(Foto di Saverio TARCHI)
Missione di Paola ( Odontoiatra ) e Cesare ( Odontotecnico
) a Mlali, in Tanzania per un periodo di due settimane, dal 05/07 al 21/07 del
2002 per proseguire un progetto A.S.M.O. ( Associazione per la solidarietà
medica e odontoiatrica ) iniziato lo scorso anno da altri volontari.
Qui si è verificato un incontro unico, quello tra il popolo Tanzaniano di un
qualsiasi villaggio all’interno del Paese e noi; un incontro che indubbiamente
arricchisce spiritualmente ed umanamente, facendoti crescere a livello
personale.
Karibu ( benvenuto ), ecco il primo termine in Kiswaili che ascolti appena
arrivato in questa comunità, per farti capire che tipo di accoglienza ci si può
attendere facendo opera di volontariato in Tanzania. Potrai percepire sensazioni
uniche che vanno ben oltre il tuo puro operato, con un po’ di sensibilità
puoi riuscire a toccare il cielo con un dito o a provare “ tutti i brividi del
mondo “; è questo che noi dell’Asmo proponiamo; si, è proprio questo, al
di là di qualsiasi problema che ognuno di noi trascina nella propria vita.
Di problemi inerenti al nostro progetto o di altra natura
ce ne sono tanti, l’importante è credere che anche con il nostro aiuto,
forse, un giorno si potranno risollevare le sorti di un popolo più sfortunato e
sfruttato di noi; perché quella mano che gli dobbiamo tendere in termini
diretti serve soprattutto a noi e al nostro senso di giustizia; non ci possiamo
sentire in pace con la nostra coscienza fino a quando quei popoli vivranno in
condizioni così disagiate.
Dopo un lungo viaggio aereo siamo giunti a Dar Es Salam dove ci attendeva
pazientemente padre Francesco, responsabile della missione dei frati cappuccini
di Mlali che ci ha accolto e che ospita il progetto “ sorriso “.
Fatte le presentazioni, siamo partiti alla volta del villaggio che dista circa
500 Km. dall’aeroporto.
Il viaggio è stato un’avventura, dal momento che le strade, sebbene asfaltate
per la maggior parte del tragitto, non sono proprio confortevoli, ma ricche di
interruzioni e di buche; negli ultimi 30 Km. non asfaltati, la strada è
costituita da terra rossa battuta che ci ha totalmente coperti di polvere; ma
questo non ci ha impedito di essere incantati dal primo nostro tramonto
africano, che racchiude in sé la magia di una terra unica.
Giunti alla missione che era già buio ( l’oscurità cala circa alle 19.30 ),
abbiamo cenato e conosciuto gli altri membri della missione: padre Carlo, Erik e
Pascali, due fratelli africani.
Il giorno seguente abbiamo visitato il dispensario dove si trova l’ambulatorio
odontoiatrico e il laboratorio odontotecnico, che sono stati subito organizzati
secondo le nostre esigenze scoprendo che dalla turbina non usciva acqua e che il
micromotore non funzionava; durante le due settimane, però, con un po’ di
pazienza, di spirito di adattamento e con l’aiuto di qualche “ invenzione
“ ce la siamo sempre cavata.
Poiché il fine del progetto non è tanto quello di prestare la nostra
manodopera, bensì quello di formare persone locali che poi siano in grado di
gestirsi e mantenersi da sé; il nostro lavoro è consistito anche
nell’insegnamento. Infatti il secondo giorno di lavoro ci sono stati
presentati due ragazzi Tanzaniani interessati a questo progetto: James,
odontoiatra e Francisco, futuro odontotecnico attualmente elettricista. James è
un ragazzo di 30 anni laureato in odontoiatria proveniente dalla capitale;
abbiamo potuto costatare che la sua preparazione è molto buona per quanto
riguarda l’estrattiva, mentre un po’ meno preparato dal punto di vista
pratico per la conservativa e la parodontologia, mentre le basi teoriche
generali sono soddisfacenti.
Francisco è un ragazzo di 24 anni proveniente da Iringa ( una città
all’interno del Paese ) molto motivato ad apprendere questo lavoro. Abbiamo
iniziato ad insegnargli l’anatomia del cavo orale e dei denti, sia tramite
lezioni scritte in inglese, sia con disegni e modelli in gesso insegnandogli
successivamente a colare le impronte e a montare i modelli sull’articolatore.
La sua formazione continuerà con i futuri volontari che giungeranno a Mlali.
Questi due ragazzi sono molto interessati al progetto, perché questo può
significare un salto di qualità per il proprio tenore di vita ed una garanzia
per il loro futuro e della propria famiglia, perché, come ci spiegava James,
persino nella capitale ci sono scarsissime possibilità di trovare un impiego
che permetta loro di vivere degnamente.
Il rapporto che si è instaurato fra noi ci ha fatto riflettere e comprendere
cose che noi diamo per scontato, mentre in altri Paesi non lo sono ; più di una
volta ci siamo sentiti in imbarazzo per il nostro tenore di vita europeo; gesti
semplici, come tre pasti al giorno, una bibita nel pomeriggio, il sapone per
lavarsi, un foglio di carta su cui scrivere… e tantissimo altro, per noi sono
insignificanti, ma in Tanzania sono azioni che solo pochissimi fortunati possono
permettersi.
Il lavoro svolto nell’ambulatorio è consistito quasi esclusivamente in
estrazioni dentarie, dal momento che i pazienti vedono questa terapia come la
scelta più veloce e più economica: su circa 80 prestazioni erogate, almeno 60
sono state estrazioni.
Sebbene le condizioni igieniche siano estremamente scarse, lo stato di salute
orale è abbastanza buono; l’incidenza della patologia cariosa non è elevata,
ma bisogna tenere presente che si tratta di una popolazione di agricoltori e che
quindi si nutre prevalentemente di vegetali, i polisaccaridi e gli zuccheri
complessi sono raramente reperibili; abbiamo notato presenza di depositi di
tartaro più o meno marcati in molti dei pazienti che abbiamo visitato, ma con
scarsa incidenza di malattia parodontale. Sono state realizzate anche delle
protesi mobili ( in resina e con ganci a filo ) per sostituire denti
mancanti…. e qui abbiamo constatato delle cose curiose; molte persone hanno la
mancanza dei due incisivi centrali inferiori e non ci era chiaro il motivo. Ci
è stato spiegato che questi denti vengono estratti fin da bambini per
tradizione culturale, ed alcuni ci hanno riferito che questa abitudine può
avere un fondamento logico; dal momento che è molto probabile ammalarsi di
tetano, lo spazio vuoto lasciato dalla mancanza degli incisivi inferiori
permette di alimentare ed idratare il malato.
Una storia che ci ha particolarmente colpito è stata
quella di un signore di 78 anni, che in Tanzania è considerato molto più che
anziano, dal momento che la vita media è di 50 anni, con forte mal di denti ,
che prima di giungere al dispensario, si era recato in un ospedale a tre giorni
di cammino dal suo villaggio, dove però non avevano potuto fare nulla per i
suoi denti, era quindi tornato a casa e da là, avendo saputo del nostro arrivo,
si era nuovamente incamminato per altri due giorni, arrivando da noi alle 10 del
mattino. Poiché i pazienti venivano visitati in ordine di arrivo, lui era
l’ultimo della giornata ed abbiamo potuto visitarlo solo alle 17. Una
qualsiasi persona occidentale sarebbe stata fuori di sé, invece lui no,
tranquillo, con una serenità ed una pazienza incredibile.
Accolti nel centro missionario ci sono bambini che presentano degli handicap
fisici e psichici più o meno marcati ( fa riflettere il solo pensiero che molti
di essi sono invalidati dalla poliomielite perché mancano i soldi per il
vaccino). Con questi bambini abbiamo iniziato un programma di prevenzione
dentale insegnando loro le principali manovre di igiene orale e sigillando i
solchi degli elementi dentali permanenti. Due di questi bambini, Sciabani e
Amina, avevano perso l’incisivo centrale superiore in seguito ad una caduta,
abbiamo provveduto così a rimetterglielo con un parzialino in
resina…beh…vedere il loro sorriso e la loro felicità per avere ricevuto la
nostra attenzione è stato qualcosa che per noi ha significato molto e che ci
porteremo sempre dentro.
Sia questi bambini alloggiati nel centro sia i bambini del villaggio che abbiamo
avuto modo di conoscere nelle nostre passeggiate pomeridiane dopo il lavoro sono
fantastici; basta donare un piccolo gesto di attenzione, come un saluto o fare
una fotografia con loro che il loro sguardo si illumina, è limpido e felice per
quel momento di gioia, dobbiamo comunque dire che alla fine eravamo più felici
noi per la loro compagnia… lungo i sentieri non ci sentivamo mai soli, eravamo
sempre accompagnati da almeno dieci bambini.
Oltre che dai bambini, siamo rimasti molto colpiti anche dal carattere degli
adulti; sebbene vivano in condizioni al limite della sopravvivenza, basti
pensare che alloggiano in capanne di fango senza corrente elettrica e senza
acqua, sono felici di quel poco che ogni giorno la vita o Dio dona loro. Sono
persone semplici, che ci hanno accolto in un modo veramente caloroso che ci ha
fatto sentire benvoluti. Una domenica il parroco di Mlali ci ha invitati
sull’altare e ci ha presentati alla comunità…. è stato molto imbarazzante
dover parlare davanti a tutte quelle persone e per di più in inglese, ma è
stato un gesto di grande attenzione e di apertura nei nostri riguardi.
Il rapporto che si ha con la persona del posto è di una intensità umana fuori
dal comune che ti spinge a fare gesti ormai in disuso tra noi, come quello di un
abbraccio o di una stretta di mano, che ti fa comprendere meglio usanze e modi
di vivere diversi dal tuo.
Esistono molti aspetti di una esperienza del genere che fanno superare la paura
del viaggio o della contaminazione con varie malattie, prima fra tutti l’HIV (
in un Paese dove la metà della popolazione sono sieropositivi ) : ascoltare una
funzione religiosa con musiche di percussioni, riti tribali, la curiosità e
l’affetto dei bambini, i loro mercati, i crocchi di donne ai pozzi al
tramonto, i fuochi di notte nella savana….. ma le parole non riusciranno mai a
rendere il significato di questa esperienza, la ricchezza che ha portato dentro
di noi; perché alla fine, noi siamo andati per donare il nostro tempo e il
nostro aiuto, ma abbiamo ricevuto moltissimo, primo tra tutti una grande lezione
di vita e di amore solo per il gusto di amare, senza nessun altro significato.
Un’esperienza unica, che inevitabilmente cambia in meglio la propria persona e
la propria vita.
L’unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio.