Cari Amici di ASMO,

 

sono appena rientrato da Kabul, dove, come ricorderete, mi sono recato per valutare direttamente lo stato dell'odontoiatria (personale, attrezzature, materiali, livello professionale ecc.) locale e prendere contatto con le esistenti strutture professionali.

Sono riuscito a fare arrivare, attraverso i militari del contingente Italfor di ISAF-Kabul e la CRI, 2 riuniti usati completi che si trovano attualmente al sicuro nei depositi della base militare in attesa di loro destinazione.

La situazione: esiste un "Dental Hospital", il cui Direttore ho incontrato personalmente più volte. La struttura è fatiscente, nessuna precauzione sanitaria particolare, pochissimo strumentario, materiali scarsi e di pessima qualità.

Il Direttore mi riferiva che hanno un'affluenza media di circa 600 persone al giorno, alle quali vengono in gran maggioranza praticate avulsioni dentali, mentre la conservativa è poco praticata e si limita a qualche otturazione ed a qualche trattamento endodontico.

Non posseggono in sede alcuno strumento diagnostico, esiste un reparto di chirurgia maxillo facciale nel quale operano prevalentemente le neoplasie, ma NON posseggono macchinari per praticare l'anestesia generale e non sanno dell'esistenza della TAC! Anche l'anestetico locale è quasi introvabile.

La situazione è quindi, come si può immaginare, estremamente drammatica; ancor più fuori Kabul dove le strutture non esistono quasi totalmente.

 

Il direttore della clinica

Presidio sanitario IOC

Sala d'attesa

 

Il Direttore ha chiesto aiuto dichiarando tutta la sua disponibilità ad una fattiva collaborazione: vorrebbe creare, con l'aiuto di un'equipe occidentale, una "task-force" odontoiatrica, aggiornata sia nella tecnica che nell'uso dei materiali più recenti, da sviluppare in Kabul per poi gradualmente espanderla negli altri distretti  periferici.

Ho, a tal proposito, avuto dei contatti con il locale Ministero della Sanità e con la Cooperazione Italiana: ci sarebbe la possibilità di essere sostenuti anche nello sviluppo del nostro ambito professionale, che inizialmente non rientrava nell'ambito dell'emergenza propriamente detta. E' in costruzione a Kabul un nuovo Ospedale, prevalentemente chirurgico e, essendo responsabile di tale progetto una ONG Italiana, si potrebbe eventualmente concordare con essa la creazione di un piccolo reparto pilota di odontoiatria.

Sono in contatto con un gruppo di colleghi americani che, venuto a conoscenza di questo progetto, si è detto molto interessato a collaborare al suo sviluppo, probabilmente anche con l'apporto di fondi a suo sostegno.

 

 

Attesa

Strade di Kabul

Donna afghana

 

 

Il mio proposito, qualora tale programma dovesse interessarvi come ONLUS, sarebbe per sommi capi il seguente:

- sviluppare un programma di updating professionale rapido, senza fronzoli accademici, quindi essenzialmente pratico ma di qualità, sia in ambito clinico che in ambito paramedico, da attuare in stretta collaborazione con i colleghi odontoiatri afghani. Valutare cioè il loro livello di pratica professionale, i materiali e le tecniche che adoperano, intervenendo opportunamente per insegnare loro le tecniche più attuali ed efficaci ed al contempo addestrare personale paramedico per la creazione di nuove possibilità di lavoro.

Tale programma dovrebbe essere suddiviso in steps successivi ed articolato in modo tale da consentire una sua certa continuità di sviluppo nel turnover dei colleghi che si alternassero eventualmente al suo sviluppo.

Certo l'ideale sarebbe quello che ad agire fosse un team chiuso di 5 o 6 colleghi, possibilmente con idee analoghe sulla materia ed il metodo, il quale potesse assicurare un'alternanza in costante progressione sul territorio: progetto difficile ed ambizioso, ma a mio parere non impossibile!

Si tratterebbe quindi più di un programma di tipo culturale che di un intervento pratico vero e proprio.

A tal proposito, della pratica sul campo intendo, uno dei 2 riuniti sarà installato in un piccolo centro che ho individuato alla periferia di Kabul, gestito da medici afghani nel quale, con molta fantasia e con tantissima buona volontà ma senza mezzi, esiste un centro odontoiatrico (avulsioni e basta) assieme ad un consultorio pediatrico, ginecologico, chirurgico (esclusivamente circoncisioni) ed internistico. Una struttura minuscola ma nella quale si nota uno sforzo verso l'igiene e l'efficienza che mi ha spinto a decidermi a loro favore.

L'unico strumentario odontoiatrico esistente oggi in tal centro, è costituito da una poltrona da autobus saldata ad una base metallica, una piantana alogena, una serie di pinze da estrazioni. Non hanno altro, ivi compreso l'anestetico, ma si sentono già fortunati così! Coprono un distretto popolato da circa 28.000 anime.

In questo centro sarà appunto installato un riunito: ho dato disposizioni ed istruzioni per la predisposizione ambientale e tecnica (allacciamenti elettro-idrici, scarichi ecc.) del locale ed, appena predisposto il tutto, avverrà l'installazione. Il centro dovrebbe diventare operativo in febbraio/marzo 2004, epoca nella quale ho ipotizzato il mio ritorno.

Qui, volendolo, potrebbero alternarsi alcuni dei colleghi volontari di ASMO che con la loro capacità professionale e l'apporto dei materiali d'uso (tutti!) mancanti, in collaborazione con il collega afghano che già vi opera, intendessero dare il loro apporto pratico "sul campo"  nel senso più classico della solidarietà professionale.

Ecco una "infarinatura"  un pò di tutta la situazione.

 

 

Il dottor Kazhimit

Il villaggio

Il dottor Beppe Quarta

 

 

Personalmente, sono convinto del fatto che per tentare di aiutare concretamente chi si trova in totale disagio, come l'Afghanistan dopo 25 anni di segregazione economico-sociale e culturale dovuta alle guerre, sia indispensabile stimolare una ripresa dall'interno del suo potenziale culturale, in modo autoctono. Senza questa, ogni altro tipo di nostro intervento sarebbe come la classica goccia d'acqua nell'oceano, goccia comunque generosa e preziosa ma, ahimè, sempre e soltanto una goccia.

Sarebbe opportuno, qualora il vostro interesse fosse concreto, un incontro per meglio delucidarvi la situazione complessiva anche nei particolari che vorrete chiedermi, e per concordare in seguito un'eventuale programma di fattibilità.

 

Cordiali saluti a tutti 

 

Beppe Quarta

 

 

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