanno parlato di “una pagina nera dell’accoglienza” ha
già risposto l’Arcivescovo di Lecce, puntando il dito proprio verso
coloro, ed alcuni firmatari non sono esenti, che hanno vissuto il periodo
dell’arrivo di migliaia di immigrati lungo le coste della Puglia nel
torpore della indifferenza e del distacco dal problema. La Chiesa di
Lecce vive la carità con la gioia e lungimiranza degli uomini di fede,
che sanno sempre coniugare il bene degli uomini con la glorificazione di
Dio. Quanti non
sono in sintonia con tali scelte abbiano la cortesia di non disturbare la
carità e saper comprendere quanto sta accadendo. Non c’ è
posto per la strumentalizzazione politica e tanto meno per gli interessi
di coloro che vogliono impossessarsi della struttura di San Foca per farne
un polo alberghiero ed una speculazione turistica. L’Arcivescovo di Lecce in
visita alla Fondazione Regina Pacis in Moldavia Nonostante
gli intensi impegni che caratterizzano la vita pastorale
dell’Arcivescovo di Lecce, Mons. Cosmo Francesco Ruppi, dal 12
al 14 settembre prossimo sarà a Chisinau per visitare le strutture
della Fondazione Regina Pacis, e soprattutto, le nuove realizzazioni ed
avviare nuovi progetti. Nella
stessa occasione, l’Arcivescovo incontrerà il Vescovo di Chisinau, Mons.
Anton Cosa, del quale sarà ospite, per valutare insieme il percorso
della Fondazione in Moldavia, approfondire meglio gli obiettivi da
raggiungere nella carità e nella evangelizzazione. L’ultimo
viaggio in Moldavia di Mons. Ruppi è stato proprio nel settembre del
2004, accompagnato dal Sen.
Giovanni Pellegrino e dall’Assessore
Salvatore Capone. In quella occasione fu inaugurata la Casa di
formazione per i bambini di strada. E’
divenuto nel tempo rilevante l’impegno della Chiesa di Lecce in
Moldavia, presente attraverso la Fondazione Regina Pacis e l’intenso
impegno di Don Cesare Lodeserto. Le
opere sono ormai diverse ed in continua evoluzione, ma nello stesso tempo
è stata realizzata una solida rete di collaborazione con altri organismi
internazionali, sia cattolici che non cattolici, con i quali si collabora
per la realizzazione di progetti che hanno come obiettivi soprattutto il
contrasto al traffico degli esseri umani, il recupero delle vittime della
tratta, il sostegno alle povertà, la tutela e accompagnamento dei bambini
che vivono sulla strada. Indubbiamente
ci sono nuove scelte da fare e soprattutto nel consolidamento
dell’opera, che è un indiscusso valore sia dal punto di vista sociale
che dal punto di vista evangelico. La
presenza dell’Arcivescovo di Lecce, al quale la Fondazione Regina Pacis
è grata per tanto motivi, che si possono comprendere solo nella lettura
storica degli eventi che hanno accompagnato i percorsi della Fondazione
stessa. Nello
stesso tempo la presenza in Moldavia della Chiesa di Lecce è il frutto
dell’ansia missionaria che ha sempre caratterizzato il servizio
pastorale di Mons. Ruppi e la sua ferma volontà di vivere la carità come
annuncio evangelico di carità e libertà. L’Arcivescovo
di Lecce si recherà anche nel territorio della Transnistria, precisamente
nella città di Tiraspol, dove esiste una presenza della Fondazione e sono
in atto anche degli interventi di carattere strutturale, per consolidare
le opere e soprattutto avviare di carità programmate, nei confronti dei
bambini e degli anziani. Il
viaggio precede di poco meno di un mese l’evento calcistico che vedrà
la nazionale moldava a Lecce per incontrare quella italiana, e che sarà
una ulteriore occasione per consolidare i rapporti che la Chiesa di Lecce
ha costruito nel tempo con i paesi dell’est d’Europa. Aperte
a Lecce le case-famiglia della
Fondazione Regina Pacis Il
progetto
“Ali nuove”,
che rappresenta il percorso educativo della Fondazione
nell’accompagnamento e recupero delle vittime della tratta, ha raggiunto
un altro obiettivo nei giorni scorsi, con l’apertura di alcune
case-famiglia per le ragazze, nella città di Lecce. L’accoglienza
delle vittime della tratta viene già effettuata nella struttura di San
Foca ed in altre città di Italia, per cui l’apertura di queste
case-famiglia rappresenta un tappa, ben codificata, nel cammino di
recupero ed integrazione. Le
strutture sono collocate nella città di Lecce e per motivi di ovvia
riservatezza non viene pubblicizzato l’indirizzo, come avviene per tutte
le strutture impegnate in tali percorsi delicati e soprattutto finalizzati
alla tutela di soggetti deboli. La
funzione delle “case-famiglia” è quella di mettere le ragazze nella
condizione di avviare il proprio processo di integrazione nel territorio,
infatti superata la fase della “casa
di fuga”,
che accoglie la ragazza nel momento della fuga dalla condizione di
sfruttamento, diventa indispensabile procedere alla normalizzazione della
sua condizione di vita. La
casa-famiglia si fonda sull’autonomia gestionale che il soggetto accolto deve sviluppare nel
proprio sistema di vita, anche con l’inserimento lavorativo, la
condivisione abitative con altre ragazze, anche di nazionalità
differente, la gestione dei bisogni personali e della giornata, quindi
l’ordine, il rispetto dell’altro e della casa in cui si trova. Alla
ragazza viene chiesto un salto di qualità delle proprie scelte,
assumendosi la responsabilità di decidere, gestire, programmare e
rilanciare la propria esistenza in un percorso completamente differente. Nel
rispetto della condizione delle ragazze e per loro tutela la Fondazione ha
scelto di non dare grande informazione in occasione dell’apertura delle “case
famiglia”,
di fatto le strutture sono funzionanti e stanno offrendo accoglienza alle
ragazze vittime della tratta, in continuità con il progetto fino ad ora
attuato e come indicato dallo stesso dipartimento per le pari opportunità.
·
Si
sta allestendo un programma di iniziative di vario genere, unitamente al
Comune di Lecce ed alla Amministrazione Provinciale, da realizzare in
occasione della competizione
calcistica Italia-Moldavia,
per la qualificazione al prossimo campionato europeo, che si terrà il 12
ottobre a Lecce. ·
Don
Cesare Lodeserto in partenza
per la Moldavia il prossimo 2 settembre, perché è
ormai tempo di intensificare la presenza della Chiesa di Lecce nel
territorio della Transnistria, precisamente nella capitale Tiraspol, dove
già è operativa una struttura che eroga servizi di carità ed
informazione. ·
Terminata
l’esperienza di volontariato in Moldavia
per i giovani italiani, ed in particolare per coloro che provenivano dalle
comunità religiose rogazioniste e salesiane. Sono state numerose le
richieste di giovani, provenienti da diverse parti d’Italia, che hanno
chiedevano di poter realizzare una esperienza di volontariato in Moldavia,
per cui non è stato possibile esaudirle tutte e di questo la Fondazione
Regina Pacis chiede scusa. ·
Grazie
Don Daniele, Don Andrea e Don Nicola!
Sono i tre sacerdoti provenienti dalla Moldavia che hanno retto il
Santuario della Madonna di Roca (Lecce) dal 1 luglio al 31 agosto. Dal 1
settembre ci sarà don Oliver. La loro presenza, ma soprattutto il
servizio pastorale è stato molto apprezzato dai fedeli del territorio. Il
progetto realizzato tra la Fondazione Regina Pacis e la Diocesi di
Chisinau (Moldovia) ha raggiunto il suo obiettivo, soprattutto di
carattere pastorale ed anche esperienziale per i tre sacerdoti Moldavia. A
loro va il grazie della Fondazione, della Comunità locale e di tutti
coloro che hanno potuto apprezzarne il servizio e la disponibilità.
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S
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La Fondazione svolge la sua attività grazie alla
disponibilità di persone che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo,
delle proprie capacità e delle proprie risorse a favore del prossimo.
Ovviamente grande è la necessità di fondi perché le iniziative intraprese
possano avere uno sviluppo significativo.
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Allegato
de L’Ora del Salento
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